L’importanza delle informazioni

Ieri ho trovato un manualetto che ha scritto un professore universitario per aiutare gli studenti nella lettura del libro Freakonomics, che da semplice libro su un modo diverso di considerare l’economia, è diventato un testo universitario.

Il libro è scritto da un economista sui generis di nome Steven Levitt, che con molti interessanti e divertenti esempi, spiega che il mondo non va come vorremmo noi, ma seguendo leggi che l’economia cerca di capire e di spiegare.

Nella guida dello studente ho ritrovato uno dei punti fondamentali del libro che però non avevo focalizzato durante la prima lettura: l’importanza delle informazioni. E’ ovvio chi sa di più è in grado di agire con autonomia e quindi non viene strumentalizzato facilmente, però se ci penso bene nella vita di tutti i giorni ho sotto gli occhi decine di esempi di utilizzo di questa tecnica: l’ufficio tecnico del comune che si rifiuta di fare un certificato a mio padre, perché tanto sa che capire le pratiche dei comuni è pressocché impossibile, oppure un sedicente esperto di informatica che opera qui a Velletri e con il quale ho avuto la sfortuna di lavorare, che vende come corsi di HTML delle farse in cui lui, assolutamente incapace di distinguere la differenza fra una pagina web ed un frigorifero, smonta un pc e fa vedere dei pezzi della scheda madre… solo che lo fa con persone che sanno talmente poco di informatica che alla fine crederanno anche di aver imparato tantissimo.

E potrei continuare ancora per decine di pagine… ma il punto è: come si può aiutare gli altri diffondendo l’informazione ? Spesso chi avrebbe bisogno di quell’informazione, non ha la predisposizione d’animo di riceverla, magari è talmente a digiuno di quel problema che non vuole saperne di più o è assolutamente inconsapevole di essere strumentalizzato da pensare che magari siamo noi a voler qualcosa di strano da lui.

Una risposta non l’ho ancora trovata, credo che documentando le cose con dati quantitativi sia più facile avere credibilità, ma spesso è difficile farlo e spesso anche i dati quantitativi sono soggetti a diverse interpretazioni, basta dare un’occhiata alle affermazioni dei politici… ma se qualcuno avesse suggerimenti in merito… beh me lo faccia sapere, ne approfitterei al volo.

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