E’ un po’ che non scrivo…

E siccome non ho tempo in questi giorni, faccio solo un post al volo. Per chi se lo sia perso pare che una delle priorità dell’istruzione italiana sia la reintroduzione del grembiule, o della più generica “divisa”.

Non male come iniziativa in un paese che ha perso la quasi totalità delle sue potenzialità in ricerca e sviluppo e nella quale la scuola arranca sempre di più nella mancanza di fondi.

Complimenti

4 Responses to “E’ un po’ che non scrivo…”

  1. Caesar Says:

    io la trovo molto utile. In un mondo che fa della televisione il prorio idolo. In un mondo in cui i giovani hanno come modelli solo ballerine (veline molto spesso) o personaggi dello spettacolo. In un mondo in cui i bambini rispondono alla domanda “ti piacerebbe il grembiule” - “no” - “perchè” - “non è di moda”. Nonn è di moda?????? ma vi sembra una risposta adatta???. A scuola si va per studiare e farsi una cultura non a fare sfilate. Rendiamoli tutti esteticamente uguali e forse spiccheranno solo quelli che hanno valore non quelli a cui la mamma ha messo la gonna piu corta o i jeans piu “trendy”.
    Fin qui la parte morale. Ora una sola considerazione sul lato pratico. Il grembiule quando ero piccolo io ( e non 70 anni fa come, scherzando, potrebbe pensare qualcuno) si usava eccome. Siamo cresciuti tutti bene (o sicuramente meglio di quelli di oggi) e le nostre mamme avevano meno problemi nel lavare i vestiti. Infatti le macchie di pennarello o pastelli a cera erno tutte sul grembiule e non sulla maglietta che oggi costa almeno 50 euro (alla faccia della crisi).
    Ulteriore considerazione merita penso la frase “Non male come iniziativa in un paese che ha perso la quasi totalità delle sue potenzialità in ricerca e sviluppo e nella quale la scuola arranca sempre di più nella mancanza di fondi.” Non penso sia cotruttivo negare l’utilità di una idea (anche perchè per ora solo di quello si tratta) solo perchè ce ne sono di mogliori. Ci sarà sempre un idea migliore o piu utile ma è meglio parlare di tutte le cose almeno quelcosa poi si farà. Tra l’altro è proprio questo ( almeno credo) il principio che governa la ricerca di base, non esistono idee stupide.

    Complimenti a chi avuto l’idea (sul serio)

  2. fgiamma Says:

    Io credo che un governo serio debba occuparsi di questioni serie, ovvero debba cercare di migliorare la qualità della vita del paese che amministra, pensando al presente e al futuro.

    Sono assolutamente in disaccordo con la politica di questo governo, ossessionato dalle questioni della giustizia e dell’immigrazione, che nasconde spesso (e non sono il solo a pensarla così) provvedimenti che avvantaggiano il Presidente del Consiglio.

    Ma sono in disaccordo su questo fatto specifico perché è una delle tante inutilità italiane che si fanno al posto di risolvere i problemi veri. Se la scuola non ha più i fondi per poter funzionare e se si taglia il numero di insegnanti e si fa in modo che in un’aula ci siano 30 studenti invece che 20… beh forse il grembiule assume una prospettiva diversa.

    Anche io ho portato il grembiule alle elementari, però ho fatto una scuola schifosa, non ho imparato una sillaba di inglese (né lì, né in seguito) ed ho dovuto studiare per anni e spendere soldi da grande per fare in modo che la mia cultura e la mia conoscenza delle lingue straniere mi mettessero in una condizione di inferiorità lieve (attenzione non dico in una condizione di parità), rispetto ad uno studente, diciamo per esempio olandese, che studia in una scuola inglese e a 25 anni è praticamente tri-lingue.

    Invece di continuare a cercare di mettere reticolati per arrestare l’ingresso delle lumache nel nostro territorio (chi è delle mie parti capirà questo esempio), forse faremmo meglio a formare i nostri giovani per affrontare le sfide globali che sono inevitabili.

    E tutto questo sempre senza parlare della disastrosa situazione della nostra economia, della quale sono testimone in prima persona come imprenditore e della fatiscente efficacia della politica di cui sono testimone come azienda che collabora con il Comune e con le istituzioni della città in cui vivo, dove l’amministrazione, la prima fattiva ed onesta da anni, deve arrancare per far funzionare una macchina che sarebbe invece assolutamente normale che corresse.

  3. Caesar Says:

    In classe mia, di mia sorella che ha un anno meno di me, ed anche di quella che ne ha 9 meno di me eravamo circa 30 (nella mia 36) eppure abbiamo studiato bene.
    E’ un caso? o erano meglio gli insegnanti….

  4. Gian Says:

    @Caesar
    “E’ un caso? o erano meglio gli insegnanti….” erano diversi i bambini e molto di piu’ i loro genitori (ovviamente anche gli insegnati ;) ).

    In questi anni chiunque anche senza specifiche competenze puo’ obbiettare a chiunque altro (dal vicino di casa, al dottore, al giudice, all’insegnate) e mettersi a pari livello senza neanche porsi la questione di averne titolo (ed intendo conoscenza della materia, appresa anche solo per passione… non “Googleando”) in merito e quindi poterne valutare l’operato o le decisioni con gli strumenti adeguati.

    I bambini di oggi come i ragazzi hanno una liberta’ immensa (come e’ giusto che sia) ma la intendono molto spesso come “non essere secondi a nessuno”, sia che si tratti di un loro coetaneo, di un genitore, di un insegnate o di un pinco pallino qualunque.

    Non ho figli, ma osservo quotidianamente, andando al supermecato, girando per le piazze e cosi’ via che i genitori molto spesso parlano ai loro figli come se avessero di fronte degli adulti e li chiamo a scegliere e giudicare su ogni cosa. Non so se questo sia un bene o un male ma di certo e’ molto diverso da quello che accadeva un tempo.

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