Jan 30, 2010 4
Il valore della libertà
Primo dato: l’Italia ha perso quasi 300.000 posti di lavoro nell’ultimo anno… statistica citata dal telegiornale, non mi ricordo la fonte precisa e non so se sia vera o falsa, ma moltissime persone nella mia cerchia di conoscenze hanno perso il lavoro sul serio e quindi propendo più per la prima ipotesi.
Secondo dato: il governo Berlusconi gode ancora di un forte consenso, nonostante non abbia risolto nessun problema strutturale del paese, nonostante abbia tentato (e stia ancora tentando) di far passare leggi dalla dubbia moralità e con effetti piuttosto favorevoli per l’attuale premier in carica e per il suo staff. Per non parlare poi della demagogia sugli immigrati o sulla lotta ai fannulloni nella pubblica amministrazione… chiunque abbia mai provato a gestire un gruppo di persone sa benissimo che la motivazione e la responsabilità valgono molto di più della frusta… ma la frusta è più scenografica, anche se per sfoggiarla spendiamo milioni di euro nella inutile tornellatura di decine di palazzi pubblici.
Quarto dato: la sua opposizione è fatta di un branco di persone che non ispirano nessuna fiducia, chiassose, isolate, ciascuno aggrappato alla propria linea, senza la minima conoscenza delle più basilari leggi di marketing, perché diciamo la verità, in politica vince chi comunica meglio, visto che i risultati, se ci sono, si producono dopo le elezioni.
Di fronte a questi dati che mi preoccupano parecchio per il mio futuro di cittadino e di imprenditore mi chiedo come mai nessuno si inquieti più di tanto, se non forse quando viene buttato fuori a calci dallo stabilimento o dall’azienda.
Sapete qual’è una delle tante risposte che mi vengono in mente ? Che alle persone piace la libertà, non quella che finisce quando inizia quella del proprio vicino, ma quella assoluta di poter fare quello che si vuole, quella di passarti davanti mentre fai la fila, di passare sulla corsia di emergenza o quella di un signore che stasera si è incazzato perché ho parcheggiato la macchina vicina alla sua al supermercato… ero dentro le mie strisce, ma lui non poteva far girare il suo carrello vicino agli sportelli.
La libertà assoluta è una voglia pericolosa, perché ti fa apprezzare chi la promette, anche se quel qualcuno viola sistematicamente tutte le regole, perché in fondo non ti sembra un gran male, le regole sono pallose, a che pro rispettarle ?
Peccato che la sistematica violazione delle regole, specialmente di quelle etiche, porti ad una società peggiore, xenofoba, omofoba, centrata sull’individualità e sull’esteriorità, ben lontana dall’apertura culturale e dall’integrazione che sarebbero necessarie per risolvere le grandi sfide a cui ci troviamo di fronte, a meno di non voler risolvere i problemi della globalizzazione recintando la Padania con il filo spinato e coltivando cicoria per fare il caffè autoctono.
Tanto per citare ancora Nicholas Negroponte, la cultura è il modo migliore per combattere le guerre, perché chi acquista cultura è meno incline alla violenza, è più predisposto a capire e a comunicare con chi è diverso ed ha gli strumenti qualitativi e quantitativi per misurare le notizie che gli giungono e prendere decisioni ponderate… ma noi riduciamo le ore di inglese nelle scuole, tagliamo l’insegnamento della geografia e cerchiamo di creare un popolo progressivamente più ignorante, in una nazione in cui i tronisti guadagnano dieci volte lo stipendio di un ricercatore… che forse non sarebbe nemmeno il male peggiore, se il povero ricercatore avesse i mezzi per lavorare e non fosse costretto a riempire papiri di carta per una nuova fornitura di toner per la stampante o l’acquisto di una penna Bic.
La cultura non è una prerogativa della Sinistra o della Destra, è una prerogativa umana, nasce dalla capacità unica dell’uomo (almeno per ora) di farsi domande, interrogarsi sul significato della propria vita e di cercare di darsi delle risposte… capisco che per esorcizzare la paura della vita una bella Maserati o una biondona di un metro e ottanta sia un ottimo palliativo, ma presto o tardi le grandi questioni ti tornano davanti, non sarebbe meglio ogni tanto cercare di affrontarle con più consapevolezza ?











