Let’s fly… let’s fly with me…
Qualcuno riconoscerà le parole di una vecchia canzone di Frank Sinatra, ma per me questo è stato il mantra degli ultimi due giorni e anche se non sono mai stato un amante del volo ho dovuto parzialmente rivedere le mie opinioni al riguardo.
Giovedì mattina ho preso l’aereo per Milano e per due giorni sono stato al lavoro su un progetto di rilevazioni di incendi, un dispositivo montato su un piccolo aereo chiamato PA18.
Ho lavorato in parte in un hangar di Linate ed in parte nel piccolo aeroporto di Bresso, poco distante da Milano; sono stati due giorni piuttosto duri, ma dopo molte peripezie sono anche riuscito a far funzionare tutti i dispositivi e a far rientrare l’emergenza.
Ma la cosa importante è che, per la prima volta, ho potuto guardare da dietro le quinte il mondo dell’aviazione e di apprezzarne sia le soluzioni tecniche che l’immensa passione che muove le persone che ci lavorano. In particolare mi hanno colpito le conversazioni con Giancarlo, il meccanico che lavorava con me sull’aereo, che mi ha raccontato un po’ delle sue esperienze dagli anni 60 ad oggi e mi ha mostrato un po’ del suo mondo con i suoi modi tranquilli ed il suo fare garbato.
Sarà che di solito sono abituato a vedere e spesso a fare software inutile, sarà che molte delle persone che incontro sono arriviste e senza scrupoli, sarà pure che molto spesso parlano di cose fumose e prive di senso, sarà per tutti questi motivi che invece ho trovato tanto “pulita” la passione per un oggetto complesso e affascinante come un aereo.
Certe volte è bello abbandonare i propri pensieri confusi, accorgersi che esistono mondi completamente diversi e aprire una finestra là dove non pensavi che esistesse.
