Informatica
Se proprio devo essere onesto sono finito quasi per caso nel mondo dell’informatica, ma siccome sono curioso, nonostante sia un mondo in cui vedo tantissimi limiti, continuo ancora oggi ad appassionarmi e a sperimentare.
I sistemi operativi che ho utilizzato negli anni sono:
- OS400: è il sistema operativo utilizzato dal mainframe AS400, l’ ho usato per sette anni quando lavoravo presso il centro elaborazione dati di una Banca. Un ottimo sistema, razionale e potente, non so che fine abbia fatto oggi, sono fuori da quel giro da anni.
- Windows: Windows è un male necessario, un sistema operativo che, fra alti e bassi, ha caratterizzato l’informatica degli ultimi 15/2o anni. Utilizzo spesso la versione XP e quella 2003… trovo decisamente orrido “Vista”… (De gustibus)
- Linux: è il sistema operativo nel quale sono più esperto. Lo uso dal 1996 nelle più diverse salse: Suse, Fedora, Debian e Ubuntu. E’ potente e funzionale e nasce su un principio estremamente interessante: “small pieces connected by clear interfaces”. Siccome l’entropia nel mondo informatico è quasi indomabile, questo principio aiuta molto a districarsi quando si progetta o realizza un software o un’architettura più complessa. Per chi volesse approfondirne lo studio ci sono ormai centinaia di manuale in rete, piuttosto che consigliare una lista di siti che diventano nel tempo obsoleti, consiglio invece di “googolare” con parole tipo: programmazione linux, linux development, linux system administration, ecc…
- Mac OS X: è il sistema Linux (anzi BSD) più bello ed amichevole che ci sia ora sul mercato. Linux è un ottimo sistema operativo, ma manca di uniformità nelle interfacce grafiche e spesso di compatibilità con molti driver, anche se negli ultimi anni, grazie soprattutto ad Ubuntu, le cose stanno cambiando. Apple ha preso il core di un sistema FreeBSD e, molto coraggiosamente, ha buttato il suo vecchio sistema operativo e ha sviluppato su questo nucleo un’interfaccia grafica davvero accattivante ed intuitiva.
Per quanto riguarda invece la programmazione, ho utilizzato negli anni decine di strumenti diversi, alcuni ormai sepolti dall’impietoso sviluppo della tecnologia. Ne cito alcuni tra i principali:
- RPG400: era il linguaggio d’elezione per lavorare su AS400 (a parte il COBOL ovviamente). Derivava quasi direttamente dalle schede perforate, per cui aveva un editor a posizioni fisse, nel quale le variabili dovevano avere al massimo sei caratteri e nel quale le condizioni si scatenavano accendendo da 1 a 99 indicatori, che, meraviglia delle meraviglie, ovviamente uno si dimenticava sempre accesi… Stesso discorso di OS400, non lo uso più da anni e ho idea di che fine abbia fatto
- C e C++: lo so che sono due cose ben diverse, però le metto insieme per ragioni storice e sintattico-culturali. Questi due linguaggi infatti consentono di fare veramente di tutto, dalla programmazione più a basso livello ai videogiochi, naturalmente chiedendo in cambio la vostra anima che potrà perdersi fra puntatori e altre diavolerie. Li ho usati varie volte negli anni, spesso anche per roba complicata, tipo scrivere un processore per i dati del satellite Envisat, ma ora sinceramente sono alcuni anni che non li tocco più e sono pure troppo anziano per immergermi nei loro meandri
- Perl: era ed è ancora, per certi versi, un bellissimo linguaggio di scripting, dalla sintassi complicata e oscura, ma davvero rapido e potente. Molti degli script della nostra azienda sono ancora scritti in Perl, peccato che lo abbiano fatto lentamente morire, in attesa di una fantomatica versione 6 che da dieci anni non sembra vedere la luce.
- Java: è un linguaggio con cui ho avuto sempre un rapporto di amore/odio. E’ veramente multipiattaforma, con tutti i problemi del caso, è robusto e ci si scrive codice davvero versatile, però è interpretato e quindi più lento di tanti altri, tuttavia se dovessero chiedermi oggi di scrivere un programma che possa girare su Windows, Linux e Mac non credo che avrei molta scelta, se non lui. Speriamo nelle future meraviglie promesse da Adobe & C. Per scrivere codice utilizzo l’ottimo IDE Netbeans, anch’esso scritto in Java. Se dovete scrivere script per il web vi consiglio Vi o un altro editor leggero, ma se state scrivendo un software complesso, con centinaia di classi e con la necessità di rinominare file e far refactoring, nonché di tracciare l’uso di metodi e di fare profilazione, allora Netbeans fa per voi. Se invece proprio non dovesse piacervi, date un’occhiata al suo eterno rivale: Eclipse, personalmente non mi fa impazzire, ma anche qui è questione di gusti.
Quando avrò un po’ di tempo e di voglia aggiungerò a questa sezione qualche considerazione su database, metodologie di programmazione e Design Pattern.










