Pirates episode II
Anche quest’anno Babbo Natale ha voluto farci un regalo consistente per l’ormai imminente Natale, e così ha deciso di inviarci uno stuolo di pirati per rallegrare la nostra grigia esistenza.
Naturalmente non ha voluto premiare i pirati capitalisti che si vedono nei film americani, tipo Neo in Matrix, ma ha pensato bene di ingaggiare dei poveri Indonesiani, coadiuvati da qualche cinese e perfino da un ungherese… che tanto ormai con l’integrazione nella comunità europea siamo tutti più vicini.
Questi grandissimi figli di una m…. hanno fatto un danno notevole (ma infinitesimale, rispetto a quello che potevano causare) e ci hanno costretto a raddoppiare i nostri sforzi lavorativi, peraltro già ai limiti della sopportazione.
Così facevo una riflessione tra me e me. Qualche giorno fa un amico di vecchia data mi ha detto: “ti trovo un pò pessimista”, al che io dentro di me mi sono un pò risentito.
Ma cazzo:
- lavoro mediamente 10 ore al giorno e spesso pure 12
- ho appena finito di pagare 14.000 euro di tasse, quando molti amici avvocati che girano in Porsche non ne pagano altrettante nemmeno in tre anni
- faccio i salti mortali per far sopravvivere l’azienda che abbiamo messo insieme con tanti sacrifici, tra clienti che non pagno e tasse che ti martellano
- Ho un mutuo di casa che è aumentato di 250 euro in poco più di 12 mesi
- Per non parlare delle varie ed eventuali che più o meno ognuno ha…
Eppure:
- continuo a lottare per cercare di costruire un futuro migliore
- leggo libri per imparare e per crescere dalle esperienze degli altri
- cerco sempre di carpire i segreti di chi ne sa più di me e di trasmetterli agli altri senza mai preoccuparmi di nascondere la mia conoscenza
- Non mi tiro mai indietro quando c’è da farsi il culo e di fare il lavoro sporco, anche se a 36 anni penso di aver fatto la mia gavetta in quantità sufficiente
Be’ se ogni tanto dico che viviamo in un paese di merda, dove chi si dà da fare non viene premiato non penso di essere pessimista. Tra l’altro vi consiglio di dare una letta all’articolo di Simona sugli incentivi che ha dato la sua scuola e anche ai commenti che le hanno fatto, tanto per avere anche altre visioni su come va il mondo.
Detto questo, secondo me è pessimista chi vede la vita senza speranza, chi ha rinunciato a cercare la propria strada e si è accontentato di sopravvivere piuttosto che di usare la propria testa, con la scusa che tanto è inutile.
Io rivendico il diritto di dire che mi girano le palle perché le cose non vanno come dovrebbero e rivendico il diritto di avere dei sogni, di poter pensare che la vita non sia un’accozzaglia di bollette da pagare e di coglioni da ascoltare perché ti danno da lavorare, ma sia fatta anche di bellezza, di quadri che non ti stancheresti di guardare, da musica che ti fa vibrare le corde dell’anima, da paesaggi che ti lasciano senza respiro, da infinite distese di ghiaccio che guardi da 10.000 metri di altezza dal finestrino di un aereo e che ti fanno sentire parte di un mondo troppo incredibile per essere frutto del caso… e per stasera ho detto tutto.

December 10th, 2007 at 10:36 pm
…tre punti per farmi riconoscere, poi tanto per gradire voglio unire il tuo girar di palle al mio. Ho fatto il ‘77, ho visto qualche pezzetto di mondo, ho fatto il militare in Friuli, sono stato libero professionista, ho tanto letto, ho tanto parlato e tanto ascoltato. Le mie palle hanno iniziato a girare, nel tempo ho capito che (le palle hanno sempre continuato a girare)…ho capito che l’essenza del nostro stare al mondo, in questo mondo, è nell’agire in felice sincronia col ritmo imposto dalle nostre palle…ovviamente! è il nostro battito cardiaco, lo scandire del tempo di coloro che hanno occhi per guardare e neuroni per pensare. Si può vivere, anche felicemente, in fondo il sommo piacere risiede nell’occasionale riscontro di altri “giranti” e nell’utopia che un giorno la combinazione di tante “rotazioni” possa, finalmente, determinare la grande rivoluzione! …roba da matti, insomma, ‘fanculo a chi smette di “girare”.