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Random thoughts about technology and philosophy

E’ ora di emigrare…

Oggi ho passato una giornata che avrebbe fornito abbondante materiale a Kafka per altri 10 romanzi.

Poiché la situazione è complessa e i suoi risvolti filosofici profondi, anziché perderci nei meandri delle riflessioni vi farò un’esempio chiarificatore, dal quale potrete, con semplici passaggi, derivare le leggi fisiche sottostanti.

Mettiamo che uno è direttore di un’azienda A, ma nello stesso tempo, per puro caso, è direttore anche di un’azienda B.

Mettiamo che il direttore dell’azienda A chieda ad un dirigente dell’azienda A di mandare un documento al direttore dell’azienda B (che guarda caso è lui stesso). Questo dirigente manda il documento e non ottiene risposta dal direttore dell’azienda B… che però è anche il direttore dell’azienda A… e quindi sta nel suo stesso palazzo. Allora cosa fa il brillante dirigente ? Va nella stanza del direttore e gli dice “… ‘ndo cazzo hai messo il documento che ti ho mandato ?”… Ma no, sarebbe troppo facile, gli invia invece un ulteriore documento di sollecito a cui ovviamente non ottiene risposta.

Nel frattempo passano quattro mesi, ma:

1) Il dirigente non si preoccupa minimamente di non avere avuto risposta

2) Il direttore dell’Azienda A non si cura minimamente che il documento di cui lui stesso aveva fatto richiesta non sia tornato indietro firmato

3) Il direttore dell’Azienda B (che poi è lo stesso direttore dell’azienda A, è bene ripeterlo) e che aveva assoluto bisogno del documento per far lavorare il suo personale, beh anche lui non si cura minimamente della sorte del suddetto documento.

Ora poniamo, per ipotesi, che l’azienda B sia quella che incassa i soldi per conto dell’azienda A, appare evidente come, se B non funziona A non becca un euro. A questo punto vi pongo le seguenti domande:

1) Secondo voi si tratta di aziende pubbliche o private ?

2) Riuscite ad indovinare di che aziende si tratta ?

3) Quanto possono durare due aziende che si comportano come se una mano buttasse via il piatto in cui mangia il resto del corpo ?

4) Un povero stronzo che si trovi nel mezzo di questo inutile e vacuo vuoto documentale, poniamo ad esempio un cretino che abbia sviluppato un software per l’azienda B e che non può più aggiornarlo perché improvvisamente senza il documento in questione non è più autorizzato… come viene a capo di questa faccenda ?

5) E, last but not least, ha senso lavorare in un paese pieno di aziende A e B in cui nemmeno l’acqua scorre più in discesa, ma tutto si arena nei meandri di una burocrazia senza fondo ? Sembra che qui la legge di Lavoisier non valga più, non è vero che nulla si crea e nulla si distrugge, la burocrazia è in grado di ingoiare qualunque cosa… ora che ci penso non vale nemmeno la terza legge di Newton, perché non è vero che ad un’azione ne corrisponde una uguale e contraria… qui invece ad ogni azione dello sventurato fornitore corrisponde puntualmente il nulla assoluto.

Vi lascio a questo punto con questi profondi interrogativi e vado a dormire sulle mie sventure…

Human Metrics

Facendo il test che si trova su questo sito ho scoperto di avere una personalità di tipo INFJ… non ho ancora letto benissimo il profilo che si trova su quest’altro sito… ma il fatto che fossero personalità di questo tipo Martin Luther King, Nelson Mandela, Shakespeare e Beethoven è molto incoraggiante ;-)

La solitudine dei numeri primi

numeriprimi1Ho appena finito di leggere “La solitudine dei numeri primi”, opera prima di un giovane scrittore che di professione fa il fisico teorico con una borsa di studio.

Il libro è piacevole, seppure non allegro, perché narra l’intreccio di destini di due anime perse ma a loro modo vicine, ciascuna con i suoi drammi e i suoi fantasmi. Fantasmi a volte diafani e a volte così reali da ingombrare con la loro presenza il palcoscenico della vita.

Lo stile è crudo, descrittivo, forte ma non privo di un barlume di speranza, forse la stessa che l’autore e si suoi coetanei cercano per loro stessi in un mondo che sembra offrirne sempre meno e non che i lettori con qualche anno in più (come il sottoscritto) non ne abbiano bisogno…

The Wrestler

The Wrestler è un bel film, ruvido e toccante, che racconta la storia  del wrestler Randy “The Ram” Robinson.

Randy ha vissuto i fasti del wrestling professionistico, ma ormai solo e invecchiato cerca di tirare avanti arrangiandosi a fare piccoli lavoretti e sporadiche apparizioni in combattimenti di poca importanza, finché un giorno un infarto non lo costringe a ritirarsi completamente.

Randy tenta disperatamente di riappropriarsi della vita che gli sfugge di mano, cercando di recuperare l’inesistente rapporto con la figlia e provando a stabilire un contatto umano più profondo con una giovane spogliarellista che gli è amica.

Le cose però sembrano andare sempre peggio, finché alla fine Randy decide di tornare ancora sul ring, nonostante il pericolo di un ulteriore infarto. Il mondo non sembra preoccuparsi molto di lui e a questo punto Randy preferisce morire acclamato che continuare a vivere una vita da invisibile.

The Wrestler ci ricorda con dolorosa consapevolezza la fragilità della condizione umana… sconsigliato a chi è già sul depresso prima di andare al cinema ;-)

Benjamin Button

Il film “Il curioso caso di Benjamin Button”  narra la storia di un singolare personaggio che vive la propria vita al contrario, cioè nasce vecchio per ringiovanire progressivamente e morire bambino.

L’effetto finale è davvero straordinario e se siete curiosi di vedere come lo hanno realizzato qui c’è un bellissimo video che racconta la lavorazione del film.