Archive for the ‘Book review’ Category

The myth of multitasking

Sunday, September 14th, 2008

Ho appena finito di leggere un bel libro che si intitola “The myth of multitasking”, sottotitolo “How doing it all gets nothing done”.

E’ un libro agile di appena 140 pagine, che spiega perché il multitasking, ovvero il fare più cose contemporaneamente, non solo non è un bene, ma anzi comporta un deciso peggioramento nella quantità e nella qualità delle cose che riusciamo a fare.

Benché non ci sia scritto nulla di rivoluzionario, la lettura è assai interessante perché spiega la differenza tra i diversi tipi di multitasking: quello cattivo, ovvero il continuo cambiare attenzione da una cosa all’altra, che definisce “switchtasking”, e quello buono, il cosiddetto “background tasking”. 

Il backgroundtasking sarebbe quello che facciamo quando per esempio stiamo stirando una camicia e in sottofondo ascoltiamo della musica, ovvero la contemporaneità di più attività che non richiedono un lavoro attivo da parte del cervello.

Pare infatti che gli studi più recenti abbiano definitivamente confermato che il cervello non può in nessun modo fare più cose nello stesso tempo e che, al pari di quello che fa un computer, per cui peraltro il termine multitasking era stato inventato, non fa che passare da una cosa all’altra con una consistente perdita di tempo.

Dedicato a tutti quelli che ritengono di saper fare dieci cose insieme, in particolare quelli che hanno installato sul pc nell’ordine: Messenger, Facebook, Skype, Twitter, Un lettore qualunque di feed e la posta elettronica, e che, nonostante tutto questo, dichiarano di riuscire a lavorare.

Letture estive al volo

Sunday, August 31st, 2008

Stasera ho finito questo libro molto interessante che si intitola: “Perché mentiamo con gli occhi e ci vergogniamo con i piedi”, che in edizione originale si chiama “The Definitive Book of Body Language”… chissà come fanno a inventare titoli di sana pianta.

Il libro parla di linguaggio corporeo, analizzando il significato di: espressioni facciali, gesti, posture e molto altro ancora. 

Se vi piace l’argomento o siete semplicemente interessati a capire meglio le persone che vi stanno di fronte è una lettura veramente piacevole. Unico effetto collaterale è che mentre parlate a qualcuno e magari incrociate i piedi vi verrà da pensare: oddio adesso sto in un atteggiamento di chiusura… ;-)

Breve rassegna di libri che ho letto

Sunday, August 24th, 2008

Brevissima rassegna di libri che ho letto questa estate:

 

L’ultima lezione, la vita spiegata da un uomo che muore: L’ultima lezione di un professore americano famoso e felicemente sposato con tre figli, che scopre di avere un male incurabile e che morirà all’età di 47 anni proprio questa estate. La sua ultima lezione è un inno alla vita e una straordinaria testimonianza di dignità. Purtroppo nel libro non si ha lo stesso effetto che guardano il video che ho segnalato già in precedenza (video che però ho trovato per ora solo in inglese), cmq un bel libro da leggere.

 

Non avevo capito niente: le divertenti disavventure di un quasi eroe controcorrente, l’avvocato Vincenzo Malinconico, alle prese con la sua vita inconcludente e la difesa di un becchino di camorra.

 

 

 

I dannati di Malva: un racconto molto più breve delle saghe a cui ci ha abituato questa giovane scrittrice fantasy italiana, molto ben scritto e sufficiente per apprezzare il suo stile se si è appassionati di fantasy e si volesse leggere le sue due trilogie.

 

 

Che fine ha fatto Mr Y: delirante racconto fantasy-thriller che parla di un libro che maledice chi lo legge… niente di speciale :(

 

 

 

 

La setta dei libri blu: Altro fanta-thriller che racconta le avventure di tre improbabili alleati alle prese con una potentissima setta che cerca di controllare il mondo con dei libri molto particolari. Non eccezionale ma gradevole come lettura distensiva.

Giovanni Allevi

Sunday, March 23rd, 2008

Giovanni AlleviLa musica classica è qualcosa che ho sempre sfiorato nella vita, senza mai avvicinarmi troppo. Apprezzo alcuni pezzi, però dopo un ascolto leggermente più prolungato preferisco sempre tornare al mio buon vecchio folk rock americano o ai cantautori italiani.

Di recente però un amico mi aveva parlato di un giovane pianista di nome Giovanni Allevi che, a suo dire, fa miracoli al pianoforte, uscendo dai canoni della musica classica con uno stile anticonformista e straordinariamente originale.

E’ stato così che ieri, facendo una passeggiata in un luogo assolutamente consumistico come Mediaworld, mi sono imbattuto in un libro scritto proprio da lui e intitolato: La musica in testa. Ho letto rapidamente la copertina e incuriosito l’ho comprato.

La musica non è certo il mio mondo, anzi ho difficoltà a ricordare come fa “Tanti auguri a te”, però non ho potuto fare a meno di immergermi nella lettura dei suoi racconti, scritti con uno stile semplice e asciutto, ma dal quale traspare un amore assoluto e viscerale per la propria arte.

Per Giovanni la musica una specie di entità che entra nella sua testa nei momenti più impensati e che in un certo senso lo usa come strumento per essere ascoltata e richiede una dedizione quasi assoluta.

Ma la musica non è solo talento, ma è anche una vita fatta di continui sacrifici e di lotte per poter conquistare il diritto ad esprimersi, specialmente se si è timidi e introversi e, come lui, si cerca di fare qualcosa che esca dai canoni considerati corretti; anni di lavori precari, porte sbattute in faccia e viaggi in America alla ricerca di fortuna, fino al meritato successo. Successo però che non ha cambiato molto la vita di questo ragazzo quasi quarantenne che non possiede nemmeno una macchina e va al supermercato come i comuni mortali.

Credo che Allevi sia rimasto se stesso non perché è disinteressato ai soldi o al successo, ma perché ha una passione bruciante per le cose che fa e sceglie un mestiere difficile per il bisogno imprenscindibile di esprimere la propria arte. Penso a quanto sarebbe bello se ciascuno di noi potesse vivere la propria vita con un simile senso di autorealizzazione, pur con tutti i dubbi e le paure che comunque possono assalirti.

Eppure la nostra vita spesso è fatta proprio al contrario, facciamo per svariate ore a settimana qualcosa che detestiamo e cerchiamo un hobby che ci faccia provare, nelle poche ore che riusciamo a ritagliarci, quel senso di totale libertà e di comunione con il mondo a cui, più o meno palesemente, una gran parte di noi aspira.

Tutta la mia vita è stata una sfida a questo stato di cose e, per ora, non sono così fortunato come lui, però la lettura del libro è stata interessante e anche da stimolo per la mia continua ricerca di un modo di vivere migliore. Consigliato ai sognatori.

PS
Come sottofondo di questo post c’è ovviamente un suo album

Le guerre del mondo emerso

Wednesday, December 5th, 2007

Guerre mondo emersoIn questi giorni non ho avuto moltissimo tempo per leggere, però sono riuscito a finire il terzo capitolo della trilogia delle “Guerre del mondo emerso” di Licia Troisi.

Le tematiche e le strutture narrative dei fantasy forse sono un po’ ripetitive e qualche volta si intuisce dove l’autore vuole andare a parare anche abbastanza presto… però tutto sommato a me non dispiace; ho iniziato a leggere il libro lentamente, poi però l’ho divorato fino alla fine leggendo fino alle due e mezza di notte.

Ancora brava a Licia Troisi, giovane scrittrice che, tra i suoi pregi, ha il coraggio di dichiarare le sue fragilità e le sue paure, come avrà modo di constatare chi avesse la voglia di leggere il suo blog.

Sappiamo cosa vuoi

Tuesday, November 6th, 2007

Sappiamo cosa vuoiUn’altra brevissima recensione sul libro: Sappiamo cosa vuoi, sottotitolo: chi, come e perché ci manipola la mente. Ho iniziato a leggere questo libro dopo averne trovato una recensione nel sito che stiamo risistemando per Davide e l’ho trovato molto interessante.

In realtà il libro è una sorta di estratto, con una grafica più accattivante di un libro, che immagino ben più corposo, intitolato “Coercion”.

Il soggetto sono le tecniche utilizzate dalla pubblicità per manipolare la mente dei consumatori in vari settori: Vendite, Eventi, Media, Persone,Informatica.

    Alcune cose sono abbastanza ovvie, altre ben più sottili. Una lettura che mi sento di consigliare a tutti per diventare consumatori più consapevoli e rendersi conto, almeno entro certi limiti, di quanto i nostri acquisti siano pilotati e guidati da attenti studi psicologici e di marketing.

    Ho trovato piuttosto agghiacciante la parte che parla degli psicologi infantili che vengono assoldati per studiare il modo di manipolare i bambini, in parte perché influenzano le scelte dei genitori (pare per un giro di affari di 600 milioni di dollari) ed in parte perché l’affezione per un brand sembra essere qualcosa che ci si porta dietro per tutta la vita… mmm ora che ci penso a casa mia compriamo quasi solamente automobili Renault da tanti anni … :?

    Ghostwriter

    Tuesday, November 6th, 2007

    immagineasp.gifBrevissima recensione di questo thriller scritto dallo scrittore inglese Robert Harris. Il protagonista è un ghostwriter: uno scrittore che scrive libri (soprattuto biografie di personaggi famosi) per conto di altre persone, senza comparire come autore.

    Il protagonista del libro viene ingaggiato per scrivere la biografia dell’ex premier inglese, dopo la morte misteriosa del ghostwriter precedente. Nonostante alcuni dubbi accetta l’incarico e si ritrova coinvolto in una storia di sotterfugi e scandali che non sembra tanto diversa da una probabile realtà.

    La figura del primo ministro peraltro assomiglia molto a Blair, per il comportamento e per le azioni che gli vengono attribuite. E’ un bel libro, nel suo genere, ben scritto e quindi piacevole da leggere.

    Cacciatori nelle tenebre

    Sunday, October 21st, 2007

    Cacciatori nelle tenebreHo appena finito di leggere il libro a fumetti “Cacciatori nelle tenebre” di Gianrico e Francesco Carofiglio.

    Il primo è un magistrato, che da qualche tempo ha iniziato a scrivere libri ambientati nella sua città (Bari) e nel mondo che meglio conosce: i Tribunali; ne ho letti un paio e devo dire che ha uno stile di scrittura che trovo molto piacevole e intelligente.

    Il secondo invece è un architetto, che per l’occasione ha collaborato con il fratello illustrando questo romanzo che ha come protagonista uno dei comprimari dei romanzi “scritti” di Gianrico: il commissario Tancredi.

    Le atmosfere noir, insieme al tratto moderno e volutamente incompiuto, ne fanno un prodotto piacevole e avvincente. I richiami a Frank Miller e ad un certo “super-eroismo” americano ci sono, e gli stessi autori li dichiarano, ma nel complesso ho trovato nel libro una introspezione psicologica calata negli scenari nostrani che mi pare molto interessante.

    Giudizio: da non perdere :-)

    Network sociali e non…

    Wednesday, August 8th, 2007

    Sul traghetto per la Sardegna ho letto un bel libro che si chiama “Link” e che parla delle reti e delle loro proprietà. Reti intese nel senso di un insieme di nodi connesso da un insieme di archi, quindi:

    • Semplici grafi informatici
    • Reti di amici
    • Reti di colleghi
    • Reti neurali
    • Rete internet
    • ecc…

    Insomma tutte queste reti sono accomunate da proprietà similari ed in particolare molte di esse sono cosiddette “Reti ad invarianza di scala”, ovvero reti dove esistono alcuni hub che svolgono un ruolo di particolare rilievo. Queste reti sono particolarmente tolleranti ai guasti, perché la probabilità di rottura di un hub è molto piccola, ma particolarmente vulnerabili ai sabotaggi, perché basta attaccare un numero critico di hub per disgregarle completamente.

    Tra le tante considerazioni che mi vengono in mente ovviamente una è quella aziendale, infatti uno dei nostri maggiori problemi è proprio quello di diventare degli hub, dei catalizzatori, così da poter proporre i nostri prodotti/servizi ad un numero elevato di persone, magari a loro volta hub di altre reti…

    Ma anche se non siete interessati alle aziende, per pura curiosità scientifica è una bella e piacevole lettura.

    Getting real

    Friday, April 27th, 2007

    Stasera ho finito di leggere un libro molto interessante: Getting real, un libro in PDF che si può acquistare sul sito di 37signals, o anche procurarsi su canali diciamo “meno ufficiali”…

    Il libro spiega l’approccio che questa web company ha utilizzato per creare i suoi prodotti web (che contano milioni di utenti al momento) e il noto linguaggio di programmazione con cui sono stati scritti: Ruby on Rails.

    Le idee di fondo sono poche ma molto buone:

    1) Costruire le applicazioni partendo dal disegno dell’interfaccia che dovranno avere, prima su carta e poi in HTML, schermata per schermata si costruisce così una sorta di storyboard, che evidenzierà ancor prima di codificare se l’approccio utilizzato è buono.

    2) Costruire applicazioni semplici, limitando le funzionalità inutili e facendo delle cose che realmente servono, un altro modo di dire che “Less is more”, se poi uno le utilizza anche le proprie applicazioni, allora la cosa è ancora migliore, perché il feedback che si ha utilizzando i propri prodotti sarà già un ottime metro.

    3) Lanciare le applicazioni, ascoltare i commenti degli utenti, dire no a tutte le modifiche richieste inutilmente e ricordarsi che, siccome gli utenti pagano un canone per usare il prodotto, non si è costretti ad uscire con una nuova versione ogni anno, zeppa di funzionalità inutili, solo per costringerli a comprare un aggiornamento ed incassare nuovi soldi.

    Ce ne sarebbero anche altre, ma credo che meglio del mio resoconto, valga la lettura del libro, un testo che mi sentirei di considerare come fondamentale per chi conduce una web company, sviluppa o disegna prodotti.