Nov 5, 2008
America !!!
Barack Obama ce l’ha fatta, e anche con un largo consenso. Ne avevo già avuto sentore ieri sera leggendo delle lunghe code per votare e forse ne avevo avuto idea anche visitando gli States e sentendo quello che le persone dicevano.
La mentalità americana è molto diversa dalla mia e probabilmente avrei difficoltà a vivere lì, ma devo riconoscere che ogni tanto l’America è davvero il paese dove tutto è possibile.
Credo che questa vittoria sia simbolica per tante ragioni:
- Obama è giovanissimo, meno di 50 anni (Italia prendi esempio)
- Obama è afro-americano (e gli States sono il paese del Ku Kux Klan)
- Obama non è un reduce del Vietnam e forse la guerra globale non è il suo obiettivo primario
Credo che tutto il mondo gli terrà gli occhi puntati addosso e si aspetti molto da lui, e credo anche che non avrà vita facile, con tutti i disastri dell’economia e le tante sfide da affrontare, ma penso che davvero si trovi ora ad incarnare la speranza di un cambiamento globale, un cambiamento che non potrà non riflettersi anche nella nostra vita quotidiana.
Come spesso succede nel mondo globalizzato infatti, le decisioni prese oltre oceano hanno profonde ripercussioni anche da noi, e per la prima volta mi trovo a sperare che le abbiano in positivo.
Credo che in questo inizio di 21° secolo ci siano tutti i presupposti per un miglioramento generale della nostra vita.
Il progresso tecnologico, la ricerca scientifica e i giganteschi passi avanti della medicina ci consentirebbero di vivere meglio e più a lungo, eppure proprio ora c’è stato un inasprirsi dei contrasti fra i popoli, delle guerre e delle intolleranze, quasi come se in qualche modo il lato oscuro dell’uomo dovesse necessariamente manifestarsi.
Speriamo che questa vittoria elettorale possa essere un’inversione di rotta, verso un mondo di maggiore tolleranza e di rispetto reciproco, nel quale invece di investire (?) 600 miliardi di dollari in una guerra senza senso se ne possano investire magari solo 50 in qualcosa che migliori le nostre esistenze.
Good luck, mr President.










