Archive for January, 2008

Back from NY City

Thursday, January 31st, 2008

Statue of LibertyLunedì mattina, con quasi svizzera puntualità, siamo tornati da NY City. La mia prima impressione, appena scesi dall’aereo, è di essere in Africa; dopo 5 giorni al di sotto dello zero (e spesso anche di parecchio…), la nostra temperatura mi è sembrata paradisiaca.

Di questo viaggio porto con me un bel ricordo, la città è bella e le cose da vedere sono tante, anche se, come avevo già accennato nel mio post precedente, non credo che la potrei mai considerare una casa.

Troppa diversità di mentalità, troppe cose fatte in una maniera che per me non è quella giusta. In particolare mi colpisce la spiritualità ridotta di questo popolo, la loro pragmatica attenzione alla vita quotidiana e alle cose materiali che danno la misura di chi sei.

Ho scritto anche un piccolo diario di viaggio, come peraltro avevo fatto anche in California qualche anno fa; questa volta però non ci sono molte annotazioni personali, è piuttosto una semplice cronaca dei fatti che magari se avrò tempo e voglia trascriverò in formato elettronico.

Per ora ho messo su Picasa le foto, se volete dare un’occhiata… Enjoy

New York tales

Saturday, January 26th, 2008

La vacanza a NY e’ quasi finita, domani pomeriggio si riparte. In pochi giorni abbiamo fatto una cinquantina di kilometri a piedi per vedere tutto il vedibile, oggi giornata di shopping alla ricerca di souvenir e occasioni da dollaro basso :-)

L’impressione a caldo sulla citta’ e’ quella di un posto enorme, molto diverso da tutta l’america che avevo gia’ visto, pieno di bella gente e di vita, ma come al solito non ci rimarrei nemmeno a pagamento… soprattutto perche’ la temperatura media di questi giorni e’ stata tra -8 e 0… Decisamente troppo freddo per i miei gusti…

Let’s fly… let’s fly with me…

Saturday, January 19th, 2008

Pa18Qualcuno riconoscerà le parole di una vecchia canzone di Frank Sinatra, ma per me questo è stato il mantra degli ultimi due giorni e anche se non sono mai stato un amante del volo ho dovuto parzialmente rivedere le mie opinioni al riguardo.

Giovedì mattina ho preso l’aereo per Milano e per due giorni sono stato al lavoro su un progetto di rilevazioni di incendi, un dispositivo montato su un piccolo aereo chiamato PA18.

Ho lavorato in parte in un hangar di Linate ed in parte nel piccolo aeroporto di Bresso, poco distante da Milano; sono stati due giorni piuttosto duri, ma dopo molte peripezie sono anche riuscito a far funzionare tutti i dispositivi e a far rientrare l’emergenza.

Ma la cosa importante è che, per la prima volta, ho potuto guardare da dietro le quinte il mondo dell’aviazione e di apprezzarne sia le soluzioni tecniche che l’immensa passione che muove le persone che ci lavorano. In particolare mi hanno colpito le conversazioni  con Giancarlo, il meccanico che lavorava con me sull’aereo, che mi ha raccontato un po’ delle sue esperienze dagli anni 60 ad oggi e mi ha mostrato un po’ del suo mondo con i suoi modi tranquilli ed il suo fare garbato.

Sarà che di solito sono abituato a vedere e spesso a fare software inutile, sarà che molte delle persone che incontro sono arriviste e senza scrupoli, sarà pure che molto spesso parlano di cose fumose e prive di senso, sarà per tutti questi motivi che invece ho trovato tanto “pulita” la passione per un oggetto complesso e affascinante come un aereo.

Certe volte è bello abbandonare i propri pensieri confusi,  accorgersi che esistono mondi completamente diversi e aprire una finestra là dove non pensavi che esistesse.

Vendo nikon

Wednesday, January 16th, 2008

Vendo Nikon D70s con obiettivo nikon in dotazione equivalente 28-100 + obiettivo tele+macro della Sigma 70-300, a causa dell’ormai inesistente tempo di usarla.

La macchina è in ottime condizioni, prezzo 500 Euri per tutto (solo l’obiettivo ne costa 300).

Foto:

Nikon1

Nikon 2

Nikon 3

Ballarò, part III

Saturday, January 12th, 2008

Martedì scorso sono stato tra il pubblico di Ballarò per la terza volta e ormai mi sono fatto un’idea precisa di come funziona questa trasmissione e, immagino, quelle simili.

Si tratta di un prodotto televisivo, dove poco è lasciato al caso. Gli interventi delle persone sono incasellati in precisi spazi temporali, che generalmente vengono rispettati, anche se in qualche occasione il litigio che si vede in televisione è reale e Floris (il conduttore) fa fatica a seguire la scaletta.

Molto più spesso, a telecamere spente, gli stessi politici che si azzannavano poco prima, conversano amabilmente come se fossero persone diverse.

Il tema della puntata dell’altra sera era la domanda: “L’Italia è un paese in declino ?” e  ciascuno degli ospiti ha espresso una posizione, più o meno radicale sull’argomento; vi consiglio di andare a rivedere la puntata su Raiclick, perché ci sono delle cose molto interessanti, in particolare sulla scandalosa sovvenzione statale alla Tirrenia, una specie di Alitalia del mare, che costa allo stato duecento milioni di Euro all’anno.

Tutti gli ospiti hanno espresso opinioni intelligenti, ovviamente alcune più convergenti con le mie, altre meno; tante belle parole che farebbero ben sperare. Alla fine della trasmissione però non posso fare a meno di notare che, gli stessi che parlavano poco prima della riduzione dei costi della politica, che si intrippavano dicendo che è indegno che una famiglia debba vivere con 1000 euro al mese, vanno a casa con l’auto blu che li aspetta fuori dalla trasmissione, con autista e guardie del corpo… anche se sono semplici Deputati o Senatori, senza incarichi di governo.

Mi chiedo perché io sono dovuto andare alla trasmissione con un auto privata, mentre altri ci possono andare a spese dello stato… come sempre qualcuno è più cittadino di altri.

Qual è o qual’è…

Monday, January 7th, 2008

Stavo rispondendo ad una mail di Matteo sul mio racconto (Grazie a lui e Rachele per aver speso del tempo nel leggere le mie boiate intanto !!!), ma poi ho pensato di fare una risposta pubblica perché più di qualcuno mi ha detto che ho sbagliato a scrivere “qual’è” con l’apostrofo.

A rigore “qual è” si scriverebbe senza apostrofo perché si tratta di un troncamento e non di un’elisione, però l’uso della parola tronca “qual” nella lingua italiana è ormai quasi scomparso e quindi, benché l’Accademia della Crusca continui a considerarlo un errore, in realtà molti esperti di grammatica ne ammettono l’uso e pensano che il qual senza apostrofo sia un retaggio del passato, superato dall’evoluzione della lingua.

Una rapida ricerca su Google dà parecchio materiale da leggere su questo tema.

La semplificazione della lingua esiste in molti idiomi e l’inglese, soprattutto quello americano, offre molti esempi. Tra questi il condizionale ipotetico (third conditional) tipo: “Se fossi ricco comprerei una barca”si dovrebbe dire:

If I were rich I would buy a boat

Ma siccome il verbo essere al passato, alla prima persona è “I was”, si è diffuso l’uso (soprattutto nella lingua colloquiale) di dire:

If I was rich I would buy a boat

Un po’ come quando noi diciamo “Se avevo i numeri li giocavo”, invece di dire “Se avessi avuto i numeri li avrei giocati”.

Per quanto io sia un po’ conservatore nei mutamenti della lingua, e anzi credo che una certa ortodossia vada rispettata per evitare che l’uso dell’italiano degeneri troppo, in questo caso sono a favore del “qual’è” perché mi sembra una motivazione corretta: se esiste la parola tronca la si può usare, ma se la parola tronca in questione praticamente è scomparsa dall’uso allora non è più un troncamento.

Curioso pensare che dietro ad un piccolo segno, come un apostrofo,  ci possano essere tante riflessioni e soprattutto come le osservazioni di persone, che magari non incontri nemmeno di frequente, possano far nascere spunti così interessanti. Uso la rete da ormai oltre 11 anni, eppure ancora mi stupisco del suo potere di connessione. Lunga vita al network !