Jan 10, 2010 0
Come diventare un Buddha in cinque settimane
Il Buddhismo è una delle filosofie orientali che incuriosisce di più il pubblico occidentale, spesso avvolta da un certo alone di mistero e anche di ignoranza che la rendono affascinante.
Ho iniziato a leggere questo libretto con una certa curiosità, perché questo autore ha scritto una serie di manuali, dai titoli piuttosto improbabili, e questo mi sembrava solo l’ultimo di una serie di quelle guide-fai-da-te in cui si propina l’ineffabile ricetta della felicità.
Andando avanti però ho avuto l’impressione di aver espresso un giudizio un po’ crudo e frettoloso, perché l’autore mi ha dato l’idea di voler raccontare, con una certa onestà cos’è il Buddhismo e cosa bisogna fare per praticarlo. Certo non si diventa Buddhisti leggendo un libro e forse, con grande onestà, diventarlo richiede anche una visione del mondo che non è propria di molti di noi, me per primo.
L’idea alla base di questa filosofia è che l’origine dell’infelicità nasce dall’attaccamento alle cose e la chiave per raggiungere la serenità è la comprensione e l’accettazione che tutta la nostra realtà è transitoria e che quindi l’attaccamento non può che portarci, presto o tardi, a soffrire per le cose che non vogliamo perdere per nessuna ragione al mondo.
Detto questo però non è affatto chiaro, né da questo, né da molti altri libri, come e quando si possa raggiungere quello stato di sereno distacco che ci permette di superare momenti tragici, perché se è vero che la perdita di un lavoro può essere vista in chiave Buddhista, vederci la perdita di un genitore o di un figlio è impresa molto più difficile.
Ma del resto lo stesso autore ha perso un figlio molto giovane e quindi è testimonianza vivente del tentativo continuo di raggiungere questo stato di serenità che il Buddhismo implica, perché, come forse anche la logica suggerisce, l’illuminazione non è un fatto che avviene e rimane, come un interruttore che si accende, bensì una condizione mentale che va ricercata e costruita nel tempo.
Diciamo che letto in questa chiave, come strumento di comprensione, piuttosto che come un manuale di illuminazione, il libro è una lettura interessante.






















