Riflessioni su come va il mondo
Ieri sera ho scritto una mail di risposta ai miei colleghi sulle strategie di marketing da intraprendere per sopravvivere nel mercato attuale.
Ne pubblico alcuni passi, ovviamente depurati di nomi e fatti specifici, perché mi sembrano riflessioni interessanti. Tanto per mostrare i pensieri dei “giovani” imprenditori in questo merdoso paese di politici corrotti e di raccomandati.
E anche per mostrare a chi pensa che gli “imprenditori” siano fortunati a fare come gli pare come invece debbano spremersi il cervello per rimanere a galla… !
…Quest’anno fanno 21 anni da quando ho acceso il mio primo pc e fatto il mio primo corso di basic, era il lontano 1986 ed ero un ragazzino pieno di speranze che poi con il passare del tempo si sono scontrate con delle dolorose consapevolezze. Consapevolezze che si rafforzano tutt’ora…
Le mie consapevolezze riassunte sono:
1) Il mercato italiano è un mercato clientelare, se non conosci non esisti
2) I clienti italiani non pagano mai in orario e cercano il più possibile di non pagare affatto
3) Il mercato (in generale) vuole prodotti semre più belli ma sempre meno costosi
4) E’ difficile avere una tecnologia ed usare sempre e solo quella, il mondo cambia troppo in fretta
5) Le aziende informatiche sono sempre più dei mastodonti con centinaia di dipendenti, molti dei quali fancazzisti, ma molti dei quali anche con delle palle grosse come case e quindi il sogno di fare un prodotto in un garage in due persone diventa sempre più irreale…
6) Per il motivo di cui sopra il nostro non è più un mercato pioneristico e quindi non basta fare quello che un mio ex-amico amava tanto, ovvero aprire i sentieri, bisogna ripulire le cunette, asfaltare la strada, aprire le stazioni di servizio… e purtroppo bisogna pure inaugurarle alla presenza degli assessori…
In altre parole secondo me i punti cardine su cui si dovrebbe basare una strategia efficace per un’azienda come la nostra sono:
1) Assoluta eliminazione di tutti i mutuati non necessari che pretendono di fare un lavoro che vale 20000 euro spendendone 100 e rompendo pure le palle
2) Diminuire progressivamente la quota di progetti e spingere sempre di più i prodotti (vedi punto 3 delle consapevolezze)
3) Concentrarsi sullo sviluppo di prodotti “rock solid”, possibilmente in nicchie di mercato specifiche e tecnicamente difficili (altrimenti li fanno tutti) corredati di documentazione e customer care efficace… e qui lascio un’asterisco * di cui scriverò più sotto.
4) Tenere gli occhi aperti per cercare di capire quando un prodotto sta morendo (per esempio il nostro buon vecchio nodo internet Allnet passò dall’avere 1200 abbonati paganti ad averne 0 non appena Tiscali inventò Internet Gratis…)
5) Pubblicizzarsi in tutti i modi.
Apro e chiudo parentesi sull’asterisco che ho lasciato in sospeso sopra: la qualità di un prodotto. Ho parlato del backup a parecchie delle persone che conosco, informatici e non. Molti hanno elogiato l’idea ma quando lo hanno visto all’opera hanno quasi tutti espresso eccezioni e/o notato la mancaza di qualche funzionalità:
- Ma come non posso schedulare più di un backup ?
- Ma come non salva i file in uso ?
- Ma come Idrive su Internet costa la metà ?
- Ma come non fa vedere le donne nude mentre salva i dati ???
Ora alcune di queste richieste (e non solo di quelle che ho citato) sono sicuramente inutili, altre però sono più che legittime e sono esattamente quelle che io stesso, man mano che lo uso mi aspetterei da un prodotto.
Vi faccio un esempio concreto. Se agli inizi del 900 io avessi guidato un comodo calesse con relativo cavallo cacone e affamato di biada, e il signor Ford mi avesse offerto una macchina a benzina, che faceva 30Km/h e che bisognava pure girare la manovella per avviarla, beh sarebbe stato un gran salto di qualità e sicuramente avrei ammazzato il cavallo e l’avrei cotto sul fuoco fatto con il calesse, e questa è la situazione dell’informatica agli inizi degli anni 90, quando io lavoravo in banca e fare una query sul database dell’AS400 per estrarre dei dati era una cosa con cui te la cavavi per un mese.
Oggi invece se andate a comprare la Panda e non ve la danno con l’ABS… beh quasi quasi vi rode un pochetto… ma come la Yaris ha ABS, aria condizionata e Bluetooth ??? Si però la Panda è made in Italy dice il venditore… e chissenefrega dice l’acquirente 35enne… a me il Giappone piace pure… e mi ricorda tanto Goldrake e Mazinga… e voi la Panda non la vendete… e questa è la situazione del mercato informatico di oggi.
Ecco io credo che non dobbiamo cercare di vendere una Panda al prezzo di una Yaris… ovvero un prodotto che ha 3 funzioni sulle 100 che servono, che funziona solo seguendo i click da 1 a 2500 del manuale di istruzioni e che comunque sembra solo una pallida imitazione del suo più figo corrispettivo sul mercato.
Secondo me noi dobbiamo vendere Bugatti, macchine fatte a mano, cucite dagli artigiani e con una classe che fa paura… dobbiamo vendere prodotti che cullano il cliente nelle loro funzionalità, che funzionano bene e che sono assistiti e curati.
ATTENZIONE !
Ho detto “prodotti” e non siti e o progetti, perché questo livello di cura con poche persone in azieda non si può raggiungere, l’unico modo è quello di fare quello che dice Joel Spolsky: “Eat you own dog food”… usa il tuo cazzo di prodotto e se non piace a te… come pretendi che possa usarlo John Smith in Arkansas o Piero Santolamazza a Bergamo ?
E se pure tu sei una sorta di masochista a cui piace torturarsi con le cose scomode… e qui cito un solo esempio… di una persona (senza fare nomi) che si ostina a leggere le email con poppy che ti fa vedere il sorgente HTML e funziona una volta su 100, invece di usare un diavolo di client di posta come Outllook (o il mio amato Eudora con cui sto scrivendo), beh fallo usare a tuto l’ufficio e se il 90% delle persone dicono che il tuo prodotto fa schifo… beh mi dispiace per te Jhonny click veloce… ma il tuo prodotto non sfonderà mai !!!
E badate bene… e qui mi rivolgo soprattutto ai programmatori più giovani, se un prodotto non piace non è un fatto che deve colpire la vostra autostima.
L’informatico è un macinatore di codice è uno che si intrippa a risolvere cose di una complicazione bestiale, mentre Corona, che si vanta di aver letto tre libri in tutta la sua vita (classe 1976 nda) guadagna 1.700.000 Euro in una settimana per essere stato in galera…
Ma fare prodotti che piacciono alla gente è un mestiere complementare e necessario… le cose devono avere le palle tecnicamente… ma devono essere vestite bene e si devono poter usare… ve la comprereste mai una Mercedes da 80.000 Euro in cui non funziona il motore ? No. Ve la comprereste mai una Mercedes d 80.000 Euro con i sedili fatti di sacchi di Ortica e che ha l’accensione a spinta e i freni che funzionano buttando un ancora fuori dalla macchina… ??? Penso che la risposta sia sempre no…

September 12th, 2007 at 10:11 am
Un post veramente intelligente. Non ne avevo mai letto uno così. Divertente e riflessivo, come Ascanio Celestini (è un complimento, spero ti piaccia l’attore romano).
Ritornando al discorso, concordo praticamente su tutto quello che hai scritto, tranne forse per il discorso Panda. Perché dobbiamo limitarci a creare una nicchia di Made in Italy (la Bugatti) e non puntare a rilanciare un marchio italiano come la nostra Fiat?
So che l’ostacolo più grande è l’assistenzialismo italiano nei confronti della casa torinese (anche se da qualche anno s’è ridotto tantissimo), ma le capacità industriali ci sono tutte. I motori Fiat sono tra i migliori al mondo, consumano poco e hanno una durata eccezionale con una bassissima manutenzione.
September 12th, 2007 at 10:12 am
In fondo la Yaris (che ho tra l’altro) vende perché è qualitativamente superiore rispetto a tutto il panorama. Toyota ora è la più grande società automobilistica del mondo, non per il nome, ma per la qualità dei suoi prodotti e per l’eccezionale marketing che ha tirato su.
Ha ridefinito gli standard e ha riscritto la vita di un’auto. Economia di scala: più passa il tempo, più i costi si abbassano e più gli optional aumentano e l’auto ha sempre lo stesso prezzo, aumenta solo con il lancio del nuovo modello.
September 15th, 2007 at 11:07 am
Grazie per l’apprezzamento sul post prima di tutto
Per quanto riguarda il discorso Panda invece non volevo dire che dobbiamo rinunciare a rilanciare certi prodotti piuttosto che altri, in realtà la Panda era solo un esempio per rafforzare il mio discorso sull’importanza della qualità nella produzione del software.
Non sono abbastanza competente in materia per capire quali sono le possibilità del rilancio del marchio italiano, anche se mi pare che con la nuova 500 anche la fiat ha intrapreso un nuovo cammino.