Leonardo Da Vinci è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti, uno dei miti inarrivabili che avrei voluto imitare, nel ristretto gruppo che comprende Einstein e pochi altri.
Quando trovo un libro che lo riguarda ovviamente corro subito a comprarlo e spesso rimango sorpreso dallo scoprire aspetti della sua vita e della sua personalità che non avrei immaginato. L’ultimo libro su di lui che ho finito di leggere ieri si intitola: “La scienza universale” ed è stato scritto da Fritjof Capra, autore del famoso “Tao della fisica”.
In questo saggio Capra ripercorre la storia umana e scientifica di Leonardo e ci mostra come Leonardo ha inventato di fatto il metodo scientifico moderno, ha avuto intuizioni che erano avanti di almeno 300 anni rispetto ai suoi contemporanei, ma soprattutto restituisce l’immagine di un un uomo buono, che amava profondamente la natura che lo circondava e che aveva compreso le basi della “Complessità” a cui la scienza moderna sta inesorabilmente arrivando.
Dopo centinaia di anni di suddivisione meccanicistica delle cose in pezzi più piccoli che possono essere studiati, gli scienziati stanno andando oggi verso una visione più olistica del mondo, mettendo in relazione cose che sembravano totalmente sconnesse e che invece formano un tutto unico, arrivando a pensare addirittura che la stessa terra sia un’entità vivente e fortemente interconnessa.
Leonardo aveva sorprendentemente intuito tutto questo e le parole dei suoi scritti lo dimostrano pienamente.
La cosa che mi ha più colpito è che purtroppo delle circa 100.000 pagine che lui aveva scritto, solo una minima parte è arrivata a noi, mentre molte altre sono andate perdute… chissà quali altre sorprendenti scoperte avremmo potuto fare e chissà come mai tante qualità si erano concentrate su un solo uomo. Forse aveva ragione Vasari nella presentazione che fa di Leonardo nel suo libro sulle vite dei personaggi illustri del Rinascimento quando dice:
“Grandissimi doni si veggono piovere dagli influssi celesti ne’ corpi umani molte volte naturalmente; e sopra naturali talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtù, in una maniera che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gli altri uomini, si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio, e non acquistata per arte umana…”
Eppure in nessuna pagina dei suoi manoscritti Leonardo rivendica le sue qualità o si considera un emissario divino, ma mantiene sempre una grande umiltà, arrivando addirittura a definirsi un “omo sanza lettere”, per via della sua scarsa conoscenza del latino, ma soprattutto rimanendo sempre ammirato di fronte alla bellezza della natura, di cui si rendeva evidentemente conto che non avrebbe mai potuto penetrare totalmente i misteri, per quanto grandi potessero essere le sue facoltà: un bell’esempio di comportamento per tutti noi.