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Random thoughts about technology and philosophy

Roba da matti…

Stasera scendo dal treno verso le 19.45 e, siccome non avevo voglia di cucinare, mi viene la brillante idea di andare a comprare un pezzo di pizza.

Finita la mia “lauta” cena, prendo la macchina e nel mentre mi squilla il cellulare, al quale ho l’ardire di rispondere senza inserire l’apposito auricolare, mentre sono parcheggiato e sto parlando vedo una grossa Mercedes che si ferma davanti a me, come se dovesse entrare nel posto in cui sono fermo, allora quasi meccanicamente mi sposto per fare spazio, sempre ovviamente continuando a parlare.

Mentre sono in mezzo alla strada però vedo che la macchina mi sta quasi ostacolando e ad un certo punto realizzo che la tizia che la porta sta vistosamente sbraitando dal finestrino. Chiudo la mia telefonata e apro il finestrino, ma non ho ancora finito di tirarlo giù, che la signora ed il suo degno marito mi urlano addosso che sono un idiota ad usare il cellulare mentre guido e che avrebbero chiamato i carabinieri.

Dopo una giornata piuttosto faticosa ed un periodo in cui mi girano vistosamente le palle mi viene la tentazione di scendere dalla macchina e di triturali in minuscoli frammenti… ma siccome sono una persona civile e indossavo pure la mia giacca con magliettina nera stile Armani, ripiego su un più formale: chiamate pure i carabinieri, ma nel frattempo frequentate un corso serale di educazione… che ne avete bisogno…

Naturalmente ero pronto anche a qualche altra decina di minuti di elegante sproloquio… ma un ragazzo in motorino incavolato perché non riusciva a passare mi ha intimato di andare a litigare da un’altra parte… diciamo in modo un pò energico ;-)

Grazie ragazzo in motorino per avermi evitato una buona oretta di litigio e alla signora che probabilmente non avrò il piacere di reincontrare presto, ma che se per caso dovesse mai leggere questo Post, sappia che sono il tizio nella Megane con i capelli arruffati, la barba e gli occhiali, e che le consiglio vivamente di fare delle attività all’aria aperta e di rilassarsi, che la sua Mercedes da 50.000 Euro non la salverà dall’infarto.

Roba da matti ! Io che rispetto il 99% delle regole che ci sono al mondo e che mi sono mosso solo per farla passare, vengo trattato come se fossi stato sorpreso a stuprare una ragazzina di 13 anni e le persone che le stuprano sul serio o che magari ammazzano la moglie incinta finisce pure che in galera non ci vanno nemmeno… per non parlare di quelli che fanno fallire la Parmalat e consimili…

… ma la troppa veemenza contro gli altri non sarebbe meglio usarla per scopi più nobili ? Alla signora l’ardua sentenza…

English for dummies

Un elenco delle parole e delle espressioni che ho imparato in america prima che me le dimentichi (se me ne vengono altre le aggiungerò…):

  • Don’t hold it against him -> Non farglielo pesare
  • Check it out -> Dacci un’occhiata
  • Stick around -> Rimanete qui, non andate via
  • Funky -> Strano
  • Freaky -> Strano
  • Freaking -> Equivalente di fucking
  • Bless you -> Salute
  • To have a loose screw -> Avere una rotella fuori posto (letteralmente una vite lenta)
  • He doesn’t play with the full deck -> Non gioca con tutto il mazzo, ovvero è un pò matto
  • To be like a raped ape -> Questo è il mio super slang favorito, essere come un gorilla violentato…
  • I’ll kick your ass -> ti faccio un … sedere così, anche nella variante I’ll kick your fucking ass
  • Get stuck -> bloccarsi, es. the dvd gets stuck
  • Screw it up -> sbagliare, es. I screwed it up (ho sbagliato)
  • Screw -> in senso volgare anche fottere
  • Drop off -> lasciare nel senso di portare qualcuno in qualche posto e lasciarlo lì, anche dare uno strappo, es. I’ll drop you off at the airport
  • Grab: afferrare e per estensione in slang anche prendere: Let’s go to grab a coffee

Google Maps

Un picolo esperimento con le mappe di “Google Maps”.

Yet another blog…

Questo è l’ultimo blog in cui mi sono imbattuto e, che per una serie di ragioni, mi diverto a leggere: http://zenhabits.net. Tra poco dovrò escogitare un sistema per pescare i post che mi interessano da tutti i blog… sono decisamente troppi per essere letti tutti ;-)

Una certa idea tecnica ce l’avrei pure… ma tanto non avrò mai il tempo di realizzarla…

Saturday Night

Dopo il riposo americano e nonostante la bufera dell’acquisto del locale, finalmente un pò di cosette iniziano a convergere… sarà che a 10.000 metri di quota le idee si rinfrescano, oppure semplicemente che un pò di riposo fa bene al cervello.

Tra le altre cose mi sono letto qualche altro libretto sempre edito da 37signals ed ho trovato un bel pò di spunti interessanti, soprattutto sulle metodologie di test, ma anche su cose più pragmatiche.

Per esempio uno degli aspetti che ha determinato molti problemi nel nostro progetto di Radio on line e che alla fine ci ha fatto interrompere la nostra collaborazione con un ragazzo che sembrava dotato ma che all’atto pratico scriveva codice da arresto immediato, è stato l’affidargli compiti troppo complessi, che lasciavano ampi margini di decisionalità e che lo portavano a prendere strade che per lui erano valide, ma che per noi gestori del progetto erano a dir poco catastrofiche.

Il succo del discorso è che bisogna tenere assolutamente semplici i moduli che si affidano a se stessi ed agli altri, in modo da poterli addirittura testare singolarmente e magari anche con procedure automatiche. Se vogliamo che il nostro collaboratore faccia una complessa maschera grafica che fa una decina di azioni, potremmo:

  • disegnare l’interfaccia su carta, oppure dargli un’immagine o meglio ancora un mockup html se lo abbiamo
  • dargli una lista di dieci funzioni da fare che servono per le dieci cose che il nostro modulo deve poter fare

Meglio spendere 10 minuti a suddividere e preparare il lavoro, piuttosto che 10 giorni a sistemare, o peggio a buttare, codice inservibile…

Un’altra bella metafora è che la realizzazione di un software non è tanto come la costruzione di un palazzo, dove seguendo un insieme ben determinato di regole si arriva ad un certo risultato. Piuttosto assomiglia al giardinaggio, che ha una serie di regole da seguire, ma nel quale occorre anche una buona dose di intuito, di empirismo e soprattutto la capacità di cambiare velocemente le cose se l’ambiente si modifica… e mai come questa volta un libro ha interpretato bene la realtà.

Viva l’Italia 2° parte

Non vorrei ripetermi ma questa la devo proprio raccontare. Mio padre ha deciso che l’anno prossimo andrà in pensione (scalone permettendo) e quindi ha avuto la lungimirante idea di mandarmi al Distretto Militare di Roma a richiedere il suo foglio matricolare.

Vado la prima volta al Distretto, faccio la domanda, regolarmente munito di delega e il ragazzo allo sportello mi consegna un foglio, senza ovviamente uno straccio di timbro che attesta la mia richiesta e mi dice che dopo due mesi il documento sarebbe stato spedito a casa.

Fiducioso nelle istituzioni metto in borsa il documento e torno in ufficio. La sera porto il foglio a mio padre che, molto meno fiducioso di me nelle istituzioni, lo rilegge con calma. Ovviamente scopre che il foglio porta la data di Gennaio 1997, invece che 2007 e che inoltre il suo indirizzo di casa è sbagliato.

Un pò meno fiducioso nelle istituzioni, ma tutto sommato ancora abbastanza ottimista, ritorno al Distretto ed un nuovo ragazzo allo sportello mi dice di non preoccuparmi perché tanto la data sul foglio non è importante. Allora gli faccio presente che l’indirizzo è sbagliato e lui lo corregge sul mio foglio… forse preoccupato del fatto che io fossi disturbato dalla visione del suddetto e poi mi dice di aspettare perché lo deve correggere anche al computer. Dopo qualche minuto di faticosa camminata nei quattro metri degli sportelli del Distretto, non so se dovuta a degli stivali di piombo che danno in dotazione ai nostri militari, ma che sono ovviamente invisibili dalla mia posizione, il tipo mi dice che è tutto a posto ed io me ne torno sempre più scettico a casa.

Nel frattempo passano due mesi e ovviamente del foglio matricolare neanche l’ombra, sicché torno al distretto e chiedo notizie. Mi accoglie un caporale sui venti anni scarsi che trascina i suoi pesanti piedi ancora più di quello della volta precedente e che, dopo aver ascoltato con mezza orecchia la mia domanda, mi dice che sono cambiate le regole e che ci vogliono tre mesi per avere il foglio.

Un pò alterato gli chiedo comunque di controllare e lui dopo aver scartabellato in non so quale archivio mi dice che il foglio matricolare è già partito… peccato però che l’indirizzo sul computer sia ancora sbagliato e che quindi non arriverà mai, perché il suo precedente e solerte collega non lo aveva cambiato. Sicché il tipo mi dice di tornare intorno ai primi di maggio perché sicuramente la raccomandata tornata indietro starà lì in giacenza.

Stamattina, dopo aver fatto una buona dose di yoga preventivo, vado di nuovo al distretto e guarda caso trovo lo stesso caporale di cui mi sono stampato bene in mente il nome e la faccia. Gli spiego di nuovo la situazione e lui dopo qualche minuto di trascinamenti vari mi dice che da lì il foglio non è mai partito. Allora gli faccio presente che l’altra volta mi era stato detto il contrario e lui mi dice “E chi glielo ha detto ???” ed io: “lei ovviamente”…. “ah si forse perché c’era gente e allora ecco… vabbè facciamo così mi prendo io l’appunto ed oggi pomeriggio scendo in archivio a prenderlo…”.

A quel punto avrei voluto spaccare il vetro con un bazooka e, nel caso in cui l’imbelle fosse stato ancora vivo, finirlo a colpi di machete… ma per quieto vivere ho detto “Va bene, ma siccome è la quarta volta che vengo qui, domani chiamo per sapere se l’ha trovato”, e lui “si va bene, ma ecco insomma è inutile che le lascio il nome, perché poi domani sono di servizio…”, “non si preoccupi”, gli rispondo io… tanto è talmente cretino da non ricordarsi che, come tutti i militari, il nome ce l’ha scritto sulla divisa !

Viva l’Italia

Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia domenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera…

Ve la ricordate la canzone di De Gregori ? Beh si applica perfettamente al modo in cui funzionano le cose da noi.

Ieri finalmente siamo diventati proprietari del nostro ufficio, non è stato poi tanto difficile. E’ bastato chiedere un leasing alla nostra banca, che a sua volta ha chiamato una società di leasing.

E’ bastato accorgersi dopo due mesi che il perito del leasing non arrivava che si era perso la pratica.

E’ bastato sentirsi dire due giorni prima di fare l’atto dal notaio che il leasing non ci sarebbe più stato erogato per ragioni tecniche e quindi assistere al miracolo dei nostri amici e miei ex colleghi della banca che si sono prodigati per farci prendere un mutuo in alternativa.

E’ bastato inoltre dare 10000 Euro al notaio…

Cosa c’è di più semplice ?

Broken window

Appena tornato a lavorare ovviamente il tempo per scrivere si assottiglia terribilmente, cmq un piccolo post al volo su una cosa interessante che ho letto su un libro di informatica, ma che in realtà ha validità generale.

Dopo aver notato che alcuni palazzi nelle città sono sempre belli e puliti, mentre altri, nello stesso quartiere, inspiegabilmente degenerano con vetri rotti, porte scassate e scritte sui muri, è stato commissionato uno studio per tentare di capire le cause di questa insolita situazione. Dopo diverse osservazioni, vari studiosi hanno concluso che il fenomeno è dovuto ad un effetto che hanno chiamato “Broken window”.

Sembra infatti che finché un palazzo è tutto intero, ci sia una certa ritrosia a sporcarlo, ma basta una finestra con un vetro rotto per dare il via ad altri atti vandalici, in una spirale che si autoalimenta e danneggia sempre più irreparabilmente la struttura.

Se ci pensate bene è quello che succede anche con una macchina nuova, finché non ha nemmeno un graffio tendiamo a fare molta attenzione nelle manovre, ma basta la prima ammaccatura per abbassare la nostra soglia di attenzione e creare una serie di nuovi piccoli danni, che ci portano a trascurarla sempre di più.

Gli esempi potrebbero continuare ovviamente, ma direi che l’idea è chiara. Che c’entra questo con l’informatica ? Provate a fare un programma e scrivere un “brutto pezzo di codice” che rompe il primo vetro della coerenza… vedrete che dopo un pò il vostro software degenererà sempre di più, quasi come la casa con i graffiti… con in più l’aggravante che il danno è percepito all’inizio solo dagli addetti ai lavori… e dal cliente quando magari è troppo tardi ;-)

Some pictures

Oggi ho inserito qualche foto americana su Flickr, non tutte però perché è una cosa lunga e sono un pò pigro ;-) Se volete dare un’occhiata le trovate direttamente sul mio account Flickr.

Eccone cmq qualcuna.

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Work in progress

Lunedì finalmente diventiamo proprietari del nostro ufficio, nonostante gli svariati casini che si erano creato nei giorni scorsi e che il mio socio mi aveva nascosto per non rovinarmi la vacanze…

Nel frattempo ho ripreso in mano un pò di lavori arretrati e devo dire che, con un pò di riposo alle spalle, anche le cose più pallose prendono una piega molto meno tragica.

Oggi pomeriggio se riesco metto su flickr le mie foto americane.