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Random thoughts about technology and philosophy

L’androide mancato…

Ieri sera ho spedito una email con un link ad un articolo di Repubblica che parla dell’esclusione dell’Italia dalla competizione promossa da Google per creare una nuova piattaforma di sviluppo per dispositivi mobili.

L’articolo ha suscitato la risposta di Cesare che ha fatto una serie di osservazioni interessanti, ponendosi, dice lui, nella veste di bastian contrario.

Le osservazioni che riassumo brevemente sono:

  • Il deposito cautelativo dei soldi è una forma di tutela dei consumatori, quindi se depositi i soldi per un concorso è più difficile che poi questi soldi svaniscano.
  • Il deposito presso un notaio è un’operazione ormai nota a tutti gli italiani, qualunque atto passa sempre per questa figura un po’ mistica, che spesso prende soldi senza però avere una vera forma di responsabilità per quello che fa (e la mia casa comprata con regolare atto, ma priva di abitabilità ne è un esempio…). Quindi se la regola vale per tutti, perché non dovrebbe valere per Google ?
  • La mancata partecipazione dell’Italia potrebbe essere un modo per contrapporre il software open agli accordi che il governo ha fatto con Microsoft per aprire dei centri di ricerca in Italia.

Le osservazioni sono ovviamente condivisibili, ma il tema della mia email non era tanto il fatto che tutto sia secondo le regole, il mio pensiero è che le regole siano sbagliate.

Gli Stati Uniti sicuramente non hanno niente da insegnarci in materia di diritti umani, stato sociale e tanti altri valori fondamentali che nella vecchia Europa sono sicuramente rappresentati meglio (l’immagine del quartiere nero di Milwaukee è sempre davanti ai miei occhi…), ma una cosa ce la insegnano con i fatti: la semplicità delle procedure porta ai risultati, la burocrazia porta solo a consumare denaro.

L’Italia, e credo anche molta Europa, producono poca tecnologia e chi ha delle idee fa tanta fatica a portarle avanti, mentre i finanziamenti pubblici per l’innovazione vanno a finire più o meno sempre nelle mani degli stessi soggetti, che battendo i loro contatti in Filas o in posti simili, si accaparrano milioni di Euro per la produzione del “nulla” di turno.

Ogni idea passa per notai, Siae, società, tasse che strangolano le realtà emergenti… la mia speranza è che in un futuro non troppo lontano si riesca a bilanciare un po’ il nostro sistema di valori, che io apprezzo infinitamente di più di quello americano, con una impronta più dinamica sullo sviluppo e sulla ricerca, che in un mondo totalmente connesso e privo di barriere spazio-temporali, come è oggi il nostro, è fondamentale per la sopravvivenza delle imprese, senza le quali la tutela sindacale serve a poco (e chi mi conosce sa che sono di sinistra).

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Category: Thoughts

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2 Responses

  1. Roberto says:

    Ho letto anche io l’articolo, Fabrizio, anche su Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2113769). Mi sono talmente depresso che non ho nemmeno voglia di entrare nel merito giuridico della questione.
    Mi limito a questo: se avete qualcosa per Android ma lì a Casinopoli non potete partecipare, vi offro asilo politico nell’Hertfordshire ;-)

  2. fgiamma says:

    Credo proprio che presto saremo costretti anche noi ad emigrare ;-)

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