Archive for the ‘Book review’ Category

Ghostwriter

Tuesday, November 6th, 2007

immagineasp.gifBrevissima recensione di questo thriller scritto dallo scrittore inglese Robert Harris. Il protagonista è un ghostwriter: uno scrittore che scrive libri (soprattuto biografie di personaggi famosi) per conto di altre persone, senza comparire come autore.

Il protagonista del libro viene ingaggiato per scrivere la biografia dell’ex premier inglese, dopo la morte misteriosa del ghostwriter precedente. Nonostante alcuni dubbi accetta l’incarico e si ritrova coinvolto in una storia di sotterfugi e scandali che non sembra tanto diversa da una probabile realtà.

La figura del primo ministro peraltro assomiglia molto a Blair, per il comportamento e per le azioni che gli vengono attribuite. E’ un bel libro, nel suo genere, ben scritto e quindi piacevole da leggere.

Cacciatori nelle tenebre

Sunday, October 21st, 2007

Cacciatori nelle tenebreHo appena finito di leggere il libro a fumetti “Cacciatori nelle tenebre” di Gianrico e Francesco Carofiglio.

Il primo è un magistrato, che da qualche tempo ha iniziato a scrivere libri ambientati nella sua città (Bari) e nel mondo che meglio conosce: i Tribunali; ne ho letti un paio e devo dire che ha uno stile di scrittura che trovo molto piacevole e intelligente.

Il secondo invece è un architetto, che per l’occasione ha collaborato con il fratello illustrando questo romanzo che ha come protagonista uno dei comprimari dei romanzi “scritti” di Gianrico: il commissario Tancredi.

Le atmosfere noir, insieme al tratto moderno e volutamente incompiuto, ne fanno un prodotto piacevole e avvincente. I richiami a Frank Miller e ad un certo “super-eroismo” americano ci sono, e gli stessi autori li dichiarano, ma nel complesso ho trovato nel libro una introspezione psicologica calata negli scenari nostrani che mi pare molto interessante.

Giudizio: da non perdere :-)

Network sociali e non…

Wednesday, August 8th, 2007

Sul traghetto per la Sardegna ho letto un bel libro che si chiama “Link” e che parla delle reti e delle loro proprietà. Reti intese nel senso di un insieme di nodi connesso da un insieme di archi, quindi:

  • Semplici grafi informatici
  • Reti di amici
  • Reti di colleghi
  • Reti neurali
  • Rete internet
  • ecc…

Insomma tutte queste reti sono accomunate da proprietà similari ed in particolare molte di esse sono cosiddette “Reti ad invarianza di scala”, ovvero reti dove esistono alcuni hub che svolgono un ruolo di particolare rilievo. Queste reti sono particolarmente tolleranti ai guasti, perché la probabilità di rottura di un hub è molto piccola, ma particolarmente vulnerabili ai sabotaggi, perché basta attaccare un numero critico di hub per disgregarle completamente.

Tra le tante considerazioni che mi vengono in mente ovviamente una è quella aziendale, infatti uno dei nostri maggiori problemi è proprio quello di diventare degli hub, dei catalizzatori, così da poter proporre i nostri prodotti/servizi ad un numero elevato di persone, magari a loro volta hub di altre reti…

Ma anche se non siete interessati alle aziende, per pura curiosità scientifica è una bella e piacevole lettura.

Getting real

Friday, April 27th, 2007

Stasera ho finito di leggere un libro molto interessante: Getting real, un libro in PDF che si può acquistare sul sito di 37signals, o anche procurarsi su canali diciamo “meno ufficiali”…

Il libro spiega l’approccio che questa web company ha utilizzato per creare i suoi prodotti web (che contano milioni di utenti al momento) e il noto linguaggio di programmazione con cui sono stati scritti: Ruby on Rails.

Le idee di fondo sono poche ma molto buone:

1) Costruire le applicazioni partendo dal disegno dell’interfaccia che dovranno avere, prima su carta e poi in HTML, schermata per schermata si costruisce così una sorta di storyboard, che evidenzierà ancor prima di codificare se l’approccio utilizzato è buono.

2) Costruire applicazioni semplici, limitando le funzionalità inutili e facendo delle cose che realmente servono, un altro modo di dire che “Less is more”, se poi uno le utilizza anche le proprie applicazioni, allora la cosa è ancora migliore, perché il feedback che si ha utilizzando i propri prodotti sarà già un ottime metro.

3) Lanciare le applicazioni, ascoltare i commenti degli utenti, dire no a tutte le modifiche richieste inutilmente e ricordarsi che, siccome gli utenti pagano un canone per usare il prodotto, non si è costretti ad uscire con una nuova versione ogni anno, zeppa di funzionalità inutili, solo per costringerli a comprare un aggiornamento ed incassare nuovi soldi.

Ce ne sarebbero anche altre, ma credo che meglio del mio resoconto, valga la lettura del libro, un testo che mi sentirei di considerare come fondamentale per chi conduce una web company, sviluppa o disegna prodotti.

On my way back from Vicenza…

Thursday, March 29th, 2007

Ieri mi sono sorbito 5 ore di treno per tornare da Vicenza, dove tra l’altro la riunione è andata molto meglio del previsto, così ho approfittato per finire di leggere Eldest, il secondo capitolo della trilogia scritta dal “ragazzino” prodigio Chistopher Paolini.

Il fantasy mi piace, draghi e cavalieri hanno il loro fascino, anche se leggere il “Signore degli anelli” non è stata proprio una passeggiata… ma il libro di Paolini è molto più scorrevole, nonostante le sue 800 pagine.

Qualcuno dice che è anche strutturalmente molto più semplice e che si vede che è scritto da un ragazzino e forse in parte è vero, però contiene un’idea molto bella che mi ha colpito: la magia può fare cose sembrano sovrannaturali, però per farlo devi utilizzare una certa quantità di energia, la stessa che useresti per fare quella cosa in modo fisico.

Se per esempio ti incatenano e tu spezzi le catene con la magia, ti costerà lo stesso sforzo che avresti fatto tirandole sul serio a forza di braccia, va da se quindi che se fai un incantesimo che può prosciugare la tua energia, allora muori. Un bel modo di porre comunque delle regole in un mondo in cui, se non esistesse questo vincolo, chi conosce la magia avrebbe un potere assoluto, mentre invece nulla vieta che un mago stanco (e magari immortale) venga ucciso da una banale martellata di un ex fabbro diventato soldato…

Non so se questa cosa l’abbia inventata lui, non sono abbastanza esperto di fantasy per saperlo, ma la trovo proprio una bella idea…

Il mondo secondo Fo

Saturday, February 24th, 2007

Dario Fo è un personaggio singolare, ci sono persone che lo amano ed altre che decisamente lo detestano, io non sono né fra i primi né fra i secondi. Per vari motivi non ho mai avuto modo di seguirlo negli anni e solo di recente mi sono deciso a vedere Mistero Buffo, l’opera teatrale con cui ha vinto il premio Nobel nel 1997.

Ho sentito parlare di questo libro in un’intervista da Fabio Fazio e l’ho comprato curioso di conoscere la storia di questo personaggio che ha saputo fare tante cose nella vita, sempre con il sorriso sulle labbra e arrivando addirittura a vincere un premio Nobel, in barba chi pensa che la cultura debba essere seriosa e imperturbabile.

Nel libro ci sono tanti episode e tanti ricordi, alcuni anche molto toccanti. Tra i tanti mi ha colpito l’incontro con Franca Rame, la sua compagna di una vita. Una descrizione sincera e poetica dell’innamoramento disilluso di un giovane attore squattrinato, che non si sente neanche particolarmente bello, di fronte a questa diva bellissima, corteggiata ed ammirata… chissà forse non funziona sempre, ma in questo caso soldi e bellezza non furono determinanti…

E ancora i racconti sulla madre (La Pina) o quelli sull’impegno in teatro nei vorticosi anni della contestazione.

Bellissima poi la spiegazione sul valore dell’Arte che dà alla giornalista che lo intervista, mentre gli mostra alcune delle opere che ha a casa, alcune assolutamente autentiche ed altre assolutamente false, a volte addirittura fatte da lui.

Un altro bel libro, consigliato a chi ama leggere biografie e memorie alla ricerca dei tratti che fanno grandi i personaggi.

Occidente

Monday, January 8th, 2007

Nella bolgia infernale della giornata, un post al volo su un libro interessante: Occidente di Mario Farneti.

Il libro è una ucronia, ovvero una rappresentazione immaginaria, ma plausibile di un periodo storico sulla base di ipotesi e fatti fittizi. L’ipotesi più forte è che Mussolini non sia entrato in guerra a fianco di Hitler e quindi da qui tutta una serie di conseguenze, ovvero l’alleanza con gli americani, il fascismo ancora al potere nel 1972 con Mussolini novantenne che abdica a favore di Galeazzo Ciano… e così via.

Particolarmente divertente vedere personaggi noti come Giulio Andreotti nel ruolo di un altro prelato, forse futuro papa, vedere cambiato il nome dell’areoporto Leonardo da Vinci nel più “italico” Italo Balbo, o leggere la descrizione della torre celebrativa al largo di Ostia, alta 500 metri e chiamata Caput Mundi, nonché assistere alla guerra in Vietnam, dove insieme ai vari capitani John Smith, svettono le figure dai nomi ben più altisonanti di “Capomanipolo”, “Console”, ecc…

Come ben sanno i miei amici io non sono certo un fan del fascismo, ma le alternative storiche vanno sempre meditate, in più è una discreta spy story che si legge tutta d’un fiato, anche se mischia parecchi elementi storico/esoterici e dà un’immagine paternalistica del regime che forse non sarebbe stata proprio così, anche se le premesse fittizie dell’autore fossero state vere.

Il cacciatore di aquiloni

Monday, October 30th, 2006

Il Cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini, un romanzo intenso, pieno dell’amarezza e della crudeltà che una guerra sa creare, ma anche della dignità e del coraggio che l’uomo oppone alle avversità che incontra nella propria esistenza.

Più di una volta mentre leggevo sul treno le lacrime mi sono uscite furtivamente dagli occhi… Senza dubbio uno dei libri più belli che abbia mai letto.

A whole new mind

Monday, October 23rd, 2006

Non so come la pensate al riguardo, ma per me il sovraccarico informativo è uno dei problemi che ricorrono quotidianamente nella mia attività professionale. Imparare a gestire la massa di notizie e cose nuove da imparare è una vera sfida e molti si stanno cimentando nella ricerca di paradigmi adatti a descrivere la nuova “complessità” della realtà.

Tra le varie cose che mi è capitato di leggere ultimamente mi è particolarmente piaciuto “A whole new mind”, un libro scritto dal giornalista americano Dan Pink, che parla di complessità e di sovraccarico informativo, ma parla soprattutto di un vero e proprio cambio di paradigma: dalla società dell’informazione a quella dei concetti (information age e conceptual age).

Si tratta di un passaggio veramente calzante, perché Pink riesce ad evidenziare come nell’attuale società tecnologica la semplice capacità di trattare le informazioni non è più un vantaggio competitivo, che si sposta invece sulla capacità di scovare rapporti e relazioni fra le informazioni.

Se non vogliamo avere seri problemi dal sempre crescente outsourcing di attività “computazionali” e ripetitive nel mondo asiatico ed indiano, forse conviene che diamo un’occhiata a concetti come quelli espressi in questo libro.

The spark

Monday, September 11th, 2006

the sparkThe spark: la scintilla, un bel titolo per un bel librettino, ideato da una dei creativi del Cirque du Soleil.

La storia racconta le vicende di Frank, un agente di giovani talenti sportivi, un pò appesantito dagli anni e dalla routine, che ha smarrito il senso del proprio lavoro e della propria vita e che, grazie all’interesse di una illuminata direttrice del circo, Diane, passa un mese della propria vita nel circo e ritrova se stesso.

La storia è un pò troppo a lieto fine, forse ed un pò “va sempre tutto bene…”, ma è anche un bel viaggio nel mondo di questo spettacolo davvero affascinante. Io ho avuto l’opportunità di vederli dal vivo una sola volta, con lo spettacolo “Alegria” e devo dire che è stata un’esperienza davvero mistica.

Forse rileggere questo libricino mi ha riportato un pò con la mente a quella sera e forse mi ha trasmesso anche un pò di ottimismo rigenerante… che di questi tempi c’è sempre bisogno ;-)