Questa sera vi racconto una storia narrata in un famosissimo libro, che cito a memoria. Dunque si parla delle vicende di una fattoria in cui un bel giorno gli animali si ribellano agli umani perché vogliono vivere in condizioni migliori, tutti fanno un po’ la loro parte, ma come spesso succede nelle rivolte, c’è sempre qualcuno con più carisma e intelligenza che assume la guida e qui sono i maiali che si danno da fare per la buona riuscita dell’impresa.
La rivolta ha successo, gli animali prendono possesso della fattoria, ma ben presto i maiali utilizzano la loro intelligenza per creare una nuova classe dirigente, che sfrutta gli altri animali, esattamente come facevano prima gli umani, addirittura sembra che i maiali ad un certo punto inizino a camminare su due zampe.
Il motto finale del libro è: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.
Il libro, per chi non lo conoscesse, si chiama “La fattoria degli animali”, è stato scritto nel 1945 da George Orwell ed è probabilmente una delle più profonde critiche all’utopia comunista dell’uguaglianza sociale, che ci mostra con intelligenza ed ironia quello che succede quando un gruppo di individui prova a rompere gli schemi esistenti ed a organizzarsi in modo nuovo.
Questa storiella mi sembra una delle più calzanti per descrivere il pensiero del nostro Presidente del Consiglio, il quale si sente così “più uguale” degli altri, da affermare che tutti gli organi dello Stato sono gestiti da Comunisti che cercano di destituirlo e che, siccome lui è stato eletto dal Popolo, anche se ha commesso dei reati ha comunque il diritto di continuare il suo operato.
Oggi la Corte Costituzionale ha bocciato come incostituzionale il cosiddetto “Lodo Alfano”, la legge che blocca i processi penali per le più alte cariche dello Stato e questo ha provocato una dura reazione da parte del Presidente del Consiglio e del suo schieramento politico.
Chi mi conosce sa bene le mie inclinazioni politiche di sinistra e sa anche che ho un’antipatia viscerale verso Berlusconi (non se ne abbia se mai dovesse leggere queste poche righe), ma mi sono sforzato di considerare la questione nel modo più obiettivo possibile.
Eppure gira che ti rigira, mi sembra comunque una presa di posizione assurda e talvolta anche con serie contraddizioni logiche, provo ad elencare qualche riflessione, senza alcuna pretesa di competenza in materia di diritto, diciamo che sono riflessioni dell’uomo della strada:
- Berlusconi ha sostenuto oggi di avere il 60% del consenso popolare se si tornasse alle elezioni, siccome il Lodo Alfano è stato bocciato con 9 voti contro 6, deduco che in totale i giudici siano 15, se il 60% della popolazione vota PDL, è ragionevole pensare che il 60% dei giudici votino PDL, a meno di non ipotizzare che solo i comunisti vincano i concorsi, il che equivarrebbe a dire che chi vota PDL è meno intelligente. Ma se il 60% dei giudici votasse PDL allora il lodo Alfano sarebbe stato dichiarato valido con 9 voti contro 6… cioè l’esatto contrario di quello che è successo.
- Il principio di proteggere le alte cariche dello Stato per permettergli di svolgere serenamente i loro compiti mi pare sensato, tuttavia bloccare i processi penali significa violare il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, ovvero mentre per qualunque altro cittadino che commette un reato si è obbligati a procedere penalmente, per loro no. Quindi l’elezione a rappresentanti del popolo li eleva di fatto al di sopra di coloro che li hanno eletti concedendo privilegi che la gente comune non può avere.
- L’idea che ci si possa ribellare alle sentenze dei Tribunali, minacciando manifestazioni o azioni di qualunque tipo, che sfruttano la propria posizione di potere politico ed economico mi pare assai pericolosa. Se fosse possibile farlo chiunque si trovasse a disporre dei mezzi necessari potrebbe contestare una condanna, appellandosi all’ingiustizia della stessa, a connivenze dei giudici o a qualunque altro cavillo, delegittimando di fatto uno dei poteri dello Stato, potere che a questo punto sarebbe inutile, visto che può essere contestato e renderebbe di fatto il potere esecutivo “assoluto” perché privo di controllo.
Ora io capisco benissimo che viviamo in un mondo ben lontano dall’uguaglianza, capisco che chi ha un potere politico ed economico cerchi di approfittarne e so benissimo che anche nella sinistra, che pure idealmente sarebbe più vicina a me, ci sono personaggi che andrebbero cacciati con robusti calci nel sedere e sono talmente tanti che se dovessi scegliere forse non saprei chi votare… ma, nonostante tutto questo, mi sembrerebbe serio prendere atto delle condanne e delle bocciature del proprio operato e regolarsi di conseguenza, dimettendosi se necessario.
Sinceramente non credo Berlusconi lo farà facilmente, staremo a vedere, ma se anche succedesse non sarebbe certo un bene per il nostro paese che, nel mezzo di una crisi economica, si troverebbe a dover eleggere un nuovo governo e a ricominciare da capo, anche se sull’operato di quello in carica ho qualche centinaio di riserve da fare.
Nel frattempo non può che farmi un po’ di invidia l’America che ha Obama e che nemmeno sa apprezzare il suo tentativo di dare a tutti un’assistenza sanitaria… come si dice: chi ha il pane, non ha i denti