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Random thoughts about technology and philosophy

Le leggende del mondo emerso

Tanto per variare le mie letture di questi ultimi tempi ho appena finito un altro mattoncino fantasy “Il destino di Adhara” della nuova saga “Le leggende del mondo emerso” di Licia Troisi.

Finora avevo apprezzato parecchio i libri di questa giovane autrice italiana, ma questo non mi ha convinto tantissimo, forse perchè avevo appena finito l’altro e quindi il “contrasto” fra i due universi ha avuto il suo peso… vedremo con il seguito della storia.

Le vicende sono ambientate nell’universo fantastico chiamato”Mondo Emerso”, circa 50 anni dopo quelle narrate nella trilogia precedente. Dopo un lungo periodo di pace una nuova minaccia incombe sul mondo, sotto forma di una terribile pestilenza che prelude ad una nuova guerra fra razze. A decidere le sorti di questa guerra sono stavolta un giovane cavaliere di Drago e una ragazza senza memoria, che il destino farà incontrare e scontrare, intrecciando le loro vite in una trama complessa e terribile.

Per chi pensasse che questo genere di libri siano solo prodotti della fervida fantasia di qualche scrittore, provare a sostituire i termini “Mezzelfo” con “Arabo”, umano con “Americano”, gnomo con “Cinese” e forse le guerre e le tensioni narrate non sembreranno poi così estranee, in fondo il fantasy (scritto da autori umani) ripropone sempre l’eterna lotta tra il bene e il male che caratterizza il nostro mondo.

Nel frattempo ho deciso che mi procurerò una bella saga più vecchia, così potrò leggerla tutta dall’inizio alla fine, senza aspettare i 3 anni che gli autori ci impiegano a finirla ;-)

Brisingr

In una giornata in cui ho dedicato molto tempo alla lettura ho divorato le 500 pagine restanti di Brisingr, terzo capitolo della saga di Christopher Paolini, iniziata con Eragon e Eldest.

Per la verità all’inizio doveva essere una trilogia, ma poi è diventata una saga di quattro libri, chissà se per la ragione che dice l’autore, ovvero il numero di pagine esagerato del terzo volume, oppure se per puri motivi pubblicitari e di guadagno.

Molti non amano i libri fantasy, molti li giudicano tutti uguali e ripetitivi… non so se hanno ragione, ma a me piacciono molto, se non altro per la semplice ragione che mi trasportano per qualche ora in un mondo di draghi, elfi e creature magiche e restituiscono alla realtà un pizzico di magia che la vita quotidiana spesso ci impedisce di percepire.

Tra l’altro, spulciando a destra e sinistra, ho scoperto che è uscito da poco anche il primo libro di una nuova trilogia di Licia Troisi, altra autrice fantasy che apprezzo molto… domani dovrò comprarlo !!! Peccato che libri così piacevoli e nei quali i ragazzi potrebbero trovare delle belle alternative agli insulsi programmi televisivi o alle innumerevoli e vuote ore passate sui social network, costino così tanto… anche in questo la logica di mercato impone le sue spietate regole… ma il mondo lo abbiamo fatto per noi o per servire qualche oscuro signore che controlla le nostre azioni ??? Boh, ci vorrebbe un “mago per capirlo” ;-)

The big switch

Continuo a non capire perché i traduttori italiani si ostinino a dare ai libri un titolo che non c’entra mai niente con quello originale e, se possibile, di renderlo più catastrofico. 

E’ il caso di questo interessante saggio che in inglese si chiama appunto “The big switch”, mentre in italiano è stato tradotto con “Il lato oscuro della rete”.

Il libro parla dei cambiamenti che sta subendo il mondo informatico in conseguenza dello sviluppo sempre più pervasivo di Internet e cerca di immaginare quale potrà essere lo scenario IT nei prossimi anni e quali sono i benefici e i rischi per le aziende e per la società.

Personalmente ho trovato estremamente interessante la parte che descrive l’evoluzione del “Cloud Computing”, ovvero di quella tendenza per la quale molte aziende smantellano le loro infrastrutture interne per servirsi di software residente all’esterno, comprandolo come un servizio. Molto affascinante il paragone con l’energia elettrica, inizialmente prodotta all’interno delle stesse aziende (si parla dei primi del ’900) e poi invece decentrata nelle centrali elettriche.

Meno interessante, e molto più soggettiva, secondo me, la parte relativa ai rischi connessi alla nuova struttura informativa che si va delineando,in particolare il rischio del controllo da parte delle autorità e della censura.

Una lettura comunque molto valida, specialmente per chi opera oggi nel campo dell’IT.

Tesla Roadster

Certo che se Nikola Tesla fosse ancora vivo forse un pochino si astierebbe, sapendo che il suo nome è associato ad una rombante macchina sportiva che “vagamente” si associa a lui per il fatto di essere elettrica.

Fatto sta che questo mostro da 110.000 Dollari ha un motore elettrico che fa più rumore in funzione della velocità… tante volte il suo possessore dovesse patire del fatto che, pur andando a 300 Km orari, non si sente il rumore.

Questa è una significativa prova che l’evoluzione non è proprio un meccanismo perfetto, se lascia in giro ancora simili teste ;-)

Some pictures

Purtroppo sono diverse settimane che uno dei gatti dei miei è scomparso, così per ricordarlo oggi ho pubblicato qualche foto.

Back from Annozero

Ieri sera, grazie alle potenti “connection” di Jim sono andato a vedere in studio la puntata di Annozero. Avevo avuto occasione anche in passato, ma alla fine avevo sempre evitato perché Santoro non mi sta particolarmente simpatico.

Alla fine però lo spettacolo è stato interessante. La puntata di ieri verteva sul post elezioni negli Stati Uniti e sostanzialmente la domanda era: Obama è un pazzo che fa promesse che non potrà mai mantenere, oppure è un visionario che ha capito che se non si ridistribuisce veramente la ricchezza, l’economia non decolla ?

Gli interventi e i servizi sono stati molto interessanti, anche se Santoro tende a parlare sopra ai suoi ospiti e talvolta li interrompe mentre esprimono un concetto interessante, che magari però non è quello che aveva pensato lui.

Credo che il servizio che più ha scioccato tutti sia stato l’intervista a un ex membro del Ku Kux Klan, che ora è a capo di una organizzazione di “puristi della razza” di cui ora non ricordo il nome. Questo tipico gigantesco ciccione americano, dotato di fucile e guardia del corpo, non ha esitato a dire di essere razzista, che l’unione di persone di diverse razze è un “abominio” e che andrebbe punito con la morte. 

Naturalmente Obama, in quanto frutto di un incrocio e quindi non proprio nero… (abbronzato, come dice il nostro ridicolo Presidente del Consiglio), va ucciso al più presto e lui è convinto che qualcuno lo farà. Anzi ha detto esplicitamente che lo farà sicuramente un cecchino, perché tra loro ci sono molti buoni tiratori.

La cosa buona però, come ha sottolineato ieri Michael Moore, è che queste persone non sono più la maggioranza e questo forse apre la speranza di un futuro migliore. Non so se Obama potrà mantenere tutte le promesse che ha fatto, ma intanto considero un gigantesco cambiamento di rotta la sua elezione e sono convinto che porterà comunque qualcosa di diverso.

Certo a sentir parlare gli ospiti in studio della situazione italiana un po’ di invidia per gli States mi prende… chissà se riusciremo mai a superare la nostra innata “furbizia” e a cercare di mettere al governo qualcuno capace, invece di qualcuno che, siccome è ricco, allora arricchirà tutti… male che vada comunque io ora vedo più vicino il mio piano B. Con Obama al governo e scegliendo una città un po’ Europea e non troppo fredda come San Francisco… beh forse posso emigrare davvero :)

America !!!

Barack Obama ce l’ha fatta, e anche con un largo consenso. Ne avevo già avuto sentore ieri sera leggendo delle lunghe code per votare e forse ne avevo avuto idea anche visitando gli States e sentendo quello che le persone dicevano.

La mentalità americana è molto diversa dalla mia e probabilmente avrei difficoltà a vivere lì, ma devo riconoscere che ogni tanto l’America è davvero il paese dove tutto è possibile.

Credo che questa vittoria sia simbolica per tante ragioni: 

  • Obama è giovanissimo, meno di 50 anni (Italia prendi esempio)
  • Obama è afro-americano (e gli States sono il paese del Ku Kux Klan)
  • Obama non è un reduce del Vietnam e forse la guerra globale non è il suo obiettivo primario

Credo che tutto il mondo gli terrà gli occhi puntati addosso e si aspetti molto da lui, e credo anche che non avrà vita facile, con tutti i disastri dell’economia e le tante sfide da affrontare, ma penso che davvero si trovi ora ad incarnare la speranza di un cambiamento globale, un cambiamento che non potrà non riflettersi anche nella nostra vita quotidiana. 

Come spesso succede nel mondo globalizzato infatti, le decisioni prese oltre oceano hanno profonde ripercussioni anche da noi, e per la prima volta mi trovo a sperare che le abbiano in positivo. 

Credo che in questo inizio di 21° secolo ci siano tutti i presupposti per un miglioramento generale della nostra vita.

Il progresso tecnologico, la ricerca scientifica e i giganteschi passi avanti della medicina ci consentirebbero di vivere meglio e più a lungo, eppure proprio ora c’è stato un inasprirsi dei contrasti fra i popoli, delle guerre e delle intolleranze, quasi come se in qualche modo il lato oscuro dell’uomo dovesse necessariamente manifestarsi.

Speriamo che questa vittoria elettorale possa essere un’inversione di rotta, verso un mondo di maggiore tolleranza e di rispetto reciproco, nel quale invece di investire (?) 600 miliardi di dollari in una guerra senza senso se ne possano investire magari solo 50 in qualcosa che migliori le nostre esistenze.

Good luck, mr President.