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Random thoughts about technology and philosophy

Think Different

Stasera mi sono imbattuto in un dialogo a due tra Lee Clow, il leggendario pubblicitario che inventò la campagna pubblicitaria “Think Different”, probabilmente una delle più famose della storia, e il giovane ma già notissimo pubblicitario Alex Bogusky, che ha inventato le campagne pubblicitarie per Burger King e che ora sta lavorando per quelle di Microsoft.

Preso dai ricordi sono andato a ricercare il video originario di Think Different, una pubblicità a mio avviso bellissima, ne riporto qui il video ed il testo. PS, per i detrattori di Apple e/o di quelli della pubblicità, preciso che:

  • Mi piace l’idea e non perché è relativa a prodotti Apple
  • Mi piace l’idea di mostrare le immagini di personaggi straordinari e la interpreto come un omaggio e non come uno sfruttamento della loro immagine per pubblicizzare un marchio, perché il testo del messaggio rende onore alla loro grandezza.

Enjoy:

Testo:

Here’s to the crazy ones. The misfits. The rebels. The troublemakers. The round pegs in the square holes. The ones who see things differently. They’re not fond of rules. And they have no respect for the status quo. You can quote them, disagree with them, glorify or vilify them. About the only thing you can’t do is ignore them. Because they change things. They push the human race forward. And while some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.

PS, per chi non ama l’inglese, ecco la versione italiana, con il doppiaggio di Dario Fo:

Interviews

Se avete una mezz’ora da spendere vi consiglio questa intervista a Marissa Mayer, uno dei top manager di Google, in particolare mi ha colpito la parte finale, dove risponde alla domanda: quali sono le qualità che cercate in un colloquio di lavoro ?

La risposta denota quel pragmatismo americano che mi piace moltissimo perché fa funzionare le cose, le qualità sono:

  1. Smart: intelligente
  2. Get things done: espressione complessa che significa propriamente “che inizia e porta a termine le cose con successo”

Il perché è ovvio, se assumi una persona intelligente, ma che non fa le cose, è inutile, se ne assumi una poco intelligente ma che fa il suo lavoro, otterrai dei risultati scadenti.

Semplice, ma efficace ;-)

This is a bilingual post, because initially it was just a thought but then I realized that this video is also an interesting listening in English.

The video is a discussion with Marissa Mayer, one of the top managers at Google. I like especially the final part, when she talks about the quality Google looks for in an interview.

She says in a simple but effective way:

  1. Smart
  2. Get things done

If you hire a smart guy who doesn’t do his job it’s not good and if you hire a dumb guy who completes his tasks you get poor results… Cool ;-)

Una storia inquietante…

Pensavo di conscere abbastanza bene il periodo della seconda guerra mondiale ed almeno gli aspetti salienti del conflitto e delle barbarie del nazismo, ma oggi, leggendo un semplice fumetto, mi sono imbattuto in una storia di cui non avevo mai sentito parlare.

Nel fumetto in questione ad un certo punto il protagonista parla di un colosso dell’informatica colluso con i nazisti e facendo un semplice ricerca su Google, viene fuori che il colosso in questione si chiama IBM e che pare abbia avuto enormi profitti, vendendo ai tedeschi nientemeno che macchinette per la schedatura dei prigionieri nei campi di concentramento.

Come sempre in ogni guerra c’è sempre chi riesce a vivere sopra all’orrore collettivo e a farne un’occasione di guadagno… inquietante.

Up

up-movie-1Pixar è da anni sinonimo di film d’animazione intelligenti, toccanti e divertenti e anche con Up non si è smentita.

Up racconta la storia Carl Fredricksen,  un anziano pensionato che vive di ricordi in una piccola casa ormai circondata da grattacieli e palazzi.

Frastornato dai rumori e dalle pressioni per vendere il suo piccolo appezzamento di terra,  in un momento d’ira, aggredisce uno degli operai che lavorano intorno alla sua casa e viene condannato ad andare in una casa di riposo.

Ma Carl non ha nessuna intenzione di abbandonare il piccolo mondo che è tutto ciò che gli rimane della sua vita e della sua storia d’amore con Elly, ormai scomparsa da qualche tempo, così decide di scappare, sollevando la sua casa con una enorme quantità di palloncini e di raggiungere le Cascate Paradiso in Sud America, il luogo dove la sua Elly aveva sempre desiderato recarsi, ma dove, per le diverse vicende della loro vita, non erano mai potuti andare.

Nell’avventura viene coinvolto un paffuto ragazzino di nome Russel, un giovane esploratore che si intestardisce nell’aiutare Carl pur di ottenere la medaglia che gli manca per completare la sua preparazione.

Il film è piacevole e divertente, senza mai essere banale e tocca temi profondi come l’amore, la morte, le speranze e le disillusioni della vita e l’inevitabile necessità di superare il proprio passato per cercare di vivere quello che di buono è rimasto nella propria esistenza, senza mai dimenticare chi si è e da dove si viene.

I bambini apprezzeranno sicuramente i colori vivaci del film, il simpatico pennuto gigante e multicolore ed il cane pasticcione che accompagnano Carl e Russel nella loro avventura, mentre i più grandi non potranno fare a meno di guardare il film con ammirazione e di pensare a quanto quello che vedono sullo schermo rappresenti qualcosa che, più o meno profondamente, riguarda la vita di tutti noi.

Il mio è un giudizio di parte naturalmente, la Pixar è in testa alle aziende che ammiro di più per la loro creatività e la loro capacità di innovare, ma vi consiglio vivamente di andarlo a vedere, merita molto di più dei soldi del biglietto :)

Primissime impressioni su Google Wave

Esprimere opinioni a caldo sulle nuove tecnologie è sempre difficile e spesso l’abitudine ad utilizzare certi strumenti piuttosto che altri può essere una cattiva consigliera.

Mi astengo perciò dal dire che Google Wave è un prodotto che non mi è piaciuto affatto e sospendo il mio giudizio in attesa di un’analisi più approfondita.

Non avendo nessun contatto sullo strumento ho utilizzato i miei 8 inviti disponibili per invitare degli amici ed ho cercato di fare qualche discussione (Wave) con loro. L’ambiente è piacevole, ma alcuni dettagli fastidiosi, relativi soprattutto al resize degli elementi ed alla loro disposizione, che è una caratteristica utile, ma che non viene memorizzato, rendendo di fatto vani gli sforzi di personalizzare il proprio ambiente all’accesso successivo.

Ma a parte questo i punti negativi che per ora sottolineo sono:

  • L’impossibilità di colloquiare con chi non è su Google Wave
  • La mancanza di notifiche relative alla presenza di aggiornamenti, se non da dentro allo stesso strumento
  • La generale confusione che si ha utilizzando uno strumento in cui più persone possono scrivere in maniera collaborativa, mescolando discorsi diversi e media diversi, come foto e video
  • La mancanza della possibilità di essere offline e quindi di rendersi invisibili
  • L’impossibilità di nascondere che si sta scrivendo e cancellando quando si compone un wave, che rende di fatto visibile a tutti ciò che si sta facendo

In definitiva quindi l’idea è interessante, ma secondo me l’email sta benissimo com’è adesso e non ha nessuna necessità di essere reinventata, se voglio scrivere in maniera collaborativa posso già farlo utilizzando uno strumento di instant messaging, oppure un social network tra i tanti che già esistono.

C’è da dire comunque che il mio giudizio è viziato dalla mia visione Zen del mondo, nella quale meno cose ci sono sullo schermo e meglio è, per non parlare poi della quantità di informazioni che mi bombardano ogni giorno. Faccio già fatica ad utilizzare Facebook  e proprio non riesco a capire come si possa utilizzare strumenti come Twitter, dove la quantità di materiale scritto cresce esponenzialmente e dove la quantità di “Rumore”, ovvero di post inutili del tipo “sto andando al bagno” o “esco a fare la spesa” costituiscono il 70/80% dei contenuti.

Mi riservo comunque di analizzare meglio Google Wave, soprattutto quando avrò più contatti, per verificare se Google, come ha fatto Microsoft per anni, cerca di reinventare l’acqua calda alla sua maniera o se invece ci sono delle potenzialità in questo nuovo modo di comunicare che io non ho capito.

Google’s birthday present

Schermata 2009-10-14 a 17.36.55Anche Google ha pensato di farmi il regalo di compleanno e mi ha mandato l’invito a Google Wave, il nuovo e rivoluzionario (almeno a sentir loro) sistema di comunicazione e messagistica.

Peccato però che nessuno dei miei 587 contatti di gmail abbia a sua volta un account wave e quindi non so con chi provarlo :(

Se qualcuno là fuori è su Google Wave mi faccia sapere, sono proprio curioso di vedere cosa ci si può fare :)

Grave bug in snow leopard

Per chiunque fosse un utente mac che ha aggiornato il sistema operativo al nuovo Snow Leopard, pare ci sia un grave bug riconosciuto anche da Apple.

Questo bug fa sì che, facendo il login con un utente guest, creato prima dell’upgrade del sistema operativo alla versione Snow Leopard, si perdono tutti i dati del proprio utente normale.

Non ho verificato personalmente sul mio computer, per ovvi motivi di salute dei miei poveri dati, ma comunque, fino al rilascio dell’apposita patch, è consigliato non utilizzare il suddetto account guest ;-)

Per chiunque stesse pensando che Apple è inaffidabile basti ricordare che Microsoft ha appena perso in maniera irrimediabile i dati di un grosso numero di utenti che utilizzavano un servizio online di cui ora non ricordo il nome… purtroppo queste cose capitano, indipendentemente dalla cura con cui si realizzano prodotti e servizi e la soluzione migliore è sempre quella di avere dei sani backup :)

Detto questo fgiamma si va a riposare perché tra pochi minuti compie la bellezza di 38 anni e l’età si fa sentire !

Come utilizzare al meglio la posta elettronica

Schermata 2009-10-11 a 11.20.59Questo articolo inaugura una nuova serie di articoli dedicati alla produttività, descrivendo delle strategie, più o meno complesse, per migliorare il nostro rapporto con la tecnologia, quelli che in inglese si chiamano “Life Hacks” (Per maggiori dettagli vedi la pagina di presentazione).

L’argomento del giorno è la posta elettronica, uno strumento che ha rivoluzionato le comunicazioni ma che, come molti strumenti, si presta sia all’uso buono che all’uso cattivo. Cosa ci può essere di cattivo in una email ? Beh, forse in una sola niente, ma provate ad immaginare questo scenario: Maria lavora nell’ufficio di segreteria di un’azienda medio-piccola, di circa 20 dipendenti.

Sul suo outlook sono configurate 3 caselle di posta, una personale e due relative alle sue mansioni d’ufficio, ogni giorno Maria riceve circa 300 email, di cui 200 sono messaggi di spam, 50 sono comunicazioni inutili inviate dai colleghi e le altre 50 richiedono invece la sua attenzione per un tempo variabile dai 2 ai 30 minuti ciascuna, a seconda della complessità del compito che implicano.

Maria cerca di districarsi in questo marasma, archiviando diligentemente la posta in una struttura ordinata di sottocartelle, ne contiamo al momento circa 50, che includono: clienti, fornitori, contabilità, varie, varie da valutare, in arrivo, in uscita… ecc.

Ogni tanto, circa 5/6 volte al giorno, un collega chiede a Maria qualche informazione che la costringe a ricercare una vecchia email, che lei, scrupolosamente, ha archiviato da qualche parte, peccato però che avendo creato così tante cartelle non ricordi più dove.

Era una comunicazione da un fornitore ? Oppure un sospeso da fornitore ? Oppure era nella cartella dei progetti da passare al vaglio del dirigente ?

Vi sembra uno scenario impossibile ? Eppure la gran parte delle aziende che frequento nella mia attività lavorativa hanno delle figure come Maria, anzi molto spesso il 50/60% dei dipendenti si trovano in una condizione del genere, con uno spreco di tempo e quindi di denaro piuttosto rilevante. Tra l’altro la frustrazione di dover gestire una mole enorme di dati e di non riuscire nemmeno ad essere efficienti, ha spesso anche un effetto psicologico negativo sulle persone.

Ma si può fronteggiare questa situazione ? Ci sono delle tecniche e degli strumenti per combattere il sovraccarico informativo ? Beh, c’è una notizia buona ed una cattiva. La notizia buona è che si può, la notizia cattiva è che bisogna impegnarsi un po’ per acquisire nuove abitudini.

Piuttosto che fare un elenco di punti per ottenere il risultato, in perfetto stile americano, vi racconto come ho organizzato io la mia posta elettronica, organizzazione frutto in gran parte delle mie idee e per la restante parte seguendo i consigli di Lifehacker, citati anche nel libro Upgrade your life, che vi consiglio vivamente di leggere.

Parliamo prima di tutto di strumenti, qual’è il miglior client di posta elettronica ? La risposta è complessa, ogni programma ha i suoi pregi e difetti, ma troverete sempre quelli che usano religiosamente Outlook oppure Mail di mac e che sosterranno che il loro è il miglior programma dell’universo.

Personalmente ho usato un po’ di tutto nel tempo, però da circa tre anni la mia scelta è caduta sull’utilizzo di Gmail, la posta elettronica di Google, per una serie di ragioni che vi elenco subito:

  • Gmail si utilizza tramite browser e quindi non richiede installazione di software aggiuntivo che occupa spazio su disco e memoria durante l’utilizzo
  • La posta è sui server di Google, per cui ci si può accedere da qualunque computer connesso in rete e non si rischia mai di cercare un messaggio e di averlo scaricato su uno dei tanti computer che utilizziamo al lavoro o a casa
  • La posta può essere scaricata anche il locale tramite l’estensione Google Gears, per cui anche in caso di mancanza di connessione si possono consultare i vecchi messaggi, e sempre tramite browser
  • Avendo la posta sui server è semplice utilizzarla da dispositivi mobili, come il mio iphone per esempio, ma non solo
  • Gmail archivia i messaggi in conversazioni, ovvero raggruppa la sequenza di domande e risposte ad una stessa mail in un’unica entità, il che consente di seguire gli scambi di email con grande semplicità
  • Gmail non utilizza il meccanismo delle cartelle, ha una casella chiamata Inbox con i messaggi in arrivo e una chiamata archivio con quelli letti ed archiviati, poi a ciascun messaggio si possono assegnare delle “Label” (Etichette), come i tag che si utilizzano nei post del blog, consentendo quindi di suddividerli in contenitori, con la flessibilità che un messaggio si può trovare anche in più contenitori, se necessario
  • Gmail permette di cercare tra i messaggi di posta con la stessa tecnica e la stessa velocità con cui si cerca sul sito di Google, per cui trovare le informazioni è pressoché istantaneo.

In realtà però il modo di organizzare la posta non è strettamente dipendente dall’utilizzo di uno specifico sistema di posta, anche se io preferisco questo per via dei vantaggi che ho appena indicato.

L’idea di fondo è questa: la propria inbox deve sempre essere vuota. Un certo numero di volte al giorno, che dipendono naturalmente dal tipo di attività che uno svolge, consulto la posta in arrivo e processo subito tutti i messaggi, utilizzando un sistema di tre cartelle:

  • Cartella Archivio: Ci metto tutti i messaggi ai quali rispondo e che non richiedo ulteriori attività, facendoli sparire dall’Inbox
  • Cartella “On Hold” (In attesa): Ci metto tutti i messaggi che avrò bisogno di consultare nei giorni immediatamente successivi e per i quali attendo qualcosa dall’esterno
  • Cartella “Follow Up” (Seguito): Ci metto tutti i messaggi che richiedono un’azione da parte mia, e per i quali segno subito un’azione da fare sul mio calendario, nel giorno e all’ora che penso di poterla effettuare. Tra parentesi io utilizzo come calendario quello di Google, ma il principio vale ovviamente con qualunque calendario

Nel mondo di Gmail la parola “Cartella” significa attribuire un’etichetta ai messaggi, mentre se si utilizza un client di posta normale si tratterà di una cartella vera e propria, ma non ci sono differenze concettuali evidenti in questo utilizzo. Fino a qualche tempo fa avevo l’abitudine di etichettare anche i messaggi con quattro o cinque label del tipo: Personale, Azienda, ecc…

Poi però ho smesso di utilizzare anche queste etichette, perché non aggiungevano particolari vantaggi informativi e mi facevano solamente perdere tempo nell’attribuirle. Ogni volta che avevo bisogno di cercare dei messaggi infatti utilizzavo la ricerca e quindi di fatto l’etichettare un messaggio in qualche modo era totalmente inutile.

Questo sistema mi garantisce quindi, oltre a tutti i vantaggi di Gmail che ho elencato sopra, l’avere sempre l’inbox pulita, smaltire i messaggi  immediatamente piuttosto che farli accumulare in una quantità ingestibile e non perdere mai traccia delle informazioni e delle cose da fare.

Naturalmente la chiave per poter trarre il massimo da un sistema del genere è il disporre di una funzione di ricerca potente, perché questa è la vera chiave del reperire velocemente ciò di cui si ha bisogno, senza perdere tempo in inutili classificazioni.

Se utilizzate un client di posta tradizionale, la soluzione più semplice per la ricerca dei messaggi è l’utilizzo di un sistema di “Desktop search”, ovvero quei software che indicizzano tutti i contenuti del vostro disco rigido e vi consentono poi una ricerca in tempo reale.

Il sistema più efficace è probabilmente “Google desktop Search”, che potete scaricare direttamente da Google, indispensabile su Windows XP, e complementare su Vista, Windows 7 e Mac Os X, che dispongono già di sistemi di ricerca nativa. Con un software del genere vi basterà digitare dei tasti speciali, per esempio due volte “CTRL”, nel caso di Google Desktop Search, per far comparire sullo schermo una casella di ricerca, ci scrivete dentro “Maria cena compleanno” e lui vi mostrerà tutti i contenuti sul vostro pc che contengono queste specifiche parole, tra cui naturalmente anche i messaggi di posta ;-)

Naturalmente questo articolo richiederebbe un livello di approfondimento ancora maggiore e ci sarebbe da parlare dei filtri e degli altri automatismi che aiutano nella gestione della posta, ma il poco tempo libero che ho a disposizione per oggi è finito ;-) Se qualcuno avesse domande o richieste di chiarimenti in merito, scrivetemi pure, cercherò di rispondere e soprattutto, se è una cosa di interesse generale, di scriverci un altro articolo.

Lodo Alfano all’estero

Un interessante articolo di analisi sul New York Times sulla questione del lodo Alfano, tanto per leggere le opinioni di giornalisti fuori dagli interessi del nostro paese e anche per vedere stili giornalistici diversi.

Lodo Alfano

Napoleon_Pig_by_faxtarQuesta sera vi racconto una storia narrata in un famosissimo libro, che cito a memoria. Dunque si parla delle vicende di una fattoria in cui un bel giorno gli animali si ribellano agli umani perché vogliono vivere in condizioni migliori, tutti fanno un po’ la loro parte, ma come spesso succede nelle rivolte, c’è sempre qualcuno con più carisma e intelligenza che assume la guida e qui sono i maiali che si danno da fare per la buona riuscita dell’impresa.

La rivolta ha successo, gli animali prendono possesso della fattoria, ma ben presto i maiali utilizzano la loro intelligenza per creare una nuova classe dirigente, che sfrutta gli altri animali, esattamente come facevano prima gli umani, addirittura sembra che i maiali ad un certo punto inizino a camminare su due zampe.

Il motto finale del libro è: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Il libro, per chi non lo conoscesse, si chiama “La fattoria degli animali”, è stato scritto nel 1945 da George Orwell ed è probabilmente una delle più profonde critiche all’utopia comunista dell’uguaglianza sociale, che ci mostra con intelligenza ed ironia quello che succede quando un gruppo di individui prova a rompere gli schemi esistenti ed a organizzarsi in modo nuovo.

Questa storiella mi sembra una delle più calzanti per descrivere il pensiero del nostro Presidente del Consiglio, il quale si sente così “più uguale” degli altri, da affermare che tutti gli organi dello Stato sono gestiti da Comunisti che cercano di destituirlo e che, siccome lui è stato eletto dal Popolo, anche se ha commesso dei reati ha comunque il diritto di continuare il suo operato.

Oggi la Corte Costituzionale ha bocciato come incostituzionale il cosiddetto “Lodo Alfano”, la legge che blocca i processi penali per le più alte cariche dello Stato e questo ha provocato una dura reazione da parte del Presidente del Consiglio e del suo schieramento politico.

Chi mi conosce sa bene le mie inclinazioni politiche di sinistra e sa anche che ho un’antipatia viscerale verso Berlusconi (non se ne abbia se mai dovesse leggere queste poche righe), ma mi sono sforzato di considerare la questione nel modo più obiettivo possibile.

Eppure gira che ti rigira, mi sembra comunque una presa di posizione assurda e talvolta anche con serie contraddizioni logiche, provo ad elencare qualche riflessione, senza alcuna pretesa di competenza in materia di diritto, diciamo che sono riflessioni dell’uomo della strada:

  1. Berlusconi ha sostenuto oggi di avere il 60% del consenso popolare se si tornasse alle elezioni, siccome il Lodo Alfano è stato bocciato con 9 voti contro 6, deduco che in totale i giudici siano 15, se il 60% della popolazione vota PDL, è ragionevole pensare che il 60% dei giudici votino PDL, a meno di non ipotizzare che solo i comunisti vincano i concorsi, il che equivarrebbe a dire che chi vota PDL è meno intelligente. Ma se il 60% dei giudici votasse PDL allora il lodo Alfano sarebbe stato dichiarato valido con 9 voti contro 6… cioè l’esatto contrario di quello che è successo.
  2. Il principio di proteggere le alte cariche dello Stato per permettergli di svolgere serenamente i loro compiti mi pare sensato, tuttavia bloccare i processi penali significa violare il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, ovvero mentre per qualunque altro cittadino che commette un reato si è obbligati a procedere penalmente, per loro no. Quindi l’elezione a rappresentanti del popolo li eleva di fatto al di sopra di coloro che li hanno eletti concedendo privilegi che la gente comune non può avere.
  3. L’idea che ci si possa ribellare alle sentenze dei Tribunali, minacciando manifestazioni o azioni di qualunque tipo, che sfruttano la propria posizione di potere politico ed economico mi pare assai pericolosa. Se fosse possibile farlo chiunque si trovasse a disporre dei mezzi necessari potrebbe contestare una condanna, appellandosi all’ingiustizia della stessa, a connivenze dei giudici o a qualunque altro cavillo, delegittimando di fatto uno dei poteri dello Stato, potere che a questo punto sarebbe inutile, visto che può essere contestato e renderebbe di fatto il potere esecutivo “assoluto” perché privo di controllo.

Ora io capisco benissimo che viviamo in un mondo ben lontano dall’uguaglianza, capisco che chi ha un potere politico ed economico cerchi di approfittarne e so benissimo che anche nella sinistra, che pure idealmente sarebbe più vicina a me, ci sono personaggi che andrebbero cacciati con robusti calci nel sedere e sono talmente tanti che se dovessi scegliere forse non saprei chi votare… ma, nonostante tutto questo, mi sembrerebbe serio prendere atto delle condanne e delle bocciature del proprio operato e regolarsi di conseguenza, dimettendosi se necessario.

Sinceramente non credo Berlusconi lo farà facilmente, staremo a vedere, ma se anche succedesse non sarebbe certo un bene per il nostro paese che, nel mezzo di una crisi economica, si troverebbe a dover eleggere un nuovo governo e a ricominciare da capo, anche se sull’operato di quello in carica ho qualche centinaio di riserve da fare.

Nel frattempo non può che farmi un po’ di invidia l’America che ha Obama e che nemmeno sa apprezzare il suo tentativo di dare a tutti un’assistenza sanitaria… come si dice: chi ha il pane, non ha i denti ;-)