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Random thoughts about technology and philosophy

Mentre scrivo il blog…

Ogni tanto apro la pagina di Repubblica ed è un continuo di attentati, bombardamenti e dimissioni del governo… ce ne vuole davvero per restare ottimisti e cercare di darsi da fare :(

Il mondo secondo Fo

Dario Fo è un personaggio singolare, ci sono persone che lo amano ed altre che decisamente lo detestano, io non sono né fra i primi né fra i secondi. Per vari motivi non ho mai avuto modo di seguirlo negli anni e solo di recente mi sono deciso a vedere Mistero Buffo, l’opera teatrale con cui ha vinto il premio Nobel nel 1997.

Ho sentito parlare di questo libro in un’intervista da Fabio Fazio e l’ho comprato curioso di conoscere la storia di questo personaggio che ha saputo fare tante cose nella vita, sempre con il sorriso sulle labbra e arrivando addirittura a vincere un premio Nobel, in barba chi pensa che la cultura debba essere seriosa e imperturbabile.

Nel libro ci sono tanti episode e tanti ricordi, alcuni anche molto toccanti. Tra i tanti mi ha colpito l’incontro con Franca Rame, la sua compagna di una vita. Una descrizione sincera e poetica dell’innamoramento disilluso di un giovane attore squattrinato, che non si sente neanche particolarmente bello, di fronte a questa diva bellissima, corteggiata ed ammirata… chissà forse non funziona sempre, ma in questo caso soldi e bellezza non furono determinanti…

E ancora i racconti sulla madre (La Pina) o quelli sull’impegno in teatro nei vorticosi anni della contestazione.

Bellissima poi la spiegazione sul valore dell’Arte che dà alla giornalista che lo intervista, mentre gli mostra alcune delle opere che ha a casa, alcune assolutamente autentiche ed altre assolutamente false, a volte addirittura fatte da lui.

Un altro bel libro, consigliato a chi ama leggere biografie e memorie alla ricerca dei tratti che fanno grandi i personaggi.

Il governo e le sue prodezze

Finalmente ce l’hanno fatta, sono riusciti a far dimettere il governo. Ma è mai possibile che in questo paese bisogna rassegnarsi a decenni di Berlusconismo ?

Se io fossi un dirigente di un partito di centrosinistra organizzerei un bell’areo per gli USA e manderei tutti i miei accoliti ad uno dei tanti corsi di comunicazione e strategia… magari imparerebbero a non dire frasi tipo “Se non passa la mozione, tutti a casa” oppure “Non ho paura di scontentare la gente” e così via…

Ieri sera guardavo un pezzo di Ballarò, nel quale uno dei senatori che non ha votato la mozione, e che quindi tecnicamente ha contribuito a far cadere il governo, difendeva la sua coerenza a spada tratta, ma mi permetto di osservare, nel mio piccolo e forse ingenuo modo di pensare, che la vera coerenza sarebbe il riuscire a portare dei miglioramenti in questo paese, dove di problemi reali ce ne sono a centinaia.

Se io fossi un senatore di centrosinistra e non fossi d’accordo sui Pacs, sulla politica estera o su qualunque altra singola decisione, se però tutto fosse finalizzato a creare un paese migliore, diciamo anche del 10% migliore, beh io voterei qualunque mozione, piuttosto che pensare che la mia cocciuta e testarda difesa del pacifismo riporterebbe al governo un centrodestra che neanche discuterebbe se fare o no una base a Vicenza, anzi magari stanzierebbe pure dei soldi per aiutarli.

Mi rendo anche conto che chi ha un’ideologia fatica molto a pensare che qualquno possa non condividerla, eppure è un esercizio interessante, soprattutto perché quando si siede su una poltrona da senatore, oltre a portare a casa un lauto stipendio, si dovrebbero rappresentare gli interessi dei propri elettori e credo che anche il più incallito pacifista potrebbe perdonare la costruzione della base di Vicenza se alla fine del mese si trovasse con uno stipendio dal potere d’acquisto maggiore, se potesse pagare un prezzo onesto per una casa e magari non essere costretto a rateizzare perfino l’acquisto del nuovo servizio di pentole… tutte cose che, dati i risultati degli svariati anni del governo Berlusconi, dubito che un nuovo governo di centro-destra potrebbe portare a casa.

Speriamo in un rigurgito di saggezza…

Come trattare gli altri e farseli amici

Di solito non rileggo quasi mai i vecchi libri, ma in questi giorni ho fatto un’eccezione riprendendo in mano “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnagie, scritto nel 1936 o giù di lì, ma forse proprio per questo molto più interessante di tanti manuali fai da te sulla comunicazione e sui rapporti interpersonali.

La cosa che più mi ha colpito nel libro è la semplice considerazione che, soddisfatti i bisogni primari, l’uomo ha un altro fondamentale bisogno che è quello di sentirsi importante e di avere gratificazione e riconoscimento. Questo bisogno guida quasi sempre le nostre azioni e ci spinge anche spesso a discutere animatamente sulle cose di cui siamo convinti e a dare torto agli altri se la pensano in modo diverso da noi.

Il cardine del pensiero di Carnagie è che se riconosciamo questo istinto in noi stessi, automaticamente dobbiamo riconoscerlo anche negli altri e una volta che sappiamo che l’acerrimo nemico che ci sta di fronte è spinto dal nostro stesso bisogno, allora diventiamo più indulgenti con lui e possiamo applicare una serie di principi che lui espone nel libro e che non riporto qui per non copiarlo e per non togliere il piacere di leggerlo.

Non condivido proprio tutti i principi e comunque alcuni sono parecchio difficili da mettere in pratica, quando l’istinto ci direbbe di fare un’altra cosa, però con un pò di esercizio e con la semplice consapevolezza di come funzionano le cose si possono ottenere notevoli miglioramenti nei rapporti con gli altri.

Se come me vi mettete spesso in discussione e riconoscete di fare errori quando trattate con gli altri, beh forse una lettura vale la pena di darcela.

Ontologia del telefonino

Dopo averlo visto nel programma della Dandini, non ho resistito a comprare il suo libro “Ontologia del telefonino”. Sto parlando del filosofo Maurizio Ferraris, tipo singolare ma interessante di cui segnalo il sito web. Il libro è un saggio sul significato (questo vuol dire ontologia) di questo strumento ormai così diffuso, un’occasione anche per capire il metodo con cui si approccia l’analisi di un fenomeno.

Welcome back

San Pietro in Montorio Dopo un pò di giorni di intensa fatica, e quindi di poco tempo per il blog, ricomincio a scrivere. Intanto allego una foto fatta al volo con il cellulare del tempietto del Bramante nascosto nel chiostro della chiesa di San Pietro in Montorio al gianicolo… un vero gioellino.

Notevole anche l’impressione che fa il “Fontanone”, che avevo sentito solo nelle canzoni di Venditti, ma di cui ignoravo totalmente quanto fosse bello dal vero.

Ogni tanto per riposare i neuroni stanchi di tanti bit e byte una sana passeggiata non fa mai male.