Icon
Icon

Random thoughts about technology and philosophy

La legge di Fitts

Molte persone che si occupano di sviluppo software e di web non hanno mai letto un libro che parla di design e di ergonomia, sarò forse per questo che molte interfacce grafiche e molti software lasciano parecchio a desiderare dal punto di vista dell’utilizzatore.

Questo articolo invece è un esempio dell’esatto contrario, ovvero l’applicazione di un noto principio di design, chiamato legge di Fitts, alla progettazione di un menù contestuale più efficace.

La legge di Fitts enuncia il semplice principio che più un bersaglio è grande e vicino e più è facile colpirlo, ergo quando pensiamo a qualcosa da cliccare sullo schermo ne dovremmo assolutamente tenere conto. La formula è : T = a+b log2(D/W+1), dove D e W sono la distanza dell’oggetto e W la sua grandezza, se fate i conti (magari dopo aver letto l’articolo), vi convincerete che questi due parametri pilotano il tempo T necessario a raggiungere il bersaglio :)

Emoticons

Se pensate che il nostro modo di scrivere sia cambiato con l’avvento di Internet e dei telefonini, con l’abitudine di usare abbreviazioni e faccine sorridenti, questo fa per voi.

Ted assume

Per tutti i coraggiosi che non hanno problemi a spostarsi negli States ! Ted sta cercando uno sviluppatore Web. Per chi non lo sapesse Ted organizza conferenze a cui partecipano una moltitudine di cervelli, tra premi nobel, scienziati, designer e uomini di cultura di ogni tipo.

Davvero una bella occasione :)

Malesseri e sondaggi

Quando ero studente mi colpivano molto quelle opere in cui si parlava di relativismo e di inconoscibilità della realtà, tipo “Così è se vi pare” di Pirandello, oppure per citare un autore straniero “Il processo” di Kafka. 

In molti di questi capolavori si verificano situazioni in cui non si riesce a capire, in nessun modo, quale sia la verità, situazione grottesca per la nostra mente razionale che è abituata a distinguere abbastanza nettamente le cose. 

Stasera leggendo alcuni giornali on-line mi è venuta una sensazione simile. Ho visto le immagini in televisione del Circo Massimo gremito di gente e secondo gli organizzatori c’erano 2.5 milioni di persone, poi poco più sotto c’è la dichiarazione di Gasparri che dice che invece c’erano si e no 300.000 persone e che la manifestazione è stata un flop… chissà quale sarà la verità sui numeri.

Quello però che mi pare significativo, e che i numeri non rilevano assolutamente, è il grosso disagio sociale  nella scuola, nelle università e in molte realtà lavorative che sono sull’orlo del baratro a causa delle difficoltà dell’economia globale e delle disfunzioni del nostro sistema economico nazionale.

Di fronte a questo disagio mi pare arrogante e presuntuoso liquidare le proteste come se fossero una perdita di tempo, oppure minacciare di mandare la Polizia nelle Università, soprattutto se ad essere autori di questi comportamenti sono esponenti del Governo o addirittura lo stesso Presidente del Consiglio. 

L’insofferenza di chi è abituato ad avere il potere e non tollera contestazioni è un segnale preoccupante, perché rivela la personalità che si cela dietro ai finti sorrisi. Chi governa lo fa in nome e per conto dei cittadini Italiani e se una quantità numerosa di persone protesta vuol dire che forse qualcosa non va nel verso giusto. D’altra parte la storia insegna che le persone potenti raramente hanno compiuto atti illuminati e magnanimi nei confronti del Popolo… curiosamente però molti elettori Berlusconiani sono convinti che, siccome Berlusconi ha i soldi, allora non cercherà di rubarne altri e farà cose più giuste.

Personalmente non ho assolutamente apprezzato ciò che ha fatto finora il governo in carica, perché non mi piace la demagogia come il togliermi 50 euro di ICI per darmi un paese peggiore oppure trasformare il problema dell’immigrazione e della legalità in una specie di emergenza nazionale.

La paura del terrorismo ha consentito a Bush di persistere nella sua folle politica estera spendendo 600 miliardi di dollari per la guerra in Iraq, ma ora Barack Obama, che ha pure l’handicap di essere nero, ha 12 punti di vantaggio sul suo rivale, e quindi forse ci si dovrebbe far venire qualche sospetto sulla validità a lungo termine delle politiche demagogiche… alla fine i problemi reali tornano prepotentemente a bussare alla porta della gente normale.

Viva la libertà di manifestare il proprio dissenso allora, ciascuno nei modi e nei tempi che ritiene più giusti.

Design as art

Ieri sera parlavo con Jim e Massimiliano del sito ted.com e, complice anche il vino di Roberto, ne decantavo le virtù di contenitore di idee e spunti di riflessione.

Così stamattina ho fatto un po’ di zapping nel sito e mi sono imbattuto in questi due video di Paola Antonelli, italiana trapiantata negli States da 13 anni, che dirige il dipartimento di “Architettura e Design” del Moma di New York.

I video parlano di Design, visto come una forma d’arte e nel suo rapporto con la scienza. Assolutamente fantastici da guardare sotto diversi profili: 

  • Il fascino e la passione per il proprio lavoro di Paola Antonelli
  • L’innovatività degli oggetti inquadrati nello sfondo
  • L’idea di mettere a confronto cose apparentemente distanti per scovare relazioni che altrimenti non avremmo mai trovato
Insomma, dopo una settimana passata a combattere per la sopravvivenza economica questo è cibo per la mente, è carburante che serve a mantenere in vita i neuroni della creatività e forse a trovare anche qualcosa di più innovativo nel proprio quotidiano.
  1. http://www.ted.com/index.php/talks/paola_antonelli_treats_design_as_art.html
  2. http://www.ted.com/index.php/talks/paola_antonelli_previews_design_and_the_elastic_mind.html

Con il passare del tempo tendo a trovare relazioni sempre più profonde fra cose assolutamente diverse, forse perché non ho il tempo di farne molte e quindi cerco di collegare quelle che faccio… o forse perché con gli anni qualche granello di consapevolezza in più si è depositato in fondo al mio zainetto di esperienze.

Comunque sia questo discorso sul design, sulla ricerca della bellezza e dell’essenzialità degli oggetti che si concretizza in oggetti dalle forme essenziali e dalla funzionalità totale, mi ricorda molto il principio in base al quale si studia l’aikido. Una lezione di aikido funziona nello stesso modo sia per le cinture nere 7 dan che per i principianti, ciascuno ripete delle tecniche, magari già viste centinaia di volte, per trovare in esse la vera essenza e riprodurle nel modo più vicino possibile alla perfezione. 

Quando si diventa esperti di qualcosa si tende a dimenticare i fondamenti, nell’aikido questo non succede, perché anche un grande esperto può riscoprire, facendo un movimento basilare, di aver tralasciato qualcosa e sentire per un momento di doverlo riapprofondire, per poi reinserirlo istintivamente nel suo bagaglio di movimenti sofisticati e leggeri che lo rendono come una danza. 

In un mondo in continua corsa verso l’accumulo di cose spesso inutili ed effimere, esplorare alla ricerca della vera essenza e dei pochi principi che muovono le cose mi sembra un’idea rivoluzionaria anche se, nella sua semplicità, dovrebbe già essere uno dei principi fondamentali del nostro percorso.

Happy Birthday !!!

Lo so, lo so, non ci si fanno gli auguri da soli. E’ come andare in vacanza e spedirsi una cartolina a casa… però il bello di avere un blog è che puoi fare un po’ come ti pare… al massimo i tuoi quattro lettori ti mandano a quel paese quando lo leggono… e proprio i più intraprendenti ti scrivono un commento al vetriolo ;-)

Comunque il post era solo per scrivere la mia citazione del giorno, che in realtà mi è stata mandata come augurio per il mio compleanno. In realtà me l’hanno mandata in italiano, però siccome io sono anglofono, la voglio riportare in originale, anche perché c’è un sottile gioco di parole che si perde in italiano:

Yesterday is history, tomorrow is a mistery, today is a gift. That’s why it’s called the present

La dice il maestro tartaruga in Kung Fu Panda, meraviglio film che vi consiglio ancora una volta. Il gioco di parole che si perde è ovviamente quello tra present = regalo e present=presente

Momenti di assoluta permanenza nel presente…

Quattro chiacchiere tra amici e quattro tiri di pallone con Argo… anche se lui usa i denti invece dei piedi ;-)

Thoughts…

Ultimo weekend da 36-enne… mamma mia che impressione !!! Certe volte il tempo mi sembra sia trascorso in un soffio, altre mi sembra che sia stato lentissimo. Il mio compleanno mi fa venire  voglia di fare dei bilanci e di capire dove sto andando e come ci sono finito… ma resisterò alla tentazione.

Ormai ho imparato il valore della strada che si percorre, ho deciso da tempo la direzione in cui vanno i miei sforzi e rinunciato a certe gratificazioni materiali che mi sembrano sempre più futili, in nome della crescita e della soddisfazione personale… in altre parole sarà un compleanno sereno, ci sono tante cose che vorrei e che non ho, ma non importa, lavorerò per fare ancora qualcosa di più.

Passando ad argomenti più futili invece consiglio a tutti la visione di Kung fu Panda, che ho rivisto per la terza volta anche in lingua originale, mentre non mi ha entusiasmato il nuovo film con Michael Douglas che si chiama “Scoprendo Charlie” o qualcosa del genere. Per la prima volta lui non sembra uno psicopatico, anche se nel film recita la parte di uno spostato… peccato hanno sprecato una buona occasione secondo me.

Seguirà a breve la recensione dell’Eleganza del Riccio che, dopo molti pareri positivi, ho finalmente comprato.

Ma

Ebay

Ebay mi è sempre stata sulle scatole, però ha un presidente simpatico, leggete la sua dichiarazione, taglia 1000 posti di lavoro per acquisire due siti di servizi on-line e supportare la “crescita”…

Hazy connections

Ogni tanto ho l’impressione che le cose non accadano separatamente, anzi mi sembra quasi di intravedere una connessione fra loro, magari confusa e indistinta. Quando provo però a cercare di vedere meglio è come se mi svegliassi da un sogno e tutto rimane come prima.

La sensazione che le cose non siano casuali però mi rimane, anche se non so trovare una spiegazione razionale. Il tema conduttore di questi ultimi due giorni non è piacevole, anzi è forse l’unico vero problema che ci si trova ad affrontare nella vita, ovvero la morte.

Nel giro di poco tempo il fratello di mio cognato ha avuto un incidente gravissimo in cui ha sfiorato la morte per un soffio, anzi al momento è ancora in prognosi riservata. Nelle stesse ore è morta una mia vicina piuttosto giovane,  e stamattina passando per caso dentro la città ho visto un manifesto funebre che ha attirato il mio sguardo. Era quello della mia professoressa di diritto alle superiori.

Curiosa la vita, erano anni che non pensavo più a lei ed era anche molto tempo che non la vedevo. Era una persona un po’ strana e quindi per questo il bersaglio preferito di tutta la mia scuola. I giovani sanno essere impietosi con i difetti degli altri perché loro non hanno ancora imparato a vedere e a convivere con i propri.

Fatto sta che questa professoressa era alla soglia della pensione già 18 anni fa, quando io mi diplomai e quindi dopo la scuola l’ho persa completamente di vista. Oggi vedere quell’annuncio mi ha fatto un certo effetto, forse perché quando muore qualcuno che è stato parte del tuo passato, specialmente di un passato così fondamentale per la formazione di una persona come quello delle superiori, è un po’ come se ti strappassero via una parte dei tuoi ricordi.

Nonostante tanta riflessione è ancora lunga la strada per accettare il fluire del tempo e della vita che vi è immersa.