The day after tomorrow
Certe volte accadono cose curiose, giusto ieri raccontavo nel mio post precedente che non è proprio un periodo di grande splendore e guarda caso oggi la giornata mi ha riservato un altro di quegli episodi da manuale che sono troppo belli per non raccontarli.
Ma cominciamo dall’inizio, dal 2001 al 2006 sono stato fortunato possessore di una partita Iva, con la quale ho fatturato i compensi che ho percepito per la mia attività di consulente. Alla fine dello scorso anno ho deciso di chiuderla perché ho trovato una nuova formula che sembrava migliore con la mia società, d’altra parte visto che già paghiamo il commercialista, mi sembrava inutile pagarne due.
Sicché ho chiuso la vecchia partita Iva, lasciando però l’incarico al vecchio commercialista di fare la mia dichiarazione dei redditi. Non avevo motivo per non fargliela fare e quindi mi è sembrata la cosa più naturale del mondo.
Circa una quindicina di giorni fa ho ricevuto la prima di una lunga serie di telefonate in cui il suddetto commercialista mi diceva che c’erano degli errori nelle fatture di dicembre e mi ha costretto più volte ad andare nel suo studio per controllare la situazione.
Mi era sembrato che avessero trattato la situazione con la stessa elasticità di un tirannosauro di pietra, costringendo me ad andare là a perdere tempo per qualcosa che io stavo già pagando loro per fare… ma comunque ho lasciato correre, tanto in fondo si trattava dell’ultima cosa per la quale avrei avuto a che fare con loro.
Venerdì però mi sono girate un pò le scatole. Ricevo una telefonata alle dieci di mattina con la solita tiritera che non quadrano i conti, le fatture sono sbagliate, ecc… al che io invito la segretaria del commercialista a verificare meglio la mia email del giorno precedente nella quale avevo indicato alcune rettifiche (naturalmente trovate da me e non da loro), rimango cmq d’accordo che mi avrebbe richiamato non appena controllato il tutto… chissà perché poi uno telefona ad un cliente per un problema e poi mi dice… “beh adesso però non ho i documenti davanti…”, dato che il tuo ufficio non è un palazzo di 12 piani, forse non sarebbe tanto difficile prenderli questi benedetti documenti… ma lasciamo correre anche questo.
Alle 19.26 dello stesso giorno ricevo una email dal tono irato in cui mi si dice che siccome avevo mancato all’appuntamento di quello stesso giorno alle 15.30 (che naturalmente non era mai stato fissato) e siccome le fatture non quadravano (guai a spiegare di quanto e perché… poi sarebbe troppo facile risolvere il problema !) la mia dichiarazione non si poteva fare.
A questo punto con una dose di pazienza molto vicino allo zero rispondo per le rime all’email e faccio presente che non avevano fissato nessun incontro, che mi sembrava che non ci fossero ulteriori problemi e che comunque, qualora ci fossero stati, bastava fare una telefonata in tempo utile e non certo una email polemica alle 19.26, quando qualunque interazione è impossible e faccio altresì presente che il lunedì successivo (ovvero oggi), sarei stato costretto a perdere un ulteriore giorno di lavoro per trattare questo ennesimo problema.
Per tutta risposta questa mattina ricevo una telefonata dal commercialista che esordisce dicendo che la mia email non gli è piaciuta per niente e poi, dopo pochi minuti di conversazione irata ma civile, esplode dicendomi che sono un cretino, un buffone e tutta una serie di epiteti molto poco edificanti… a quel punto le mie scatole iniziano a girare vorticosamente e faccio presente al mio interlocutore che non sa bene con chi sta parlando, perché a me cretino non lo ha detto mani nessuno e io lo denuncio senza pensarci due volte.
Dopo alcuni minuti di turpiloquio telefonico sono costretto a raggiungere il suo studio, dato che mi riattacca il telefono in faccia e naturalmente la discussione continua anche di persona, dove con una educazione praticamente inesistente si permette di ridarmi del cretino e di continuare dicendo che sono un idiota perché ho sbagliato a scrivere le fatture e che non sono un vero professionista perché non sono iscritto ad un albo… e vabbé vi risparmio il resto.
Ad un certo punto, alla mia ennesima minaccia di denunciarla lei prende il cellulare e chiama il suo amico maresciallo dei carabinieri che comanda la stazione del paese e gli chiede di intervenire perché si sente “minacciata” da un cliente.
Il maresciallo ovviamente non interviene personalmente, dato che si tratta di un militare nell’esercizio delle proprie funzioni e manda una pattuglia sul posto. Appena entra un giovane carabiniere lei lo accoglie dicendogli che io sono un cretino ed un idiota perché ho sbagliato le mie fatture e continua a strillare come un’ossessa… il ragazzo la guarda un pò perplesso, mi chiede i documenti e riesce a malapena a scrivere i miei dati mentre lei urla e sbraita. Ad un certo punto mi chiede di andare con lui in caserma per spiegargli meglio la situazione.
Lo seguo con la mia macchina, arriviamo in caserma e lui va dal comandante con cui rimane un paio di minuti a parlottare. Ad un certo punto il comandante mi chiama e visibilmente un pò imbarazzato esordisce dicendo “il mio collega mi ha già spiegato che le cose non stanno come dice il commercialista… mi spieghi un pò cosa è successo”.
Gli racconto per sommi capi la cosa e gli manifesto la mia intenzione di denunciare il commercialista, ma lui con un tipico fare da buon padre di famiglia mi dice l’unica cosa sensata è lasciar perdere perché tanto sono stupidaggini e che è meglio trovare una soluzione pacifica e via dicendo…
A quel punto i miei fumi dell’ira mi disannebbiano il cervello, mi rendo conto di stare in una stazione dei carabinieri in cui hanno appena arrestato una banda di ladri che hanno rapinato mezzo paese e mi pare che veramente questa cosa sia di una inutilità ridicola, così alla fine convengo con lui che è meglio lasciar perdere e che non gli faccio perdere ulteriore tempo. Uscito da lì trovo ovviamente un altro commercialista che mi farà la dichiarazione e recupero tutta la mia documentazione, non senza aver dovuto sopportare qualche altra offesa a cui però ho preferito non rispondere, altrimenti tutto sarebbe ricominciato da capo.
A questo punto mi sento veramente un pò idiota però. Sono stato per cinque anni uno dei pochi clienti di questo commercialista che lo hanno pagato sempre in orario e sempre senza fare storie sul prezzo. Una di quelle persone che di fronte alle spiegazioni di cosa comprende la parcella dice sempre: “lascia stare dimmi quanto ti devo, mica me lo devi spiegare”.
Eppure è bastato cercare di non farsi prendere per i fondelli per arrivare addirittura in una stazione dei carabinieri… bella prova ! Un pò come la signora del cellulare di cui ho parlato in un post precedente. Più cerchi di essere onesto e tranquillo e più improvvisamente ti ritrovi nei panni del mostro di Firenze senza saperlo, basta che cerchi di aprire bocca per diventare subito uno stronzo e passare dall’altra parte della barricata… e siamo sempre nel paese di Previti e di Corona.
Bah, ormai ho qualche anno di troppo per cambiare carattere, sono nato stupido e onesto e preferisco rimanerci, l’unica cosa di cui mi sono accorto di avere urgente bisogno è di riacquistare un completo controllo di me stesso per farmi scivolare addosso certe cose, altrimenti si rischia davvero di fare casini per cui non ne vale la pena. Ne ho abbastanza di discutere con persone che il cervello che hanno (seppure lo hanno), preferiscono usarlo per aggredire gli altri, che facciano pure, ma non con me.
Se mai ci dovesse essere un’altra situazione del genere la conversazione si interromperà al primo “cretino” e il resto la condurrà il mio avvocato, meglio pagare lui che rovinare il mio fegato… peccato non aver scelto la carriera forense… ora come ora sono più che sicuro che il lavoro non mi sarebbe mai mancato.
