Sep 26, 2008 2
Flowing
Quest’oggi scriverò un post un pò più personale. La maggior parte delle cose che ho scritto sul blog negli ultimi mesi sono di carattere riflessivo, forse indizi di una personalità, ma tutto sommato superficiali rispetto alla mia vita interiore.
Oggi voglio condividere invece una sensazione strettamente privata, in cui forse qualcuno può riconoscersi.
La vita non è sempre semplice e non abbattersi davanti alle difficoltà è davvero un’impresa, anche se io, almeno a detta di molte persone, ho un atteggiamento molto zen rispetto alle cose. Ma i miei momenti di sconforto e di scoraggiamento naturalmente li ho eccome, giorni in cui avverti quel sottile velo di tristezza che cerchi magari di nascondere comprando qualche inutile cavolata.
Da qualche tempo però l’atteggiamento con cui affronto queste situazioni è cambiato e si è riflettuto anche in una maggiore serenità esteriore. Con il tempo ho imparato a considerare problemi le cose veramente serie e a non fare un dramma di tutte le altre, evitando così le nevrosi che molte persone intorno a me sembrano avere per i problemi più insulsi.
Tuttavia ogni tanto mi mancava una valvola di sfogo, sentivo di riuscire ad aggirare fluidamente gli ostacoli, ma qualche cosa sembrava rimanermi attaccato addosso. Poi ho ricominciato a fare più attività fisica, passando tutta l’estate a correre con regolarità e magicamente anche questi residui hanno cominciato a staccarsi.
Due settimane fa l’incontro fatale con l’Aikido, un arte marziale che avrei voluto praticare da molti anni, più o meno da quando ho smesso di fare Karate e ho provato spasmodicamente un po’ tutti gli sport, iscrivendomi in palestre in cui ho fatto si e no la prima lezione.
L’Aikido non si può raccontare a parole. E’ un’arte che ha radici antiche e il nome suona come “Disciplina che conduce all’unione ed all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo” (Da wikipedia). E’ un’arte difficile, intrisa di meditazione, di sforzo, di fatica per arrivare alla consapevolezza del proprio corpo, dei propri movimenti, fatti in comunione con il cervello che deve essere acceso ma non troppo, vigile ma non vincolante, una specie di danza spettacolare da vedere ma estremamente complessa da imparare.
Dopo qualche lezione di fatica (pochissime naturalmente) la cosa che più mi ha colpito (sia dell’Aikido che di me stesso) è che l’essenza di questa arte non sta tanto nell’imparare tecniche più o meno evolute, ma nella via che ti porta a padroneggiarle meglio, esplorando e conoscendo te stesso. Una via che parte dall’accettazione che il cammino verso la crescita non ha un termine, appena si diventa esperti di qualcosa, emerge subito una nuova sfida.
Qui non si tratta di conquistare cinture, gradi e punti, ma di mettersi di fronte ai propri limiti e a trovare l’umiltà ed il coraggio di affrontarli, con la consapevolezza che se ci saranno grandi risultati meglio, se non ci saranno comunque la strada che avrai percorso avrà comunque l’inestimabile valore di aver fatto crescere la tua persona e la tua armonia con il mondo (avrei potuto scrivere Univeso… ma forse sarebbe stato troppo altisonante…)
Si incappa spesso in cose negative, qualche volta si trovano invece inaspettatamente cose buone, vicine a te e neppure molto costose











