Malesseri e sondaggi

October 26th, 2008

Quando ero studente mi colpivano molto quelle opere in cui si parlava di relativismo e di inconoscibilità della realtà, tipo “Così è se vi pare” di Pirandello, oppure per citare un autore straniero “Il processo” di Kafka. 

In molti di questi capolavori si verificano situazioni in cui non si riesce a capire, in nessun modo, quale sia la verità, situazione grottesca per la nostra mente razionale che è abituata a distinguere abbastanza nettamente le cose. 

Stasera leggendo alcuni giornali on-line mi è venuta una sensazione simile. Ho visto le immagini in televisione del Circo Massimo gremito di gente e secondo gli organizzatori c’erano 2.5 milioni di persone, poi poco più sotto c’è la dichiarazione di Gasparri che dice che invece c’erano si e no 300.000 persone e che la manifestazione è stata un flop… chissà quale sarà la verità sui numeri.

Quello però che mi pare significativo, e che i numeri non rilevano assolutamente, è il grosso disagio sociale  nella scuola, nelle università e in molte realtà lavorative che sono sull’orlo del baratro a causa delle difficoltà dell’economia globale e delle disfunzioni del nostro sistema economico nazionale.

Di fronte a questo disagio mi pare arrogante e presuntuoso liquidare le proteste come se fossero una perdita di tempo, oppure minacciare di mandare la Polizia nelle Università, soprattutto se ad essere autori di questi comportamenti sono esponenti del Governo o addirittura lo stesso Presidente del Consiglio. 

L’insofferenza di chi è abituato ad avere il potere e non tollera contestazioni è un segnale preoccupante, perché rivela la personalità che si cela dietro ai finti sorrisi. Chi governa lo fa in nome e per conto dei cittadini Italiani e se una quantità numerosa di persone protesta vuol dire che forse qualcosa non va nel verso giusto. D’altra parte la storia insegna che le persone potenti raramente hanno compiuto atti illuminati e magnanimi nei confronti del Popolo… curiosamente però molti elettori Berlusconiani sono convinti che, siccome Berlusconi ha i soldi, allora non cercherà di rubarne altri e farà cose più giuste.

Personalmente non ho assolutamente apprezzato ciò che ha fatto finora il governo in carica, perché non mi piace la demagogia come il togliermi 50 euro di ICI per darmi un paese peggiore oppure trasformare il problema dell’immigrazione e della legalità in una specie di emergenza nazionale.

La paura del terrorismo ha consentito a Bush di persistere nella sua folle politica estera spendendo 600 miliardi di dollari per la guerra in Iraq, ma ora Barack Obama, che ha pure l’handicap di essere nero, ha 12 punti di vantaggio sul suo rivale, e quindi forse ci si dovrebbe far venire qualche sospetto sulla validità a lungo termine delle politiche demagogiche… alla fine i problemi reali tornano prepotentemente a bussare alla porta della gente normale.

Viva la libertà di manifestare il proprio dissenso allora, ciascuno nei modi e nei tempi che ritiene più giusti.

Design as art

October 19th, 2008

Ieri sera parlavo con Jim e Massimiliano del sito ted.com e, complice anche il vino di Roberto, ne decantavo le virtù di contenitore di idee e spunti di riflessione.

Così stamattina ho fatto un po’ di zapping nel sito e mi sono imbattuto in questi due video di Paola Antonelli, italiana trapiantata negli States da 13 anni, che dirige il dipartimento di “Architettura e Design” del Moma di New York.

I video parlano di Design, visto come una forma d’arte e nel suo rapporto con la scienza. Assolutamente fantastici da guardare sotto diversi profili: 

  • Il fascino e la passione per il proprio lavoro di Paola Antonelli
  • L’innovatività degli oggetti inquadrati nello sfondo
  • L’idea di mettere a confronto cose apparentemente distanti per scovare relazioni che altrimenti non avremmo mai trovato
Insomma, dopo una settimana passata a combattere per la sopravvivenza economica questo è cibo per la mente, è carburante che serve a mantenere in vita i neuroni della creatività e forse a trovare anche qualcosa di più innovativo nel proprio quotidiano.
  1. http://www.ted.com/index.php/talks/paola_antonelli_treats_design_as_art.html
  2. http://www.ted.com/index.php/talks/paola_antonelli_previews_design_and_the_elastic_mind.html

Con il passare del tempo tendo a trovare relazioni sempre più profonde fra cose assolutamente diverse, forse perché non ho il tempo di farne molte e quindi cerco di collegare quelle che faccio… o forse perché con gli anni qualche granello di consapevolezza in più si è depositato in fondo al mio zainetto di esperienze.

Comunque sia questo discorso sul design, sulla ricerca della bellezza e dell’essenzialità degli oggetti che si concretizza in oggetti dalle forme essenziali e dalla funzionalità totale, mi ricorda molto il principio in base al quale si studia l’aikido. Una lezione di aikido funziona nello stesso modo sia per le cinture nere 7 dan che per i principianti, ciascuno ripete delle tecniche, magari già viste centinaia di volte, per trovare in esse la vera essenza e riprodurle nel modo più vicino possibile alla perfezione. 

Quando si diventa esperti di qualcosa si tende a dimenticare i fondamenti, nell’aikido questo non succede, perché anche un grande esperto può riscoprire, facendo un movimento basilare, di aver tralasciato qualcosa e sentire per un momento di doverlo riapprofondire, per poi reinserirlo istintivamente nel suo bagaglio di movimenti sofisticati e leggeri che lo rendono come una danza. 

In un mondo in continua corsa verso l’accumulo di cose spesso inutili ed effimere, esplorare alla ricerca della vera essenza e dei pochi principi che muovono le cose mi sembra un’idea rivoluzionaria anche se, nella sua semplicità, dovrebbe già essere uno dei principi fondamentali del nostro percorso.

Happy Birthday !!!

October 14th, 2008

Lo so, lo so, non ci si fanno gli auguri da soli. E’ come andare in vacanza e spedirsi una cartolina a casa… però il bello di avere un blog è che puoi fare un po’ come ti pare… al massimo i tuoi quattro lettori ti mandano a quel paese quando lo leggono… e proprio i più intraprendenti ti scrivono un commento al vetriolo ;-)

Comunque il post era solo per scrivere la mia citazione del giorno, che in realtà mi è stata mandata come augurio per il mio compleanno. In realtà me l’hanno mandata in italiano, però siccome io sono anglofono, la voglio riportare in originale, anche perché c’è un sottile gioco di parole che si perde in italiano:

Yesterday is history, tomorrow is a mistery, today is a gift. That’s why it’s called the present

La dice il maestro tartaruga in Kung Fu Panda, meraviglio film che vi consiglio ancora una volta. Il gioco di parole che si perde è ovviamente quello tra present = regalo e present=presente

Momenti di assoluta permanenza nel presente…

October 11th, 2008

Quattro chiacchiere tra amici e quattro tiri di pallone con Argo… anche se lui usa i denti invece dei piedi ;-)

Thoughts…

October 11th, 2008

Ultimo weekend da 36-enne… mamma mia che impressione !!! Certe volte il tempo mi sembra sia trascorso in un soffio, altre mi sembra che sia stato lentissimo. Il mio compleanno mi fa venire  voglia di fare dei bilanci e di capire dove sto andando e come ci sono finito… ma resisterò alla tentazione.

Ormai ho imparato il valore della strada che si percorre, ho deciso da tempo la direzione in cui vanno i miei sforzi e rinunciato a certe gratificazioni materiali che mi sembrano sempre più futili, in nome della crescita e della soddisfazione personale… in altre parole sarà un compleanno sereno, ci sono tante cose che vorrei e che non ho, ma non importa, lavorerò per fare ancora qualcosa di più.

Passando ad argomenti più futili invece consiglio a tutti la visione di Kung fu Panda, che ho rivisto per la terza volta anche in lingua originale, mentre non mi ha entusiasmato il nuovo film con Michael Douglas che si chiama “Scoprendo Charlie” o qualcosa del genere. Per la prima volta lui non sembra uno psicopatico, anche se nel film recita la parte di uno spostato… peccato hanno sprecato una buona occasione secondo me.

Seguirà a breve la recensione dell’Eleganza del Riccio che, dopo molti pareri positivi, ho finalmente comprato.

Ma

Ebay

October 6th, 2008

Ebay mi è sempre stata sulle scatole, però ha un presidente simpatico, leggete la sua dichiarazione, taglia 1000 posti di lavoro per acquisire due siti di servizi on-line e supportare la “crescita”…

Hazy connections

October 5th, 2008

Ogni tanto ho l’impressione che le cose non accadano separatamente, anzi mi sembra quasi di intravedere una connessione fra loro, magari confusa e indistinta. Quando provo però a cercare di vedere meglio è come se mi svegliassi da un sogno e tutto rimane come prima.

La sensazione che le cose non siano casuali però mi rimane, anche se non so trovare una spiegazione razionale. Il tema conduttore di questi ultimi due giorni non è piacevole, anzi è forse l’unico vero problema che ci si trova ad affrontare nella vita, ovvero la morte.

Nel giro di poco tempo il fratello di mio cognato ha avuto un incidente gravissimo in cui ha sfiorato la morte per un soffio, anzi al momento è ancora in prognosi riservata. Nelle stesse ore è morta una mia vicina piuttosto giovane,  e stamattina passando per caso dentro la città ho visto un manifesto funebre che ha attirato il mio sguardo. Era quello della mia professoressa di diritto alle superiori.

Curiosa la vita, erano anni che non pensavo più a lei ed era anche molto tempo che non la vedevo. Era una persona un po’ strana e quindi per questo il bersaglio preferito di tutta la mia scuola. I giovani sanno essere impietosi con i difetti degli altri perché loro non hanno ancora imparato a vedere e a convivere con i propri.

Fatto sta che questa professoressa era alla soglia della pensione già 18 anni fa, quando io mi diplomai e quindi dopo la scuola l’ho persa completamente di vista. Oggi vedere quell’annuncio mi ha fatto un certo effetto, forse perché quando muore qualcuno che è stato parte del tuo passato, specialmente di un passato così fondamentale per la formazione di una persona come quello delle superiori, è un po’ come se ti strappassero via una parte dei tuoi ricordi.

Nonostante tanta riflessione è ancora lunga la strada per accettare il fluire del tempo e della vita che vi è immersa.

Flowing

September 26th, 2008

Quest’oggi scriverò un post un pò più personale. La maggior parte delle cose che ho scritto sul blog negli ultimi mesi sono di carattere riflessivo, forse indizi di una personalità, ma tutto sommato superficiali rispetto alla mia vita interiore.

Oggi voglio condividere invece una sensazione strettamente privata, in cui forse qualcuno può riconoscersi. 

La vita non è sempre semplice e non abbattersi davanti alle difficoltà è davvero un’impresa, anche se io, almeno a detta di molte persone, ho un atteggiamento molto zen rispetto alle cose. Ma i miei momenti di sconforto e di scoraggiamento naturalmente li ho eccome, giorni in cui avverti quel sottile velo di tristezza che cerchi magari di nascondere comprando qualche inutile cavolata.

Da qualche tempo però l’atteggiamento con cui affronto queste situazioni è cambiato e si è riflettuto anche in una maggiore serenità esteriore. Con il tempo ho imparato a considerare problemi le cose veramente serie e a non fare un dramma di tutte le altre, evitando così le nevrosi che molte persone intorno a me sembrano avere per i problemi più insulsi.

Tuttavia ogni tanto mi mancava una valvola di sfogo, sentivo di riuscire ad aggirare fluidamente gli ostacoli, ma qualche cosa sembrava rimanermi attaccato addosso. Poi ho ricominciato a fare più attività fisica, passando tutta l’estate a correre con regolarità e magicamente anche questi residui hanno cominciato a staccarsi. 

Due settimane fa l’incontro fatale con l’Aikido, un arte marziale che avrei voluto praticare da molti anni, più o meno da quando ho smesso di fare Karate e ho provato spasmodicamente un po’ tutti gli sport, iscrivendomi in palestre in cui ho fatto si e no la prima lezione.

L’Aikido non si può raccontare a parole. E’ un’arte che ha radici antiche e il nome suona come “Disciplina che conduce all’unione ed all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo” (Da wikipedia). E’ un’arte difficile, intrisa di meditazione, di sforzo, di fatica per arrivare alla consapevolezza del proprio corpo, dei propri movimenti, fatti in comunione con il cervello che deve essere acceso ma non troppo, vigile ma non vincolante, una specie di danza spettacolare da vedere ma estremamente complessa da imparare.

Dopo qualche lezione di fatica (pochissime naturalmente) la cosa che più mi ha colpito (sia dell’Aikido che di me stesso) è che l’essenza di questa arte non sta tanto nell’imparare tecniche più o meno evolute, ma nella via che ti porta a padroneggiarle meglio, esplorando e conoscendo te stesso. Una via che parte dall’accettazione che il cammino verso la crescita non ha un termine, appena si diventa esperti di qualcosa,  emerge subito una nuova sfida.

Qui non si tratta di conquistare cinture, gradi e punti, ma di mettersi di fronte ai propri limiti e a trovare l’umiltà ed il coraggio di affrontarli, con la consapevolezza che se ci saranno grandi risultati meglio, se non ci saranno comunque la strada che avrai percorso avrà comunque l’inestimabile valore di aver fatto crescere la tua persona e la tua armonia con il mondo (avrei potuto scrivere Univeso… ma forse sarebbe stato troppo altisonante…)

Si incappa spesso in cose negative, qualche volta si trovano invece inaspettatamente cose buone, vicine a te e neppure molto costose ;-)

The myth of multitasking

September 14th, 2008

Ho appena finito di leggere un bel libro che si intitola “The myth of multitasking”, sottotitolo “How doing it all gets nothing done”.

E’ un libro agile di appena 140 pagine, che spiega perché il multitasking, ovvero il fare più cose contemporaneamente, non solo non è un bene, ma anzi comporta un deciso peggioramento nella quantità e nella qualità delle cose che riusciamo a fare.

Benché non ci sia scritto nulla di rivoluzionario, la lettura è assai interessante perché spiega la differenza tra i diversi tipi di multitasking: quello cattivo, ovvero il continuo cambiare attenzione da una cosa all’altra, che definisce “switchtasking”, e quello buono, il cosiddetto “background tasking”. 

Il backgroundtasking sarebbe quello che facciamo quando per esempio stiamo stirando una camicia e in sottofondo ascoltiamo della musica, ovvero la contemporaneità di più attività che non richiedono un lavoro attivo da parte del cervello.

Pare infatti che gli studi più recenti abbiano definitivamente confermato che il cervello non può in nessun modo fare più cose nello stesso tempo e che, al pari di quello che fa un computer, per cui peraltro il termine multitasking era stato inventato, non fa che passare da una cosa all’altra con una consistente perdita di tempo.

Dedicato a tutti quelli che ritengono di saper fare dieci cose insieme, in particolare quelli che hanno installato sul pc nell’ordine: Messenger, Facebook, Skype, Twitter, Un lettore qualunque di feed e la posta elettronica, e che, nonostante tutto questo, dichiarano di riuscire a lavorare.

Flying…

September 13th, 2008

Visto che il mondo non è finito, due utili siti per i viaggiatori, che mostrano quale è il posto migliore sugli aerei di diverse compagnie: