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Random thoughts about technology and philosophy

Getting real

Stasera ho finito di leggere un libro molto interessante: Getting real, un libro in PDF che si può acquistare sul sito di 37signals, o anche procurarsi su canali diciamo “meno ufficiali”…

Il libro spiega l’approccio che questa web company ha utilizzato per creare i suoi prodotti web (che contano milioni di utenti al momento) e il noto linguaggio di programmazione con cui sono stati scritti: Ruby on Rails.

Le idee di fondo sono poche ma molto buone:

1) Costruire le applicazioni partendo dal disegno dell’interfaccia che dovranno avere, prima su carta e poi in HTML, schermata per schermata si costruisce così una sorta di storyboard, che evidenzierà ancor prima di codificare se l’approccio utilizzato è buono.

2) Costruire applicazioni semplici, limitando le funzionalità inutili e facendo delle cose che realmente servono, un altro modo di dire che “Less is more”, se poi uno le utilizza anche le proprie applicazioni, allora la cosa è ancora migliore, perché il feedback che si ha utilizzando i propri prodotti sarà già un ottime metro.

3) Lanciare le applicazioni, ascoltare i commenti degli utenti, dire no a tutte le modifiche richieste inutilmente e ricordarsi che, siccome gli utenti pagano un canone per usare il prodotto, non si è costretti ad uscire con una nuova versione ogni anno, zeppa di funzionalità inutili, solo per costringerli a comprare un aggiornamento ed incassare nuovi soldi.

Ce ne sarebbero anche altre, ma credo che meglio del mio resoconto, valga la lettura del libro, un testo che mi sentirei di considerare come fondamentale per chi conduce una web company, sviluppa o disegna prodotti.

Preparativi in corso

La marca da bollo sul passaporto l’abbiamo timbrata, la valigia è già semi-pronta e oggi ho comprato anche un bel libro da viaggio: Le cronache, trilogia completa dei draghi… meglio del Lexodan per i fifoni dell’aereo come me ;-)

A domani le ultime incombenze prima di partire.

Going to Milwaukee

Dopo un anno e più di relativa calma, lunedì si parte per Milwaukee ! Vado con Jim (che torna a casa) a fare una decina di giorni nella famosa città di Happy Days e si prevedono anche puntate a Chicago e dintorni.

Naturalmente si è già attivata la modalità “Ansia da aereo” che notoriamente è il mezzo di trasporto che mi piace di meno… ma siccome nella vita bisogna saper fare buon viso a cattivo gioco, inizierò da subito le tecniche zen di compensazione ;-)

La macchina fotografica è pronta per scattare un bel pò di foto e ora devo solo rimediare un taccuino in cui segnare le impressioni di viaggio, per coerenza con i giorni di San Francisco dovrebbe essere un moleskine… magari domani me lo procuro.

Insonnia

E’ inutile, più mi rigiro nel letto e meno dormo… così riaccendo il computer per fare un pò di zapping su internet. Guardo annoiato un pò di siti e blog e poi scopro questa cosa favolosa…

Un articolo di Paolo Attivissimo sugli ester-egg, piccole sorprese che si trovano nei software premendo strane combinazioni di tasti. In particolare me ne è piaciuta una bellissima e che secondo me rappresenta l’essenza di una generazione di informatici (che un pò rimpiango… forse perché sto diventando vecchio).

Linux debian, lanciate il comando apt-get moo e otterrete questa bellissima immagine ;-)

Moo

Storie di “ordinaria” follia

Sottotitolo: cronaca di 4 ore e 20 minuti allucinanti al Pronto soccorso (e meno male che è pronto)

Sono le 19:40 di Sabato sera, sono in giro con un’amica che da qualche giorno ha dei dolori addominali, che però in quel momento hanno deciso di diventare così forti da non farla respirare… dopo qualche esitazione alla fine decidiamo di andare al pronto soccorso di Albano.

Arrivati nella fatiscente sala d’aspetto (già gremita di avventori) suoniamo alla porta e dopo qualche minuto ci apre un infermiere che chiede cosa è successo, dopo aver ascoltato la storia, prende i dati della mia amica e ci dice di aspettare che ci chiamino… e qui nasce un primo sospetto… ma come fa un infermiere a classificare la gravità di un caso senza una visita ? Quei dolori potrebbero essere qualunque cosa… comunque aspettiamo fiduciosi

Dopo più di un’ora di attesa, vedendo che la mia amica ha dolori sempre più forti risuono alla porta, mi apre un’infermiera dalla faccia scocciata, alla quale chiedo qualche notizia e spiego che la situazione sta peggiorando. La simpatica signorina mi risponde, senza mai guardarmi negli occhi, che c’è un solo medico e che appena possibile ci chiameranno e mi richiude la porta in faccia lasciandomi a parlare da solo.

Dopo un’altra mezz’ora esce un paziente e chiediamo, sempre alla stessa infermiera che stava davanti la porta, se ci può dire qualcosa, ma lei sempre più scocciata farfuglia che c’è un solo medico e mi risbatte la porta in faccia, sempre senza mai guardami negli occhi.

Dopo un pò, saranno state più o meno le 22.20 (2,40 di attesa), esce un’altra infermiera che, dopo uno scambio di parole con alcuni malati in attesa, tra cui la mia amica, si permette di rispondere anche male e dire frasi del tipo “Si certo perché noi qua stiamo a pettinà le bambole…”. A questo punto la pazienza comincia a scarseggiare e mi faccio una prima litigata con la tizia, la quale tenta di risbattermi ancora la porta in faccia, ma stavolta sono più pronto, fermo la porta e la minaccio di chiamare i carabinieri, allorché lei ancora più inviperita perché ha perso il suo punto di forza, ovvero sbattere la porta, minaccia a sua volta di denunciare me per “interruzione di pubblico servizio”… servizio ?

Dopo un’altra quarantina di minuti (e le ore di attesa sono tre), mi riaffaccio alla porta che un altro paziente lascia aperta e subito uno zelante portantino mi apostrofa “Dica… “, gli spiego nuovamente la situazione e lui per tutta risposta mi dice che c’è un solo medico e cerca di risbattermi la porta in faccia… ormai veloce come Steven Seagal, blocco di nuovo la porta e mi incazzo anche con lui, ottenendo ovviamente lo stesso risultato che si ha prendendo a capocciate una parete di calcestruzzo… però nel frattempo finalmente chiamano la mia amica.

Dopo circa un’altra ora venti minuti (e sono 4.20 in totale) la mia amica esce dal pronto soccorso: gli hanno dato il Malox, le hanno fatto una flebo e naturalmente hanno classificato il suo caso come un codice bianco, così dovrà pagare anche il ticket di 25 Euro per la prestazione… non male vero ?

Naturalmente questo è un caso di malasanità minore, rispetto ai ferri dimenticati nei pazienti, a quelli che entrano per un’ernia ed escono cadaveri o per quelli che muoiono su una barrella del pronto soccorso perché il personale non può uscire fuori a prenderli, ma di certo è una di quelle cose che ti trasmettono un grande senso di rabbia e di preoccupazione. Rabbia verso un sistema che non funziona, un sistema che spende milioni di euro nel fare cose inutili e poi non ha i fondi per mettere un medico in più in un pronto soccorso e rabbia anche verso le persone che, con tutta la comprensione per le loro condizioni di lavoro difficili, trattano coloro che dovrebbero assistere con arroganza e sufficienza.

Se il sistema in cui viviamo è fatiscente almeno dovremmo cercare di comportarci bene a livello personale… forse un antidolorifico lo può somministrare anche un infermiere, nell’attesa che il medico arrivi… soprattutto se l’attesa è di 3 ore…

E’ troppo umano ?

Just to feel more nerd…

Se volete migliorare il vostro essere Nerd ecco il sito che fa per voi:  Nerdy shirts, dove per “pochi” dollari potete ordinare le vostre magliette personalizzate.

Macro esperimenti

Qualche giorno fa ho ricomprato un obiettivo Tele/Macro della Sigma (uno dei più scalcinati in commercio credo), ma le foto che vengono fuori non sono malaccio, qualche esperimento:

yellow flower
Fiore

bee2
Ape al lavoro

bee1
Altra ape all’opera

300

Nell’ozio del malato ho visto il film 300, una interpretazione in stile matrix della battaglia delle Termopili, in cui 300 spartani diedero del filo da torcere alla gigantesca armata persiana, che si dice contasse più di un milione di uomini.

Il film non è brutto, ma sinceramente non mi ha trasmesso nessuna emozione particolare a parte l’apprezzamento tecnico per le scene dei combattimenti, girate con dei ralenty che fissano i movimenti ed enfatizzano il dinamismo dei personaggi… eppoi lasciatemelo dire, ma con tutte le autobombe ed i kamikaze che si vedono al telegiornale, ma è proprio necessario girare un film di due ore pieno di teste tagliate e di cristiani ammazzati ?

Latest news

Ci voleva una bella febbre a 39 per costringermi due giorni a casa e darmi il tempo di fare un pò di esperimenti, nonché di scrivere qualche post sul blog.

Leggendo qua e là nei blog che seguo di solito non posso fare a meno di notare che per me il blog è uno strumento simile al telefonino: utile se usato con moderazione e dannoso se usato con troppa (e soprattutto forzata) frequenza.

Mi piace scrivere, ma non mi piace sentire la pressione di doverlo fare per forza… questo è un momento di relax, una piccola finestra sul mondo assolutamente personale, che perderebbe il proprio senso se diventasse una gara all’ultimo post o un modo per mettersi in mostra.