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Random thoughts about technology and philosophy

Grave bug in snow leopard

Per chiunque fosse un utente mac che ha aggiornato il sistema operativo al nuovo Snow Leopard, pare ci sia un grave bug riconosciuto anche da Apple.

Questo bug fa sì che, facendo il login con un utente guest, creato prima dell’upgrade del sistema operativo alla versione Snow Leopard, si perdono tutti i dati del proprio utente normale.

Non ho verificato personalmente sul mio computer, per ovvi motivi di salute dei miei poveri dati, ma comunque, fino al rilascio dell’apposita patch, è consigliato non utilizzare il suddetto account guest ;-)

Per chiunque stesse pensando che Apple è inaffidabile basti ricordare che Microsoft ha appena perso in maniera irrimediabile i dati di un grosso numero di utenti che utilizzavano un servizio online di cui ora non ricordo il nome… purtroppo queste cose capitano, indipendentemente dalla cura con cui si realizzano prodotti e servizi e la soluzione migliore è sempre quella di avere dei sani backup :)

Detto questo fgiamma si va a riposare perché tra pochi minuti compie la bellezza di 38 anni e l’età si fa sentire !

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Geek brief TV

Geek Brief TV is a video podcast, focused on gadgets and new technologies,  produced by two Americans called Neal Campbell and Cali Lewis.

Neal and Cali started their show as an hobby a couple of years ago,  but after a few months they ended up quitting their everyday jobs. They are mac users and mac fan, but they leave room for any cool tech news.

The show is funny and interesting, at least if you’re keen on geek stuff and English is quit easy.

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Steve Jobs speech at Stanford University

A very nice talk and a good English exercise, clear speech, concept repetion… it should be fine for beginners :)

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Emozione Apple + Ballarò

copj13aspPer la serie letture utili ho appena finito di leggere: Emozione Apple, sottotitolo: fabbricare sogni nel XXI Secolo,  un’indagine sui motivi per i quali Apple ha saputo creare un vero e proprio culto intorno ai propri prodotti.

L’idea centrale è che Apple ha costruito una strategia di marketing che comunica che non sta vendendo un computer, ma uno strumento che ci aiuta a vivere meglio e amplia la nostra creatività e il nostro stile di vita digitale. I prodotti sono curati nei dettagli, esteticamente equilibrati e lo stesso carismatico leader di Apple (Steve Jobs) è una sorta di brand vivente.

Naturalmente il discorso è molto più articolato ed analizza sia le ragioni storiche del processo di creazione di Apple, sia le diverse campagne di marketing, dalla famosa “Think Different” che segnò il ritorno di Steve Jobs nel 1997 e che coincise con la rinascita di Apple, fino alle recenti pubblicità “Get a Mac”, dove due attori impersonano un mac e un pc che si confrontano.

Il pc è un simpatico pacioccone, mentre il Mac è un ragazzino fighetto, forse anche meno simpatico, che però esce sempre vincitore dal confronto con il povero pc, alle prese con periferiche che non funzionano e upgrade di Vista che lo bloccano.

La cosa che mi ha colpito di più nel libro però è il racconto di come Apple ha costruito la propria fortuna alla fine degli anni ’70 e la descrizione di come è nata e si è evoluta la  Silicon Valley.

Uomini indubbiamente geniali, supportati dall’università di Stanford e dalle stesse industrie che avevano bisogno dei loro prodotti, hanno creato dei veri e propri imperi finanziari, ma soprattutto hanno lasciato un segno nella storia della Tecnologia. Quasi una fiaba con fate e unicorni per chi come me è costretto a lavorare nel nostro ingrato paese, dove addirittura si viene criticati perché si denuncia nel proprio blog il profondo malfunzionamento del sistema.

Come ciliegina sulla torta ieri sera sono tornato a Ballarò, dove ho assistito all’ennesimo teatrino del confronto fra i nostri politici, da una parte Fassino e Casini e dall’altra La Russa e Lupi.

A parte il fatto che La Russa è troppo simpatico per come parla (e come non pensare a Fiorello che lo imita…) il dibattito è stato come sempre interessante, le posizioni espresse dall’opposizione sempre un po’ più vicine al mio pensiero, ma quello che trovo inquietante è la distanza della politica vera, quella che vedo nella mia città e nell’economia nella quale tento di sopravvivere e quella descritta da loro, distanza che fa si che una buona idea sulla carta, come può essere il federalismo fiscale, nella pratica probabilmente si rivelerà l’ennesima occasione mancata.

Naturalmente spero di sbagliarmi, ma ho l’impressione che i veri difetti strutturali del nostro sistema politico-istituzionale tendano a non essere cambiati, forse perché scardinerebbero equilibri e privilegi troppo radicati, o forse perché i nostri politici sono sempre lo specchio della nostra mentalità italiana che loda l’essere “furbo”, piuttosto che l’essere onesto.

Mi auguro che la fine della fase acuta della crisi di cui si parlava ieri sera sia vera, sarebbe una bella boccata di ossigeno per i cittadini e per le imprese che sono state in apnea per diversi mesi… chissà perché però il mio quinto senso e mezzo avverte delle stonature e come sempre non può fare a meno di notare che ci sono 4 politici in studio, 9 auto blu nel parcheggio (sempre nuove di zecca), una quindicina tra autisti e gorilla, più una nutrita schiera di guardaspalle e suggeritori in studio.

Chi paga tutto questo ? Mmm, ho forti sospetti ma non posso dirlo ;-)

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