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Random thoughts about technology and philosophy

Sticky footer

Un articolo che tutti dovrebbero leggere… come si fa a fare un layout CSS alto il 100%, con un footer attaccato al fondo della pagina, ma che scorre se il contenuto è più lungo della lunghezza visibile ;-)

HTML 5

Un altro interessante articolo su come è strutturata la versione 5 di HTML, l’articolo è ospitato sul sito webmonkey che mi piace per tre ragioni:

  • Ha una bella grafica
  • Si naviga intelligentemente
  • Contiene materiale interessate

Take a look :)

Come imparare a programmare

Un interessante articolo su come imparare a programmare e soprattutto su quali strumenti e tool utilizzare. Se qualcuno avesse da obiettare che l’articolo è in inglese, beh questo è l’altro consiglio che non è scritto nell’articolo stesso, dato che l’autore è già madrelingua, se io fossi un giovane in cerca di un qualunque lavoro, imparerei l’inglese molto, ma molto bene ;-)

Outliers

copamj.aspUn altro bel libro da Malcom Gladwell, stavolta sui fattori che determinano il successo. Gladwell è americano, anche se di origine Giamaicana, ma ce la mette tutta per smontare il mito del self made man americano.

E’ idea comune infatti, ma non solo negli USA, che il successo derivi da una predisposizione genetica, che conferisce ad alcune persone doti che altri non hanno, mentre Gladwell sostiene che il successo è il frutto di diversi elementi, che combinati insieme danno vita a delle prestazioni straordinarie.

Sicuramente è necessario essere talentuosi ed avere intelligenza, ma questa caratteristica è come l’altezza nel basket, è necessaria ma non sufficiente, anzi dopo una certa altezza la differenza è poco rilevante, essere alti 2 metri o 2.10 metri non è così diverso, basta essere alti a sufficienza per giocare, poi entrano in gioco le altre capacità.

La tesi di Gladwell è costruita intorno a due elementi:

  1. Molte persone di successo sono nate in un momento particolare che ha creato condizioni favorevoli intorno a loro
  2. Queste condizioni hanno permesso loro di esercitarsi per migliaia di ore nel loro settore di competenza, generando un vantaggio competitivo enorme ed amplificando le loro capacità naturali

Quello che sostiene Gladwell, in altre parole, è che nascono migliaia di persone con caratteristiche straordinarie, ma non tutte ottengono risultati in linea con le loro potenzialità, quelli che emergono sono quelli favoriti dall’ambiente e dalla possibilità di fare pratica.

Per esempio Bill Gates, Steve Jobs e molti altri guru dell’informatica, sono tutti nati nel 1955 ed avevano circa 20 anni quando furono abbandonati i calcolatori a schede perforate e le università cominciarono ad avere dei calcolatori “moderni”, su cui loro poterono lavorare.

I programmatori della generazione precedente  dovevano punzonare migliaia di schede perforate per scrivere un programma ed erano costretti a ricominciare tutto da capo in caso di errore, mentre loro potevano scrivere il loro programma su un terminale e provarlo in tempo reale, con una velocità migliaia di volte superiore, a parità di tempo investito quindi la loro abilità cresceva a dismisura, favoriti dal fatto di essere abbastanza giovani da non avere famiglia e quindi con molto tempo a disposizione, ma non così giovani da non capire l’importanza di quello che stavano facendo.

Il libro è pieno di esempi come questo, nei più svariati settori delle attività umane e dà vita ad un’indagine profonda ed intelligente su quello che troppe volte tendiamo a catalogare come “genio”, senza renderci conto che magari, creando un ambiente migliore per noi stessi e per le generazioni più giovani, potremmo favorire l’emergere di un numero assai maggiore di persone.

Integriamoci

Oggi, dopo aver parlato al telefono con Enrico, ho deciso di dare ancora una chance a twitter, vediamo cosa succede, con questi post replicati ;-)

Eutelia

Questa sera ho letto la lettera mandata a Punto Informatico, con il quale l’ex amministratore delegato di Eutelia ha giustificato la sua incursione dell’altra mattina nella sede dell’azienda e nella quale, pare che ci sia stato un tentativo di malmenare e cacciare i manifestanti che l’avevano occupata.

Non so se questi fatti siano veri o meno, anche se propendo per la prima ipotesi, dopo aver letto la sua risposta, in ogni caso mi sono sentito in dovere di fare un commento a questa dichiarazione, che è a dir poco vergognosa, per quanto io sia ben consapevole della totale inutilità della cosa.

Riporto qui sotto il commento, e nel caso in cui qualcuno dei miei quattro lettori non conoscesse la storia, lo invito a cliccare sul link dell’articolo per farsi un’idea dei fatti.

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Mi piacerebbe molto guardarla in faccia Sig. Landi, per vedere con che sguardo pronuncia frasi come quelle che ha scritto nella sua mail, con il tono tronfio e arrogante di chi, evidentemente, non ha problemi economici e non capisce la disperazione delle persone che arrivano a dormire sulle brandine in un’azienda, piuttosto che starsene a casa con le loro famiglie.

Lei si preoccupa di tutelare la proprietà, diritto giusto e sacrosanto, ma se cedere 1800 persone ad un’azienda di comodo che poi le manda in mezzo ad una strada è ben altra cosa, un obbrobrio morale, che forse in un paese meno incivile del nostro sarebbe punito dalla legge.

Ho ben due amici che lavoravano ad Eutelia, poi ceduti ad Agile servizi e che ora si ritrovano senza un lavoro, di cui uno ha anche un bambino piccolo e vedo da vicino cosa significano nella vita delle persone normali le scelte “strategiche” della vostra azienda.

Sono anche un cliente Eutelia, ho una decina di server nel vostro datacenter e non solo non posso accedervi a causa dell’occupazione, ma da quando avete liquidato Agile servizi non riesco a farmi risolvere i problemi se non con 500 telefonate a cui ricevo sempre risposte vaghe e imprecise e il vostro commerciale, che ci ha seguito nell’acquisto del servizio, ha pensato bene di non rispondere più al telefono non appena sono iniziati i problemi.

Sono molto deluso dalla sua azienda, caro Sig. Landi, siete un bell’esempio di pressappochismo, inefficienza, arroganza e scarsa qualità del servizio verso i vostri clienti, non appena ne avrò la possibilità porterò i miei server in un posto che mi sta eticamente meno indigesto.

L’uomo che fissa le capre

800px-The_Men_Who_Stare_at_GoatsIeri ho visto il film con George Clooney, Jeff Bridges e Ewan Mc Gregor “L’uomo che fissa le capre”, la divertentissima storia di un giornalista che decide di andare in Iraq  dopo una delusione amorosa per dimostrare a se stesso di non essere un fallimento, e lì incontra uno strambo ex soldato americano che gli racconta la strampalata storia di un reparto segreto dell’esercito Usa che si propone di combattere con i poteri mentali invece che con le armi.

Il giornalista decide di seguire l’ex militare nel deserto e si ritrova coinvolto in una storia surreale e che cambierà il suo modo di vedere le cose.

Incredibile a dirsi ma la storia è tratta da un vero libro pubblicato da un giornalista che racconta le vicende di questa unità segreta chiamata “Esercito nuova terra”.

Gli attori tutti straordinari, non saprei dire chi è più bravo dei tre, oltre a tutti gli altri comprimari, oltre ad essere affiatati e a dare vita ad un mix davvero strepitoso. Il film fa ridere molto ma è pieno di frecciate e di doppi sensi sull’americanismo e sulla guerra, un umorismo intelligente insomma, di quelli che ti lasciano con il sorriso sulla bocca ma con il cervello ben acceso. Assolutamente da vedere, se non altro per la scena in cui George Clooney fissa una capra per ucciderla con i suoi “poteri mentali” ;-)