Aug 30, 2006 0
Riflessioni dal balcone
Sono seduto sul balcone della mia nuova casa e finalmente posso scrivere il mio primo post sul blog con l’ADSL (potenza del wireless…).
Dovrei essere contento, dato che è una bella conquista e che comunque il mio “rifugio” sta venendo abbastanza bene, nonostante le mille piccole sfighe con muratori, caldaie, idraulici, e chi più ne ha, più ne metta…
Invece mi sento sempre addosso quel sottile velo di inquietudine che non mi ha mai abbandonato un istante negli ultimi 35 anni. Ho appena finito di leggere una email di Luca dalla Mongolia, nella quale ci racconta del suo viaggio nel deserto del Gobi ed ho anche visto un pò di foto… accidenti che invidia !!!
Ma l’invidia non è tanto per il posto e per le foto (ma per le foto un pò si… lo ammetto), l’invidia è soprattutto perché anche io mi sento sempre più alieno in questa società che gira secondo regole che io non condivido, eppure ne sfrutto i vantaggi e magari rinuncio a delle cose che potrebbero darmi soddisfazioni per mantenere questo stile di vita.
Intendiamoci non che io senta il bisogno di ritirarmi in un eremo, ormai ho sufficiente tranquillità interiore per sapere che il mio eremo me lo porto dentro. Quello che mi dà da pensare e che mi rattrista è il non aver saputo trovare una strada per esprimermi in maniera originale, fosse anche un libro, le fotografie o qualunque altra cosa.
Continuo a scrivere righe di codice, oppure ad organizzare il lavoro di altri programmatori, ma con sempre meno soddisfazione… sempre più consapevole che quelle quattro cose che nessuno userà mai sul serio non mi faranno mai sentire a posto con me stesso. O smetto di scriverle, oppure oltre a quello devo fare dell’altro… credo che la cosa sia sempre più improrogabile.
Certo se mi guardo intorno mi sento più tranquillo di molta altra gente, in fondo la mia inquietudine è sana, è una motivazione a migliorare me stesso… niente a che vedere con quella di chi ucciderebbe la propria famiglia per poter avere più potere o denaro, ma manca ancora una chiave di lettura che mi consenta di ordinare i pezzi del puzzle… se non proprio di finirlo, almeno di dividerli per zone di colore…
Vabbè basta blaterare, basta notturni ed irrequiti sfoghi… vado a meditare… sotto un cielo molto meno stellato di quello mongolo… Luca sa a cosa mi riferisco












