Grillo e i suoi vaffa, ovvero riflessioni semi-interessanti sulle masse
Io non sono un opinionista, quindi di solito non scrivo articoli che commentano fatti rilevanti o ricorrenze come l’11 Settembre o la morte di cantanti più o meno famosi.
Piuttosto mi piace scrivere quando trovo uno stimolo che colpisce la mia mente e che in qualche modo mi apre uno spiraglio che prima non intravvedevo.
Questo è quello che mi è successo stasera, leggendo questo bellissimo articolo che riporta il discorso fatto dallo scrittore ebreo David Grossman per l’apertura del festival della letteratura di Berlino. In realtà sono arrivato a questo link leggendo un articolo su Repubblica di Eugenio Scalfari che commentava il V-Day promosso da Beppe Grillo nei giorni scorsi.
L’articolo mi ha fatto profondamente riflettere perché parla delle persecuzioni naziste, un argomento radicato nella mia memoria. Mio nonno paterno infatti è stato “ospite” di un campo di concentramento in Germania e, quando ero poco più di un ragazzino, mi ha raccontato tante delle cose che ha vissuto lì dentro.
Allora non ero ovviamente in grado di capirle, ma man mano che crescevo ho interiorizzato le sensazioni che i suoi racconti mi avevano lasciato e le assorbite per sviluppare, insieme a tante altre esperienze, la mia particolare visione del mondo.
Visione del mondo che è sempre stata nemica delle masse e delle massificazioni, motivo per il quale ho sempre faticato a partecipare a manifestazioni o eventi, nonché a movimenti o partiti politici, nei quali una grossa parte di te deve sacrificarsi ad una sorta di visione comune che spesso taglia molte delle cose che tu giudichi essenziali.
Non voglio aggiungere molto altro, Grossman lo fa molto meglio di me e vi consiglio davvero di leggere il suo articolo. Ma a differenza di Scalfari io però credo che il fenomeno Grillo, pur con tutte le sue tare esprima uno sconforto profondo che sarà pure foriero di dittatura (leggere l’articolo di Scalfari), ma sicuramente è una voce che non può non essere ascoltata… soprattutto mentre Mastella e Rutelli vanno a vedere la corsa di Formula 1 con l’aereo di Stato… qualunquismo ? Demagogia ? Forse in tempi duri bisognerebbe essere più rigorosi sui propri comportamenti, soprattutto quando tanti ti osservano.
Il mio movimento politico sarebbe sicuramente meno plateale di quello di Grillo, perché io credo che il cambiamento della politica debba iniziare da quello, ben più difficile, degli individui, aumentando la cultura e la sensibilità.
I politici rappresentano, in media, il comportamento delle persone comuni e la furbizia e l’opportunismo sono una dote diffusa in Italia a tutti i livelli. Se sostituissimo i parlamentari odierni con una nuova classe politica che può restare in carica solo due anni, probabilmente le nuove leve troverebbero nuovi ed originali modi per fregare il prossimo… basta guardare quanti trucchi hanno escogitato molti italiani solo per non portare una cintura di sicurezza: dal taglio dei fili per non sentire il bip a mettersi le magliette che ce l’hanno disegnata sopra…
… ma se non gridi in un mondo in cui tutti urlano, chi può sentirti ? Questa è una domanda alla quale non ho ancora una risposta.
