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Random thoughts about technology and philosophy

Mappe mentali

Mappa mentaleIn questi giorni sto usando proficuamente le “mappe mentali” per studiare e definire una serie di problemi. Le mappe mentali sono una derivazione delle “mappe concettuali”, teorizzate da Joseph Novak verso la fine degli anni 50.

L’idea è quella di rappresentare un concetto, più o meno vasto tramite un sistema di nodi e di collegamenti tra di essi. E siccome un’immagine vale più di mille parole qui c’è anche una mappa.

Per utilizzare proficuamente le mappe vi consiglio due strumenti:

  • Una guida in italiano semplice e abbastanza esaustiva (per un’introduzione ovviamente) , sul sito di Umberto Santucci.
  • Il software gratuito (scritto in Java): freemind, uno strumento che non ha niente da invidiare al più blasonato Mind Manager.

Freemind è uno strumento molto flessibile, che consente di produrre mappe mentali (anche con qualcosa in più) e dimappahtml esportarle in diversi formati: pdf, svg, jpg, png, html, flash.

L’esportazione in HTML è particolarmente interessante perché crea una pagina con la mappa e la sua rappresentazione gerarchica (outline), come si può vedere dalla seconda figura allegata.

Have fun :)

Ratatouille

RatatouilleIeri sera ho visto al cinema Ratatouille: il nuovo strepitoso film di animazione della Pixar, anche se per me questa casa di produzione è una specie di mostro sacro e i miei giudizi sono indubbiamente viziati da un’ammirazione che non stenterei a definire quasi incondizionata.

Il protagonista è un topino di nome Remy, dotato di uno straordinario senso dell’olfatto e della capacità di leggere la scrittura degli umani. Remy resta affascinato dalle gesta del leggendario cuoco Auguste Gusteau, e sogna di diventare a sua volta un grande Chef. Per una serie di fortunate coincidenze si ritrova all’interno del ristorante parigino dell’ormai defunto Gusteau e, aiutando un giovane ed imbranato sguattero di nome Linguini, contribuisce a risollevare le sorti del ristorante e a combinare un bel po’ di guai.

Le chiavi di lettura all’interno del film sono molteplici, ma una in particolare mi è piaciuta questa: il motto di Gusteau è: “tutti possono cucinare”, sostituire alla parola cucinare “fare quello che desiderano” e raffinare l’intrepretazione con:

  • Non tutti diventeranno dei campioni in quello che fanno, ma magari si divertiranno a farlo
  • Non sai mai in chi si può nascondere il genio in una qualunque attività

e ne viene fuori una bella morale positiva che penso tutti dovremmo tenere sempre a mente. Non voglio scendere in ulteriori e pedanti analisi che non ho le competenze critiche per fare, ma come per il romanzo del post precedente il consiglio è: non perdetevelo !

Cacciatori nelle tenebre

Cacciatori nelle tenebreHo appena finito di leggere il libro a fumetti “Cacciatori nelle tenebre” di Gianrico e Francesco Carofiglio.

Il primo è un magistrato, che da qualche tempo ha iniziato a scrivere libri ambientati nella sua città (Bari) e nel mondo che meglio conosce: i Tribunali; ne ho letti un paio e devo dire che ha uno stile di scrittura che trovo molto piacevole e intelligente.

Il secondo invece è un architetto, che per l’occasione ha collaborato con il fratello illustrando questo romanzo che ha come protagonista uno dei comprimari dei romanzi “scritti” di Gianrico: il commissario Tancredi.

Le atmosfere noir, insieme al tratto moderno e volutamente incompiuto, ne fanno un prodotto piacevole e avvincente. I richiami a Frank Miller e ad un certo “super-eroismo” americano ci sono, e gli stessi autori li dichiarano, ma nel complesso ho trovato nel libro una introspezione psicologica calata negli scenari nostrani che mi pare molto interessante.

Giudizio: da non perdere :-)

Compleanni e riflessioni

Ho iniziato a scrivere questo blog come naturale evoluzione del sito web che avevo creato nel lontano 1996, quando muovevo i miei primi passi nel mio provider Internet e, per lungo tempo, ho utilizzato questo strumento come una lavagna bianca, dove scarabocchiare i miei pensieri e le mie idee.

Da qualche tempo però il blog è diventato più noto e capita che non solo gli amici storici, ma anche colleghi, partner di lavoro e nuovi amici lo leggano con attenzione (Ciao angelo ;) oppure ciao Davide ;-) …)

Quindi mi sono chiesto: è utile che io continui a parlare a ruota libera e dire quello che penso qui ? Non starò magari svelando i miei pensieri e quindi i miei punti deboli a tutti ?

Dopo qualche riflessione però ho deciso di continuare con il consueto stile/non-stile, ovvero dire quello che mi passa per la testa e raccontare il mondo come lo vedo io. Mi sembra giusto che se qualcuno intavoli degli affari con me, sappia con chi sta parlando, e qui forse lo può scoprire molto meglio che in una fugace riunione di lavoro.

E dopo questa “profonda” ed “utilissima” riflessione, spengo il computer e vado a vedere la mostra di Gauguin, così faccio due cose utili: la smetto di scrivere stupidaggini e festeggio il mio compleanno… e sì perché oggi il buon vecchio fgiamma aggiunge una nuova candelina alla sua nutrita collezione e raggiunge la ragguardevole età di 36 anni, pur conservando lo spirito “indomito” di un ventenne ;-)

Italiano – lezioni semiserie

Ieri sera ho finito di leggere il libro di Beppe Severgnini: Italiano, lezioni semiserie. Un manuale di scrittura dallo stile informale, che evidenzia alcuni degli errori di ortografia e di stile più comuni e tenta di dare delle alternative.

Nel complesso il testo è molto interessante, forse a tratti un pò troppo pretenzioso e categorico, ma sicuramente ha ragione per un buon 90% del contenuto. Il messaggio principale è che una lingua è un’entità in evoluzione ed è sciocco tentare di cristallizzarla, ma questo non vuol dire contravvenire continuamente alle regole di base che sono comunemente accettate e infarcirla di inglesismi che rendono il discorso incomprensibile.

A questo proposito mi viene in mente più di una persona che conosco che parla più o meno così: “O scusa se non ti ho richiamato, ma stiamo facendo l’asset degli economics delle milestones principali del delivery di maggio. Poi qua siamo in un big trouble perché i partner non hanno ancora scelto la location più warm per la demo e probabilmente dovremo prenderne una in rent e il budget avrà un overload non da poco…”

A parte l’incomprensibilità di quello che dice, che magari rimarrebbe tale anche se tradotto in italiano, l’utilizzo gratuito delle parole inglesi non ha ovviamente senso; certe volte un termine che esprime bene un concetto che non ha una traduzione semplice in italiano ci può stare anche bene, ma negli altri casi il discorso suona come quello che un americano fa nella sua lingua e poi ci mette in mezzo “macheroni” e “spagheti” ;-)

PS
Non condivido invece assolutamente la sua avversione per le “emoticons” (le faccine), che io uso invece ogni tanto nei miei post e anche nelle email, perché trovo che aiutino a chiarire il tono di un discorso mantenendosi sintetici, naturalmente sempre con parsimonia.

Il punto di equilibrio

Sono un pò di giorni che giriamo come pazzi alla ricerca di un modo per far riemergere la nostra azienda dal marasma del mercato in cui ci troviamo, fatto di lavori che sfuggono sempre per una raccomandazione mancata e di clienti che hanno le tasche del portafogli cucite con file d’acciaio.

Naturalmente questo ci porta ad esplorare tante strade, alcune di queste non sempre in linea con i miei principi e con la mia filosofia di vita. E’ dura trovarsi davanti al compromesso di fare un certo lavoro anche se non ti piace, perché sai che magari quella direzione è commercialmente valida oppure cercare un’altra strada che non sai bene dove ti porterà e soprattutto non sei sicuro di avere gli strumenti giusti per percorrerla.

Tuttavia non bisogna confondere ed identificare i propri valori con le scelte aziendali, molto spesso dettate semplicemente dal mercato.

Questo mi spinge a fare una riflessione ancora più profonda sulla direzione nella quale sto andando oggi e soprattutto su quella nella quale andrò dopodomani, perché se quella di domani non mi piace, beh allora almeno devo cercare di capire quale potrà essere quella di un futuro leggermente meno prossimo.

Il punto di equilibrio della mia esistenza assomiglia sempre più alla passeggiata di un funambolo sospeso a 50 metri sopra le cascate del Niagara… tutto sta a divertirsi anche in queste condizioni… e questo per ora mi riesce piuttosto male…