Giovanni Allevi
La musica classica è qualcosa che ho sempre sfiorato nella vita, senza mai avvicinarmi troppo. Apprezzo alcuni pezzi, però dopo un ascolto leggermente più prolungato preferisco sempre tornare al mio buon vecchio folk rock americano o ai cantautori italiani.
Di recente però un amico mi aveva parlato di un giovane pianista di nome Giovanni Allevi che, a suo dire, fa miracoli al pianoforte, uscendo dai canoni della musica classica con uno stile anticonformista e straordinariamente originale.
E’ stato così che ieri, facendo una passeggiata in un luogo assolutamente consumistico come Mediaworld, mi sono imbattuto in un libro scritto proprio da lui e intitolato: La musica in testa. Ho letto rapidamente la copertina e incuriosito l’ho comprato.
La musica non è certo il mio mondo, anzi ho difficoltà a ricordare come fa “Tanti auguri a te”, però non ho potuto fare a meno di immergermi nella lettura dei suoi racconti, scritti con uno stile semplice e asciutto, ma dal quale traspare un amore assoluto e viscerale per la propria arte.
Per Giovanni la musica una specie di entità che entra nella sua testa nei momenti più impensati e che in un certo senso lo usa come strumento per essere ascoltata e richiede una dedizione quasi assoluta.
Ma la musica non è solo talento, ma è anche una vita fatta di continui sacrifici e di lotte per poter conquistare il diritto ad esprimersi, specialmente se si è timidi e introversi e, come lui, si cerca di fare qualcosa che esca dai canoni considerati corretti; anni di lavori precari, porte sbattute in faccia e viaggi in America alla ricerca di fortuna, fino al meritato successo. Successo però che non ha cambiato molto la vita di questo ragazzo quasi quarantenne che non possiede nemmeno una macchina e va al supermercato come i comuni mortali.
Credo che Allevi sia rimasto se stesso non perché è disinteressato ai soldi o al successo, ma perché ha una passione bruciante per le cose che fa e sceglie un mestiere difficile per il bisogno imprenscindibile di esprimere la propria arte. Penso a quanto sarebbe bello se ciascuno di noi potesse vivere la propria vita con un simile senso di autorealizzazione, pur con tutti i dubbi e le paure che comunque possono assalirti.
Eppure la nostra vita spesso è fatta proprio al contrario, facciamo per svariate ore a settimana qualcosa che detestiamo e cerchiamo un hobby che ci faccia provare, nelle poche ore che riusciamo a ritagliarci, quel senso di totale libertà e di comunione con il mondo a cui, più o meno palesemente, una gran parte di noi aspira.
Tutta la mia vita è stata una sfida a questo stato di cose e, per ora, non sono così fortunato come lui, però la lettura del libro è stata interessante e anche da stimolo per la mia continua ricerca di un modo di vivere migliore. Consigliato ai sognatori.
PS
Come sottofondo di questo post c’è ovviamente un suo album

March 25th, 2008 at 2:02 pm
Consigliato vivamente a chi ama il suono del pianoforte e non solo.
Personalmente suggerisco anche l’ascolto di altri pianisti italiani, come ad esempio Ludovico Einaudi, Danilo Rea e Stefano Bollani.