Tibet libero
E’ sempre molto difficile esprimere opinioni su questioni complesse come quella dell’indipendenza del Tibet. Mi pare di poter condannare però senza ombra di dubbio la repressione violenta che la Cina sta attuando, nonché il palese tentativo di tenere alla larga i mezzi di informazione, arrivando addirittura a chiudere l’accesso a youtube.
Penso che l’espressione “genocidio culturale” che ha utilizzato il Dalai Lama descriva bene l’atteggiamento del governo cinese, che sta tentando di fagocitare la residua diversità e specificità di un popolo dalle antichissime tradizioni. Ho letto da qualche parte che la Cina ha messo l’illuminazione in diversi monasteri Tibetani, con l’intento di farli diventare un luogo per turisti, spazzando via l’aura di misticismo che li circonda, aiutandosi persino con la luce al neon, che contribuisce a svilirne l’atmosfera di sacralità.
Con altrettanta sicurezza mi schiero dalla parte di chiede il boicotaggio dei Giochi Olimpici in Cina, anche se di solito sono contrario al modello “guerrilla”, utilizzato da Greenpeace e spesso da altri gruppi ambientalisti. Credo che le scelte vadano sempre ponderate con attenzione e che il ruolo di certe decisioni spetti in primo luogo alla politica. Se però gli interessi economici sono così pesanti da paralizzarla, magari anche il contributo dello sport può servire.
Dubito però che anche il mondo dello sport abbia questo coraggio, considerando la quantità di denaro in gioco… ma su questo spero molto di sbagliarmi
