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Random thoughts about technology and philosophy

Troppo bella…

Mentre vedevo un video su youtube ho sentito questa battuta bella storiella araba raccontata da Domenico de Masi: Se vedi una montagna che viene verso di te… e non sei Maometto… beh allora scappa perché è una frana…

meditate gente ;-)

Grillo e i suoi vaffa, ovvero riflessioni semi-interessanti sulle masse

Io non sono un opinionista, quindi di solito non scrivo articoli che commentano fatti rilevanti o ricorrenze  come l’11 Settembre o la morte di cantanti più o meno famosi.

Piuttosto mi piace scrivere quando trovo uno stimolo che colpisce la mia mente e che in qualche modo mi apre uno spiraglio che prima non intravvedevo.

Questo è quello che mi è successo stasera, leggendo questo bellissimo articolo che riporta il discorso fatto dallo scrittore ebreo David Grossman per l’apertura del festival della letteratura di Berlino. In realtà sono arrivato a questo link leggendo un articolo su Repubblica di Eugenio Scalfari che commentava il V-Day promosso da Beppe Grillo nei giorni scorsi.

L’articolo mi ha fatto profondamente riflettere perché parla delle persecuzioni naziste,  un argomento  radicato nella mia memoria. Mio nonno paterno infatti è stato “ospite” di un campo di concentramento in Germania e, quando ero poco più di un ragazzino, mi ha raccontato tante delle cose che ha vissuto lì dentro.

Allora non ero ovviamente in grado di capirle, ma man mano che crescevo ho interiorizzato le sensazioni che i suoi racconti mi avevano lasciato e le assorbite per sviluppare, insieme a tante altre esperienze, la mia particolare visione del mondo.

Visione del mondo che è sempre stata nemica delle masse e delle massificazioni, motivo per il quale ho sempre faticato a partecipare a manifestazioni o eventi, nonché a movimenti o partiti politici, nei quali una grossa parte di te deve sacrificarsi ad una sorta di visione comune che spesso taglia molte delle cose che tu giudichi essenziali.

Non voglio aggiungere molto altro, Grossman lo fa molto meglio di me e vi consiglio davvero di leggere il suo articolo. Ma a differenza di Scalfari io però credo che il fenomeno Grillo, pur con tutte le sue tare esprima uno sconforto profondo che sarà pure foriero di dittatura (leggere l’articolo di Scalfari), ma sicuramente è una voce che non può non essere ascoltata… soprattutto mentre Mastella e Rutelli vanno a vedere la corsa di Formula 1 con l’aereo di Stato… qualunquismo ? Demagogia ? Forse in tempi duri bisognerebbe essere più rigorosi sui propri comportamenti, soprattutto quando tanti ti osservano.

Il mio movimento politico sarebbe sicuramente meno plateale di quello di Grillo, perché io credo che il cambiamento della politica debba iniziare da quello, ben più difficile, degli individui, aumentando la cultura e la sensibilità.

I politici rappresentano, in media, il comportamento delle persone comuni e la furbizia e l’opportunismo sono una dote diffusa in Italia a tutti i livelli. Se sostituissimo  i parlamentari odierni con una nuova classe politica che può restare in carica solo due anni, probabilmente  le nuove leve troverebbero nuovi ed originali modi per fregare il prossimo… basta guardare quanti trucchi hanno escogitato molti italiani solo per non portare una cintura di sicurezza: dal taglio dei fili per non sentire il bip a mettersi le magliette che ce l’hanno disegnata sopra…

… ma se non gridi in un mondo in cui tutti urlano, chi può sentirti ? Questa è una domanda alla quale non ho ancora una risposta.

Sempre sulla qualità

Sempre a proposito di qualità, l’altro giorno stavamo cercando un sistema di pagamento online con il quale vendere il nostro prodotto Quickbackup.

Un paio di anni fa abbiamo attivato ed utilizzato il sistema di ecommerce di Banca Sella, ma in questo caso avevamo necessità di un sistema che ci consentisse di fare l’addebito automatico su carta di credito ogni mese (perché il servizio è venduto a canone) e che non ci costringesse a mantenere in archivio i numeri di carta di credito dei nostri clienti… per ovvie ragioni di sicurezza ;-)

Ho inviato una mail di richiesta informazioni a Banca Sella, per sapere se loro avevano un servizio del genere, specificando che non volevamo raccogliere direttamente i numeri di carta di credito.

Risposta di Banca Sella: Certo signore, abbiamo il servizio blah, blah, blah che le consente di fare a,b,c e pure z, lei ci manda il numero di carta di credito e sta a posto…

Ma scusa non avevo specificato che il numero di carta di credito non volevamo prenderlo noi ? Un pò incerto sull’efficacia del mio italiano, scrivo una seconda mail nella quale dico più o meno testualmente: Grazie delle informazioni, ma mi faccia capire meglio: i numeri della carta di credito li dobbiamo prendere e conservare noi ?

Risposta: Certo signore, è evidente…

A questo punto rinuncio a parlare con Banca Sella e mi rendo conto che, sebbene sia stata la prima Banca a fare ecommerce in Italia, le sue tecnologie sono rimaste le stesse di 10 anni fa e ovviamente anche i suoi quadri dirigenti, i quali non hanno capito probabilmente niente sull’importanza delle nuove tecnologie.

Sapete con chi stiamo attivando il servizio ? Risposta: con Paypal

Non solo fanno l’addebito automatico, raccogliendo loro i dati dei clienti, ma addirittura puoi:

  • Impostare un periodo di prova e far partire l’addebito dopo un certo periodo di tempo
  • Usare il loro carrello elettronico oppure il tuo
  • Ricevere informazioni istantanee sul pagamento tramite specifiche API

Vabbè non voglio annoiarvi, vi basti sapere che tutto questo è corredato da 5000 pagine di documentazione (addirittura in Italiano) e che è GRATIS ! Ovvero paghi solo le commissioni sul transato… che peraltro sono pure più basse di quelle di Banca Sella che invece pretende anche un canone mensile di quasi 10 euro.

E’ chiaro che Ebay, proprietaria di Paypal ha bene in mente cosa vuol dire innovazione tecnologica e cosa vuol dire quello che gli americani chiamano “Warm fuzzy feeling”… quel non so che che quando usi un prodotto (o un servizio) ti fa escalamare: cazzo è fatto proprio bene !

    Riflessioni su come va il mondo

    Ieri sera ho scritto una mail di risposta ai miei colleghi sulle strategie di marketing da intraprendere per sopravvivere nel mercato attuale.

    Ne pubblico alcuni passi, ovviamente depurati di nomi e fatti specifici,  perché mi sembrano riflessioni interessanti. Tanto per mostrare i pensieri dei “giovani” imprenditori in questo merdoso paese di politici corrotti e di raccomandati.

    E anche per mostrare a chi pensa che gli “imprenditori” siano fortunati a fare come gli pare come invece debbano spremersi il cervello per rimanere a galla… !

    …Quest’anno fanno 21 anni da quando ho acceso il mio primo pc e fatto il mio primo corso di basic, era il lontano 1986 ed ero un ragazzino pieno di speranze che poi con il passare del tempo si sono scontrate con delle dolorose consapevolezze. Consapevolezze che si rafforzano tutt’ora…

    Le mie consapevolezze riassunte sono:

    1) Il mercato italiano è un mercato clientelare, se non conosci non esisti
    2) I clienti italiani non pagano mai in orario e cercano il più possibile di non pagare affatto
    3) Il mercato (in generale) vuole prodotti semre più belli ma sempre meno costosi
    4) E’ difficile avere una tecnologia ed usare sempre e solo quella, il mondo cambia troppo in fretta
    5) Le aziende informatiche sono sempre più dei mastodonti con centinaia di dipendenti, molti dei quali fancazzisti, ma molti dei quali anche con delle palle grosse come case e quindi il sogno di fare un prodotto in un garage in due persone diventa sempre più irreale…
    6) Per il motivo di cui sopra il nostro non è più un mercato pioneristico e quindi non basta fare quello che un mio ex-amico  amava tanto, ovvero aprire i sentieri, bisogna ripulire le cunette, asfaltare la strada, aprire le stazioni di servizio… e purtroppo bisogna pure inaugurarle alla presenza degli assessori…

    In altre parole secondo me i punti cardine su cui si dovrebbe basare una strategia efficace per un’azienda come la nostra sono:

    1) Assoluta eliminazione di tutti i mutuati non necessari che pretendono di fare un lavoro che vale 20000 euro spendendone 100 e rompendo pure le palle

    2) Diminuire progressivamente la quota di progetti e spingere sempre di più i prodotti (vedi punto 3 delle consapevolezze)

    3) Concentrarsi sullo sviluppo di prodotti “rock solid”, possibilmente in nicchie di mercato specifiche e tecnicamente difficili (altrimenti li fanno tutti) corredati di documentazione e customer care efficace… e qui lascio un’asterisco * di cui scriverò più sotto.

    4) Tenere gli occhi aperti per cercare di capire quando un prodotto sta morendo (per esempio il nostro buon vecchio nodo internet Allnet passò dall’avere 1200 abbonati paganti ad averne 0 non appena Tiscali inventò Internet Gratis…)

    5) Pubblicizzarsi in tutti i modi.

    Apro e chiudo parentesi sull’asterisco che ho lasciato in sospeso sopra: la qualità di un prodotto. Ho parlato del backup a parecchie delle persone che conosco, informatici e non. Molti hanno elogiato l’idea ma quando lo hanno visto all’opera hanno quasi tutti espresso eccezioni e/o notato la mancaza di qualche funzionalità:

    - Ma come non posso schedulare più di un backup ?
    - Ma come non salva i file in uso ?
    - Ma come Idrive su Internet costa la metà ?
    - Ma come non fa vedere le donne nude mentre salva i dati ???

    Ora alcune di queste richieste (e non solo di quelle che ho citato) sono sicuramente inutili, altre però sono più che legittime e sono esattamente quelle che io stesso, man mano che lo uso mi aspetterei da un prodotto.

    Vi faccio un esempio concreto. Se agli inizi del 900 io avessi guidato un comodo calesse con relativo cavallo cacone e affamato di biada, e il  signor Ford mi avesse offerto una macchina a benzina, che faceva 30Km/h e che bisognava pure girare la manovella per avviarla, beh sarebbe stato un gran salto di qualità e sicuramente avrei ammazzato il cavallo e l’avrei cotto sul fuoco fatto con il calesse, e questa è la situazione dell’informatica agli inizi degli anni 90, quando io lavoravo in banca e fare una query sul database dell’AS400 per estrarre dei dati era una cosa con cui te la cavavi per un mese.

    Oggi invece se andate a comprare la Panda e non ve la danno con l’ABS… beh quasi quasi vi rode un pochetto… ma come la Yaris ha ABS, aria condizionata e Bluetooth ??? Si però la Panda è made in Italy dice il venditore… e chissenefrega dice l’acquirente 35enne… a me il Giappone  piace pure… e mi ricorda tanto Goldrake e Mazinga… e voi la Panda non la vendete… e questa è la situazione del mercato informatico di oggi.

    Ecco io credo che non dobbiamo cercare di vendere una Panda al prezzo di una Yaris… ovvero un prodotto che ha 3 funzioni sulle 100 che servono, che funziona solo seguendo i click da 1 a 2500 del manuale di istruzioni e che comunque sembra solo una pallida imitazione del suo più figo corrispettivo sul mercato.

    Secondo me noi dobbiamo vendere Bugatti, macchine fatte a mano, cucite dagli artigiani e con una classe che fa paura… dobbiamo vendere prodotti che cullano il cliente nelle loro funzionalità, che funzionano bene e che sono assistiti e curati.

    ATTENZIONE !

    Ho detto “prodotti” e non siti e o progetti, perché questo livello di cura con poche persone in azieda non si può raggiungere, l’unico modo è quello di fare quello che dice Joel Spolsky: “Eat you own dog food”… usa il tuo cazzo di prodotto e se non piace a te… come pretendi che possa usarlo John Smith in Arkansas o Piero Santolamazza a Bergamo ?

    E se pure tu sei una sorta di masochista a cui piace torturarsi con le cose scomode… e qui cito un solo esempio… di una persona (senza fare nomi) che si ostina a leggere le email con poppy che ti fa vedere il sorgente HTML e funziona una volta su 100, invece di usare un diavolo di client di posta come Outllook (o il mio amato Eudora con cui sto scrivendo), beh fallo usare a tuto l’ufficio e se il 90% delle persone dicono che il tuo prodotto fa schifo… beh mi dispiace per te Jhonny click veloce… ma il tuo prodotto non sfonderà mai !!!

    E badate bene… e qui mi rivolgo soprattutto ai programmatori più giovani,  se un prodotto non piace non è un  fatto che  deve colpire la vostra autostima.

    L’informatico è un macinatore di codice è uno che si intrippa a risolvere cose di una complicazione bestiale, mentre Corona, che si vanta di aver letto tre libri in tutta la sua vita (classe 1976 nda) guadagna 1.700.000 Euro in una settimana per essere stato in galera…

    Ma fare prodotti che piacciono alla gente è un mestiere complementare e necessario… le cose devono avere le palle tecnicamente… ma devono essere vestite bene e si devono poter usare… ve la comprereste mai una Mercedes da 80.000 Euro in cui non funziona il motore ? No. Ve la comprereste mai una Mercedes d 80.000 Euro con i sedili fatti di sacchi di Ortica e che ha l’accensione a spinta e i freni che funzionano buttando un ancora fuori dalla macchina… ??? Penso che la risposta sia sempre no…

    Favoloso

    Questa estate mi sono divertito ad esplorare un pò nuovi linguaggi  e strumenti e tra le varie cose mi sono imbattuto nel linguaggio ruby e nel framework di sviluppo web “Ruby on Rails”.

    Sono validi strumenti, anche se ovviamente il Santo Graal non esiste. Tanto per elogiarne la potenza allego questo script che ho trovato ieri. Si tratta di un proxy scritto in ruby. Si connette ad un indirizzo IP ed una porta, accetta connessioni in ingresso via socket e per ogni client connesso rigira il flusso di dati che acquisisce dalla sorgente.

    Funziona come semplice proxy http, ma anche come proxy per lo streaming ecc… nn male per pochissime righe di codice ;-)

    Backup

    Finalmente è uscito il nostro software di backup remoto: http://www.dexma.it/backup_remoto.html per chiunque fosse interessato contattateci !!! (Pubblicità progresso)