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Random thoughts about technology and philosophy

Happy new year !!!

Certo che se leggi il giornale non è che ci sia proprio molto da festeggiare: guerra nella striscia di Gaza, crisi economica e le dichiarazioni farneticanti di Berlusconi, il cui primo proposito è ovviamente la riforma della Giustizia… utile per carità, ma forse meno utile di altre cose… comunque il politico è lui e vedremo se la storia gli darà ragione.

Leggevo sul libro di Vittorio Zucconi che la cosa che più gli piace degli Stati Uniti è che, nonostante i loro enormi difetti, gli Americani dimostrano di saper cambiare, spesso in modo radicale e contro tutte le aspettative, mentre noi Italiani no.

Speriamo di poter smentire questa affermazione, diciamo che è la mia speranza per il prossimo anno anche se, avendo letto già da diversi anni “Dialogo di un venditore di almanacchi e di una passeggere” di Leopardi, la mia è una “speranza con riserva” :)

Per chi non lo avesse letto lo riporto qua sotto, è sempre una bella lettura: 

Vend. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?

Pass. Almanacchi per l’anno nuovo?

Vend. Sì signore.

Pass. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?

Vend. O illustrissimo, sì, certo.

Pass. Come quest’anno passato?

Vend. Più più assai.

Pass. Come quello di là?

Vend. Più più, illustrissimo.

Pass. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?

Vend. Signor no, non mi piacerebbe.

Paas. Quanti anni nuovi sono passati dacchè voi vendete almanacchi?

Vend. Saranno vent’anni, illustrissimo.

Pass. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?

Vend. Io? Non saprei.

Pass. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?

Vend. No in verità, illustrissimo.

Pass. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?

Vend. Cotesto si sa.

Pass. Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?

Vend. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.

Pass. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta nè più nè meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?

Vend. Cotesto non vorrei.

Pass. Oh che altra vita vorreste rifare? La vita c’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?

Vend. Lo credo cotesto.

Pass. Nè anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?

Vend. Signor no davvero, non tornerei.

Pass. Oh che vita vorreste voi dunque?

Vend. Vorrei una vita così come Dio me la mandasse, senz’altri patti.

Pass. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?

Vend. Appunto.

Pass. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascono è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato che il bene; se a patto di riavere la vita di prima con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?

Vend. Speriamo.

Pass. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.

Vend. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.

Pass. Ecco trenta soldi.

Vend. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

G. Leopardi

Sumopaint

Non mi ricordo più se lo avevo già postato, comunque oggi ne parlavo con Luca, Giorgio e Matteo e allora riporto il link di nuovo: http://www.sumopaint.com.

Si tratta di un editor di immagini molto sofisticato, simile a photoshop, ma che gira in un browser !!! Davvero un ottimo complemento alla suite on-line di Google.

Mac Gyver 2

lampadaDopo alcuni consigli dell’esperto, e numerose saldature, ecco la mia meravigliosa lampada all’opera :)

Mac Gyver

gatto-babbo-nataleQuelli della mia generazione, specialmente i maschietti, non possono non aver amato Mac Gyver, la mitica serie televisiva degli anni ’80. Mac Gyver è una specie di agente segreto che, con un cacciavite e poco altro,  riesce a costruire di tutto, dal telefono improvvisato ad una bomba nucleare. 

Beh oggi, nel mio piccolo, mi sono sentito un po’ Mac Gyver perché ho smontato e rimontato due lampadari, rifacendo i collegamenti elettrici, ho riverniciato un pezzo di muro macchiato dall’umidità e poi, non ancora contento, ho smontato completamente una lampada che si era bruciata tempo fa.

I lampadari mi hanno dato abbastanza soddisfazione, uno dei due funziona bene, l’altro è rimasto con il suo difetto, ma credo che qua ci vorrà l’intevento di un elettricista serio. La lampada invece si è rifiutata di funzionare, nonostante tutti i miei interventi. Ho sostituito dei fili bruciati, ho sostituito i mammoth di collegamento tra i fili anch’esso bruciati, ho risaldato una bobina sulla scheda del trasformatore che si era staccata… ma la luce non è arrivata… ;-)

Al dilà dei risultati scarsini però ho apprezzato molto il ritorno ad un po’ di sana attività manuale, a volte trascorro così tanto tempo davanti allo schermo di un computer che mi sembra di non saper fare altro, ma basta rimettersi in mano un cacciavite e un saldatore per ricordare vecchie sensazioni che parevano sepolte. 

Se proprio mi devo fare un augurio per il Natale e  per il nuovo anno, vorrei che fosse quello di avere un po’ più di tempo per me stesso, anzi ora che ci penso è un augurio che vorrei fare proprio a tutti, corriamo così tanto che spesso ci dimentichiamo delle cose più preziose.

Buon Natale.

Cena pre-natalizia del treno

CenaCurvone_19122008

Wall-e

Con incredibile ritardo stasera ho finalmente visto Wall-e. Erano un po’ di giorni che rimandavo, aspettando un momento di tranquillità perché, come tutti i film della Pixar, è un evento che merita l’attenzione e la disposizione d’animo giusta.

La migliore definizione che mi viene in mente è quella che ha dato Frenk tempo fa: Poesia pura. 

Wall-e è un piccolo robot compatta rifiuti che da 700 anni fa quello per cui è stato programmato, guardando il cielo, forse in cerca di una speranza, e mettendo da parte tutti gli oggetti che stuzzicano la sua sfrenata curiosità.

Un giorno arriva sulla terra un robot esploratore di nove Eve, con cui Wall-e stringe amicizia e di cui poi si invaghisce. Eve è alla ricerca di forme di vita vegetali e appena si imbatte in una piantina la sua programmazione la costringe a tornare all’astronave madre.

Wall-e però non si arrende e la insegue aggrappandosi all’astronave che parte, facendosi trasportare nello spazio fino all’astronave madre dove vivono da secoli gli umani scappati dalla terra, ormai imbolsiti e incapaci di muoversi e di avere contatti fra loro.

Il capitano della nave vede la piantina e vorrebbe riportare l’astronave sulla terra, come indicano le sue istruzioni, ma il computer di bordo, una versione moderna di Hal di 2001 Odissea nello spazio, cerca in tutti i modi di impedirglielo

Wall-e e Eve si schierano con lui e danno vita ad un caos tremendo che cambia completamente il corso degli eventi e restituisce speranza e dignità agli ultimi superstiti del genere umano.

Il film, e in particolare il rapporto tra i due robot, è tenero e poetico, ma affronta anche temi importanti come il rispetto dell’ambiente e la progressiva distruzione del nostro pianeta, forse con un occhio particolare alla società americana.

Se si fa una passeggiata in una qualunque città negli States si incontrano talmente tanti grassoni, appena capaci di muoversi e attaccati al loro bibitone pieno di caffè, che quelli che si vedono nel film non sembrano poi tanto strani ;-)

Se non lo avete visto è assolutamente da non perdere, ancora una volta la Pixar ha sfornato un capolavoro.

Movies

Anche quest’anno ho beccato la regolare influenza di stagione e quindi approfittando di qualche giorno di riposo forzato mi sono visto (e rivisto) un po’ di film.

Per citare i classici mi sono rivisto: 

  • Robocop: piccolo capolavoro di altri tempi, un poliziotto metà uomo e metà macchina, costruito cancellando la memoria del vero poliziotto ucciso da un gruppo di criminali e che riscoprirà suo malgrado la sua vera identità, sullo sfondo di un mondo sempre più crudele e criminoso, dove piuttosto che controllare il crimine si pensa di costruire una nuova parte della città che ne è priva.
  • Incontri ravvicinati del terzo tipo: Uno dei primi grandi film sugli alieni, che stavolta però sono buoni, a differenza di quelli di tutti i film anni 50 che arrivavano di corsa a conquistarci… chissà perché una trentina di anni dopo però sono tornati ad essere cattivi…
  • LadyHawke: favola fantasy di tanti anni fa, ma sempre piacevole, con la splendida Michelle Pfeiffer, condannata a diventare un falco di giorno, mentre il suo uomo è condannato a diventare un lupo di notte, una maledizione terribile che gli impedisce di incontrarsi ma che forse può essere spezzata…
Della serie invece “film che non ho mai visto ma che valevano davvero la pena…” vi segnalo “Il labirinto del fauno”, dello spagnolo Guillermo del Toro. 
 
Un film definibile in una sola parola: bellissimo.
 
Ambientanto negli anni della conquista del potere di Francisco Franco in Spagna, dove una giovane donna risposa un malvagio capitano dell’esercito, da cui aspetta anche un bambino, pur di salvare la propria vita e quella di sua figlia Ofelia.
 
Ma la bambina, trasportata suo malgrado nel campo dei soldati, viene contattata da alcune creature magiche che la portano al cospetto di un vecchio fauno, che le rivela la sua vera identità. 
 
Ofelia è la figlia del re del mondo nascosto, che si è smarrita tanto tempo fa nel mondo degli uomini, se però vorrà far ritorno nella sua terra dovrà superare tre prove, per dimostrare che la sua anima ne è ancora degna.
 
Il film scorre in un delicato equilibrio tra il mondo fantastico e le inquietanti creature che Ofelia incontra, e la ben più inquietante malvagità gratuita e terribile del capitano, sullo sfondo della lotta di un gruppo di ribelli che è disposto a sacrificare la vita piuttosto che piegarsi alla dittatura.
 
Una favola “realistica”, intrisa di tristezza e di malinconia, ma anche di un pizzico di fantasia e di speranza, sospesa tra il mondo “sotterraneo” e quello di tutti i giorni, non si sa quanto quello “sotterraneo” sia oscuro e quanto l’altro sia luminoso, forse dal punto di vista dell’illuminazione vince il nostro, ma se guardiamo la luce delle nostre anime… chissà.

Christmas is coming…

My littleChristmas tree

Alberello

Alberello

Controsensi

Questo è quello che mi dice il sito di Telecom Italia stasera… la mia “assistente digitale” non è disponibile… cos’è successo ? E’ uscita a comprare i regali di Natale ? ;-)