Is Google Making Us Stupid?
Segnalo un po’ in ritardo un interessante articolo intitolato: Is Google Making Us Stupid?
L’argomento di discussione è il cambiamento a cui il nostro cervello è sottoposto a causa delle nuove tecnologie, che lo rendono sempre meno propenso a fermarsi sui dettagli e alla concentrazione, e sempre più avezzo all’analisi superficiale e veloce di una quantità enorme di informazioni.
Il tema dell’Information Overloading non è nuovo, se ne parla da un po’ di tempo e si comincia a studiare come il nostro cervello reagisce ai continui cambi di contesto e al cosiddetto “Multitasking”, ovvero la capacità di fare più cose contemporaneamente.
L’autore è “coscientemente” pessimista sulle tecnologie, di cui riconosce i meriti ma di cui si senti comunque in dovere di evidenziare i pericoli, atteggiamento che condivido perfettamente.
Google e i suoi derivati ci hanno dato la possibilità di vivere e lavorare a livelli di velocità impensabili solo alcuni anni fa, però nello stesso tempo tendono a privarci della capacità di dedicare il giusto tempo al processo di apprendimento.
Mi trovo spesso a fare riunioni con i miei colleghi nelle quali scopro che molti di loro hanno la più totale ignoranza delle cose con cui lavorano tutti i giorni.
Molti di loro non hanno mai letto un libro di programmazione o peggio di networking, creano interfacce utente ma non sanno nemmeno cosa sia la parola “Interaction Design” e certe volte mi guardano come un marziano quando sostengo la necessità di progettare interfacce a misura d’uomo.
La mia modesta opinione è che va benissimo farsi un’idea al volo di un problema cercando su Google e leggendo la pagina di Wikipedia, ma se quella cosa ci interessa sul serio è meglio approfondirla di più, altrimenti si rischia di avere la cultura che ci potrebbe dare il buon vecchio “Bignami” che magari i più giovani nemmeno ricorderanno.
Nozioni avulse dal loro contesto e in forma così sintetica da non farci capire che la cultura è comprensione del mondo e comprendere il mondo vuol dire contribuire a migliorarlo con le nostre azioni consapevoli, piuttosto che lasciare sempre che le cose vadano come decide il caso.

July 20th, 2008 at 11:45 pm
Già, ci pensavo anch’io. Siamo meno abituati anche a studiare e memorizzare, tanto ogni informazione è lì, basta digitare una parola. E perché inventare nuove soluzioni ai problemi, quando qualcun altro, in rete, ne avrà senz’altro già inventata una?
Funziona benissimo per condividere uno know-how, però…
July 21st, 2008 at 6:02 am
Internet è sicuramente uno strumento straordinario per cercare conoscenza e per creare connessioni fra persone, basta ricordarsi di non esagerare secondo me
Siccome ce l’ho molto con la superficialità, questo articolo l’ho interpretato soprattutto in questa chiave. Più veloce = meno attenzione, meno attenzione = giudizi superficiali, giudizi superficiali = vita meno consapevole…
Va be’ la finisco qua che se no riempio un quaderno di “uguali”…