Un altro giro di giostra
Tuesday, September 26th, 2006Ho finito anche l’ultimo libro di Terzani che avevo nella mia libreria. In realtà è il primo che ho comprato, ma l’avevo lasciato interrotto per almeno sei mesi, prima di riprenderlo in mano e terminarlo.
Il libro è molto bello, ma parla di una malattia, il cui solo nome incute un certo timore: cancro.
Non è facile leggere le prime pagine, nelle quali Terzani racconta il suo rapporto con i medici del famoso centro oncologico MSKCC di New York, quelli che lui chiama “Aggiustatori”.
Ho avuto prima bisogno di conoscerlo attraverso la lettura de “La fine è il mio inizio”, “Un indovino mi disse” e di “Lettere contro la guerra”; ed ora, che lo considero un pò come un vecchio amico, ho trovato l’animo giusto per completare quello che avevo lasciato in sospeso.
E’ difficile commentare un libro come questo, bisogna leggerlo. Io ci ho trovato una grande verità: bisogna fermarsi spesso in silenzio, chiudere gli occhi, sedersi (magari nella posizione del loto… che è più cool) ed ascoltarsi un pò. Se si prendono le distanze dalle cose e si dà il tempo al nostro cervello di far sedimentare le situazioni, si vedrà con molta più chiarezza.
In una realtà frenetica e piena di informazioni (spesso anche inutili) non è facile, ma se si osserva chiaramente la qualità delle notizie, se si impara a classificare mentalmente in metacategorie ciò che si legge e si sente, ci si accorge che il mondo non è poi tanto diverso… ma è tanto più veloce, meno si conosce se stessi e più rapidamente si viene fagocitati.
Da domani allora oltre al mio yoga quotidiano quasi quasi faccio anche 10 minuti di meditazione… hai visto mai che mi fanno superare meglio gli “Hard Days” di cui parlavo nei post precedenti
