Andy Warhol

Grazie alla segnalazione di Paola ho saputo della mostra di Andy Warhol al Chiostro del Bramante e ieri sono andato a vederla.

E’ incredibile intanto come si diventa consapevoli della pubblicità di qualcosa quando si sa già che c’è… ieri l’ho vista decine di volte ;-)

Comunque dopo pochi minuti di fila siamo riusciti ad entrare e abbiamo visto, anche senza troppa folla, le opere esposte che nel complesso erano abbastanza, anche se io continuo a pensare che 9 Euro a persona per vedere una mostra siano un vero furto.

L’impressione che mi è rimasta vedendo i quadri è particolare. Io non sono un grande fan di Warhol, ma sicuramente è un artista da valutare nel suo complesso positivamente, perché incarna molte delle contraddizioni dell’America, forse anche di quella attuale.

I suoi quadri sono generalmente serigrafie, che riproducono in serie e con colori “innaturali” cose e persone. Ci sono diverse serie di opere: i ritratti, quelle dedicate ai prodotti (Coca Cola, zuppa Campbell), quelle con soggetto legato alla morte o alla religione.

Secondo me la personalità di Warhol era un pò instabile, da una parte era un ex pubblicitario, consapevole dell’importanza del marketing e quindi del farsi vedere e dell’apparire, dall’altra un uomo ossessionato dalla morte, dal pensiero del “dopo” e forse anche un pò scontento di quel consumismo americano a cui lui non si sottraeva.

E oggi ? Non c’è forse un lato buono dell’America che si chiede che cosa sta succedendo ? Ed un lato oscuro guidato dal suo imberbe presidente che giustifica la sua missione in Iraq come una sorta di ispirazione divina ?

A tal proposito sto anche leggendo un bel libro di Lilli Gruber intitolato “America anno zero”, ma su questo scriverò qualcosa appena l’avrò terminato.

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