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Random thoughts about technology and philosophy

Connecting the dots…

Una delle cose che mi ha colpito di più nel video di Steve Jobs che consigliatvo nel post precedente è l’espressione “connecting the dots”, in italiano suonerebbe come collegare i puntini, ma che in senso più lato potremmo tradurre con: “mettere insieme tutti i pezzi e trarre delle conseguenze”.

L’idea è che spesso nella vita ti capitano fatti apparentemente non collegati che poi però si ricompongono in una visione più ampia o che comunque influenzano in modo decisivo il tuo pensiero in un momento successivo, quando altri fatti accaduti ti danno la possibilità di comprendere appieno i precedenti.

Qualche giorno fa sono stato a Ballarò con Jim ed ho conosciuto una responsabile dell’università Americana in cui lui lavora. La donna in questione ha un incarico di responsabilità, ha viaggiato molto, parla fluentemente almeno quattro lingue e ne “legge” altre due (latino e tedesco), eppure è una persona spiritosa e divertente, aperta al dialogo e assolutamente incurante del suo “status”.

L’impressione che trasmette ovviamente è quella di una persona in gamba, perché la vera cultura e la vera “grandezza” non hanno bisogno di essere annunciate da se stessi, ma traspaiono dalle azioni che facciamo e dalle cose che diciamo, come naturale espressione della nostra essenza.

Giorni dopo ero in ufficio e Luca stava lavorando su una locandina per il concorso di “Miss Castelli Romani”, quando l’organizzatrice del concorso disse con un tono tra il rassegnato ed il rammaricato che non sapeva dove mettere i loghi degli sponsor di Velletri, perché ognuno di loro li avrebbe voluti grandi come l’intera locandina mentre i grandi marchi, tipo Nike per esempio, non si curano minimamente delle dimensioni.

A questo punto dentro di me si è formata una prima connessione tra i puntini e ho enunciato mentalmente il mio teorema della grandezza:

La dimensione del marchio  è inversamente proporzionale alla grandezza reale del proprietario nel proprio campo di applicazione.

In altre parole più hai bisogno di un marchio grande e più, probabilmente, il tuo peso nel mercato non è  significativo.

Questa mattina poi cercavo di raggiungere il mio ufficio, mentre entrava in vigore il nuovo piano del traffico della città di Velletri, che ha praticamente sconvolto i sensi di marcia di ogni strada della città per correggere due aberranti errori progettuali: la rotonda  ed il terminal dei pulman vicino alla stazione. E come per incanto mi sono venuti in mente i vari assessori, architetti e tecnici che si aggirano per la città in gruppi e osservano gli effetti delle loro mosse come se fossero i demiurghi di un nuovo ordine mondiale, mentre la fila di macchine provocata dalla loro insensatezza è diventata chilometrica e allora una nuova connessione fra puntini spunta nella mia mente…

Ma non è che quelli che non hanno tutta questa bravura tendono a mostrarla con gesti più o meno plateali, con loghi più o meno appariscenti, senza però avere l’umiltà di chiedere il parare a gente più competente sulle cose che non sanno ?

In fondo non è che per essere un buon assessore alla viabilità bisogna essere un Ingegnere esperto in flussi del traffico, basterebbe chiamarne uno.

Faccio troppe connessioni tra puntini ? Forse. Ma quando allungo lo sguardo dal mio balcone e vedo le macchine in fila sulla principale arteria di comunicazione della città, provo un vago senso di vittoria, e la voglia impellente di appendere sul mio palazzo una gigantografia della mia faccia ;-)

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