Sveglia alle 6.30, premo il pulsante “Invia e ricevi” per scaricare la posta, mentre preparo il caffè. Nei cinque minuti successivi ricevo le mie prime 200 email, di cui 100 di spam, 70 segnalazioni di problemi sui server e 30 di cose da fare, di cui almeno 20 sono cose che mi fanno venire l’orticaria.
Verso le 8.00 arrivo in ufficio e di mail ne arrivano altre 10, e così durante tutta la giornata, in un crescendo di cose da fare, di telefonate e di messaggi su skype e msn, i nuovi meravigliosi strumenti di intrusione che distruggono definitivamente la nostra tranquillità lavorativa.
Se questo scenario vi è familiare, vi consiglio la lettura del libro “Laws of Simplicity”, un breve trattato su che cosa è la semplicità, scritto da John Maeda, un professore del MIT di Boston, noto designer, artista ed esperto di computer. Io l’ho preso in inglese su amazon uk, ma l’ho visto tradotto anche in italiano (non so con quali esiti) su IBS.
Il libro ha un’impostazione schematica, tipicamente americana, che talvolta tradotta in italiano suona come una specie di ricettario, ma non è questa l’impostazione dell’autore che parte invece dal presupposto di farsi delle domande su cosa vuol dire semplicità in un mondo complicato come il nostro e sui principi che ne sono alla base. Come lui stesso afferma, il libro ha molte domande interessanti e poche risposte, ma il solo percorso di prendere coscienza di questo aspetto dell’esistenza è davvero interessante.
Anche questo libro rientra nell’elenco di quelli che io considero assolutamente fondamentali per la formazione di un programmatore, progettista o realizzatore di soluzioni, nonché pubblicitario o uomo di marketing. Ma le idee sulla semplicità si applicano benissimo anche alla vita di tutti i giorni.
Su IBS c’è un commento, piuttosto negativo, di un italiano, che però secondo me non ha letto bene il libro o non è capace di cogliere le sfumature, tuttavia cita un altro libro “Le lezioni americane” di Italo Calvino, che io non ho letto, e che quindi mi procurerò subito, per poter dare un giudizio più accurato.
Come ho già scritto in un post precedente, io non sono filo-americano, però gli americani hanno una capacità di sintesi che spesso noi non abbiamo e forse il libro di Maeda sarà pure “ovvio”, come dice il commentatore di IBS, fatto sta però che la Apple (che è americana purosangue) ha creato l’IPOD che ha venduto milioni di pezzi seguendo esattamente questi principi e noi no.
Siccome i nostri designer sono molto bravi e la nostra industria della creatività è molto apprezzata, a mio avviso, una lettura critica di un testo come questo non può che migliorare la qualità della nostra produzione.
Il testo è invece obbligatorio per tutti quelli che lavorano con me nella realizzazione di programmi e sono capaci di mettere i tre pulsanti dell’applicazione agli angoli della finestra e di fare il carattere “Arial” da 8, rosa su sfondo viola !
A corredo del post c’è una Mappa Mentale (PDF) della semplicità, che naturalmente ha un senso solo dopo aver letto il libro.